Dopo la doccia gelida del -20 inflitto in settimana, sullo stadio Celeste si sono riaccese le luci della speranza. Il ritorno in casa ha rappresentato molto più di una semplice partita: è stato un abbraccio collettivo tra la squadra e la sua gente. Sugli spalti, tra cori incessanti e bandiere al vento, il popolo giallorosso ha trasformato l’amarezza in passione, spingendo il Messina dal primo all’ultimo minuto. Il Celeste è tornato a pulsare, facendo battere all’unisono i cuori di grandi e piccoli e la squadra ha risposto sul campo con una vittoria che vale molto più di tre punti: un segnale di orgoglio, appartenenza e voglia di non arrendersi.
L’inizio della partita
Parte forte il Messina. Dopo appena un minuto di gioco il match viene interrotto per l’infortunio di Blondett, costretto a lasciare il posto a Doni. Nonostante l’imprevisto, i giallorossi mantengono il controllo delle operazioni e al 10′ vanno vicinissimi al vantaggio: su uno schema da calcio di punizione la palla giunge a Doni, che conclude a colpo sicuro, ma Godino salva miracolosamente sulla linea, negando il gol che sembrava ormai fatto.
Il Messina continua a spingere e al 18′ Bonanno tenta la soluzione dalla distanza con un tiro che esce di pochissimo sfiorando il palo. Al 20′ si vede anche il Mazzarrone, ma sono ancora i padroni di casa a rendersi pericolosi. Al 26′ una punizione di Kragl trova la testa di Doni, il cui colpo sfiora l’incrocio dei pali facendo trattenere il fiato al pubblico presente.
Le occasioni si susseguono. Nel finale cresce la tensione. Al 40′ il Mazzarrone resta in dieci uomini per l’espulsione di Randis a gioco fermo; pochi istanti dopo arriva il cartellino rosso anche per Burzio che protesta dalla panchina. Forte della superiorità numerica, il Messina aumenta la pressione e al 45′ reclama un calcio di rigore per un contatto in area. L’arbitro lascia proseguire e, sull’azione successiva, Kragl calcia fuori da buona posizione.
Verso la ripresa
In pieno recupero è ancora Bonanno a sfiorare il vantaggio con una splendida girata che accarezza la traversa. Si chiude così un primo tempo dominato dal Messina sul piano delle occasioni, ma ancora bloccato sullo 0-0 nonostante le numerose opportunità create.
Il Messina rientra in campo con l’obiettivo di sfruttare la superiorità numerica e già al 52′ va vicino al vantaggio: Kragl serve Doni sulla fascia, il cross del terzino arriva a Bonanno che si coordina in rovesciata senza però trovare lo specchio della porta.
La pressione giallorossa cresce minuto dopo minuto. Al 58′ Kragl colpisce la traversa, preludio al vantaggio che arriva al 62′: il tiro di Bonanno viene deviato in maniera decisiva da Sarao, beffando D’Agata e regalando al Messina l’1-0. Sull’onda dell’entusiasmo, i padroni di casa continuano ad attaccare. Al 75′ Bonanno prova nuovamente a rompere l’equilibrio, ma D’Agata si oppone con un intervento decisivo. Nel finale il Messina gestisce il vantaggio, complice anche l’espulsione di Spadaro, che lascia il Mazzarrone in nove uomini all’89’. L’ultimo sussulto del match è firmato dalla squadra ospite.
La vittoria
Dopo un secondo tempo dominato, il Messina può finalmente alzare le braccia al cielo e festeggiare una meritata vittoria casalinga per 1-0. Tre punti che, sulla carta, lasciano ancora i giallorossi a quota zero a causa della pesante penalizzazione, ma che sul campo raccontano una storia ben diversa: quella di una squadra da 20 punti, capace di conquistare temporaneamente la vetta della classifica e di mantenere intatta la propria imbattibilità. In una settimana segnata dalle difficoltà e dall’amarezza, la squadra ha risposto nel modo più bello: con il carattere, con il sacrificio e con l’orgoglio di chi non smette di lottare. Al triplice fischio, il Celeste celebra una vera e propria dimostrazione di forza e appartenenza. I numeri possono essere riscritti da una sentenza, ma non possono cancellare ciò che si vede sul terreno di gioco. Oggi il Messina ha dimostrato ancora una volta di meritare piani ben più alti.
Irene Piccolo