Presentato alla seconda giornata della rassegna cinematografica internazionale di Messina. Put your soul on your hand and walk è un documentario del 2025 scritto e diretto da Sepideh Farsi. Il documentario attraverso immagini inedite e videochiamate ricostruisce la vita nella striscia di Gaza dopo l’attacco del 7 ottobre.
Put your soul on your hand and walk: la trama
All’inizio del 2024 Farsi, giornalista iraniana, prova ad entrare dal Cairo della striscia di Gaza, ma viene bloccata. Decide quindi di documentare la guerra attraverso le videochiamate con Fatima Hassouna. La giovane fa vedere la realtà dei bombardamenti e delle difficoltà dei civili di Gaza. Sono mostrati inoltre i suoi lavori di foto giornalismo incentrati sulla sofferenza dei bambini. Il 15 aprile 2025 Farsi comunica all’amica la notizia che il film è stato selezionato in concorso al Festival di Cannes 2025. La mattina seguente Fatima e altri nove membri della sua famiglia muoiono nel sonno da un attacco aereo israeliano sulla loro casa.

Il contrasto tra due realtà diverse
L’aspetto più impattante del documentario è sicuramente lo spacco visibile che c’è tra una parte di mondo e l’altra. Sepideh ripete più volte quanto sia strano che per lei la vita continui invariata, mentre Fatma fatica a sopravvivere.
Eppure Fatma ha sempre il sorriso mentre parla delle sue difficoltà. Ripete spesso che tutto ha un senso e ha molta speranza sulla fine del conflitto. Ha soli 24 anni e già sembra aver colto a pieno il senso della vita. Dice di “volere solo avere una vita semplice”, che le è stata strappata dall’inizio del conflitto.
Nonostante spesso si trovi in situazioni complesse, come quando i suoi fratelli le chiedono cosa si mangi e si trova costretta a rispondere niente, Fatma non perde mai la fiducia e aiuta attivamente la comunità. Dopo la morte di una sua cara amica, manda i suoi lavori a Sepideh in modo che possa renderli pubblici e farle avere la visibilità che merita.
Emerge il ritratto di tantissimi talenti, che vivono in un momento storico che non gli permette di sbocciare. Fatma si dice commossa che ciò che sta vivendo sia a conoscenza di tutti e non vede l’ora di parlare della sua esperienza davanti al Festival di Cannes, in modo da far avere visibilità al suo popolo. Nel documentario sono discussi temi scottanti come la scelta di mettere il velo e l’appropriazione culturale. Fatma è una giovane donna che vuole solo la possibilità di vivere la sua vita, vive dei momenti di sconforto, dettati dalla situazione, ma ha la forza di andare avanti e godere di ogni momento.
Il documentario riesce nel suo intento di mostrare una realtà che è troppo facile da ignorare. Il film ha commosso il pubblico della seconda serata della rassegna cinematografica internazionale di Messina.