IA ed essere umano tra senso e logica

Penso dunque sono

Oggi più che mai sentiamo la necessità di affermarci: come più potenti nei confronti degli altri, oppure come diversi da qualcuno o qualcosa. Nel mondo contemporaneo, cerchiamo di distinguerci dall’IA nel tentativo di preservare un senso di identità che percepiamo sempre più fragile. In un’epoca in cui quest’ultima e il progresso tecnologico corrono quasi alla velocità della luce, sorge una domanda: cosa ci distingue come esseri umani?

Per tanto tempo – soprattutto in età moderna – la ragione sarebbe stata la risposta.

In particolare Cartesio, l’esponente più influente del Razionalismo, individua nel pensiero la condizione stessa dell’esistenza: cogito ergo sum.  Distinguendo tra res cogitans e res extensa, egli prosegue quella tradizione filosofica che, cominciata con Platone e sviluppatasi nei secoli successivi, aveva separato nettamente l’anima – o potremmo dire il cogito – dal corpo. Quest’ultimo è stato spesso confinato in secondo piano fino ad essere interpretato, soprattutto con l’affermazione della Chiesa Cattolica e della filosofia cristiana, come luogo del peccato, della tentazione, dal quale l’individuo avrebbe dovuto liberarsi attraverso la disciplina, il controllo e l’ascesi spirituale.

Indubbiamente la ragione è una caratteristica fondamentale, ma non è ciò a cui gli esseri umani possono essere ridotti. Infatti, se si trattasse solo di ragionamento logico o di cogito, l’IA – in un’ipotetica competizione – vincerebbe nettamente per velocità e precisione nell’esecuzione.

 

Cartesio. <br>Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Cartesio
Cartesio.
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Cartesio

Tecnologia vs Uomo?

È impensabile estirpare dalle nostre vite la tecnologia: in certi casi, essa risulta essenziale per la nostra sopravvivenza – si pensi ai pacemaker. Inoltre, ormai gli apparati tecnologici non sono più semplici strumenti di ausilio, ma sistemi integranti nella nostra quotidianità.

Infatti, la tecnologia migliora la capacità di ricevere e produrre informazioni: un caso esemplare sono gli smartphone che ci consentono di comunicare più frequentemente con gli altri anche a lunghe distanze.

Oggi deleghiamo all’IA compiti spesso complessi o “noiosi”. Tuttavia, a volte si rischia di scambiare quello che dovrebbe restare uno strumento con qualcosa in grado perfino di prendere decisioni al posto nostro, un altro agente morale.

Senz’altro una macchina può avere effetti eticamente positivi, volti ad azioni buone, ma è prerogativa esclusivamente umana essere un agente morale. Ciò consiste non soltanto nel compiere un’azione – che nella macchina è già preimpostata – ma nell’agire in un orizzonte di senso nel quale ci si interroga su di essa e sulle conseguenze derivanti, giudicandole e assumendosene, eventualmente, la responsabilità.

L’essere umano al di là del tempo

L’essere umano non si limita ad arrivare a un risultato seguendo una prassi, ma attribuisce a ciò che compie e al mondo che lo circonda un significato. In quest’ottica, il filosofo Paul Ricoeur, nella sua opera “Sé come un altro”, ha mostrato come la nostra identità personale non sia qualcosa di immutabile e predefinito, ma si costruisca attraverso il racconto e l’interpretazione della nostra esperienza.

L’essere umano non si riduce a ciò che pensa o produce, ma dà una forma narrativa alla propria esistenza e si comprende davvero nel confronto con l’altro.

Siamo emotivi e, proprio per questo, siamo capaci di costruire ponti con gli altri: viviamo insieme, condividiamo gioia, affrontiamo sofferenze e fragilità. Ci prendiamo cura reciprocamente degli altri, in quella che Ricoeur chiama sollecitudine”, per la quale l’altro non è un semplice mezzo, ma è una presenza – o assenza – insostituibile.

Tale peculiarità degli esseri umani nasce dalla comprensione della vulnerabilità che accomuna ognuno di noi, perché è proprio nella fragilità altrui che si scopre qualcosa della propria soggettività.

Le nostre relazioni sono uno spazio nel quale ciascuno assume sempre più consapevolezza di sé attraverso il riconoscimento reciproco. Non siamo dati o informazioni destinati a essere superati, ma persone che lasciano un segno di sé nel mondo.

Continuiamo a vivere nei ricordi e nel cuore di chi ci ha amato, nelle parole che abbiamo detto, nei gesti che abbiamo compiuto. Quel legame umano che abbiamo instaurato – la corrispondenza di amorosi sensi – non si interrompe mai, perché l’amore, i ricordi e il dolore mantengono viva, come una fiamma che arde sempre di più, la presenza di chi se n’è andato via. Ogni gesto umano, quindi, è ciò che permette alla memoria di opporsi all’oblio del tempo che scorre inesorabile.

Contemporaneamente, però, siamo profondamente ambigui. Siamo capaci di creare arte, poesia e cultura, ma anche di spazzare via, attraverso guerre e soprusi, gli altri e ciò che insieme nel tempo abbiamo costruito. “Eros e Thanatos” avrebbe detto Freud.

Fonte: https://www.fondazionedirittiumani.ch/2021/03/01/tutti-gli-esseri-umani-sono-uguali-davanti-alla-legge-e-gli-altri/
Fonte: https://www.fondazionedirittiumani.ch/2021/03/01/tutti-gli-esseri-umani-sono-uguali-davanti-alla-legge-e-gli-altri/

C’è un vincitore?

Forse, allora, bisogna uscire dall’ottica dualista che contrappone io-altri o io-IA che prevede a tutti i costi un vincitore tra le due parti.

La questione, dunque, non è stabilire chi prevalga, ma comprendere come scegliamo di agire in considerazione degli altri e attraverso ciò che la tecnologia e l’IA ci offrono. Non si tratta di opporsi o dominare, ma di riflettere sul modo in cui possiamo utilizzare questi strumenti per ampliare le nostre possibilità, senza perdere di vista la responsabilità, la libertà e il nostro valore.

Marta Adamo

Fonti:

Meditazioni Metafisiche – R. Cartesio;

Sé come un altro – P. Ricoeur;

Dei Sepolcri – U. Foscolo.