Giornata Mondiale della Natura Selvatica: sostenibilità, generazioni e eco-ansia

Giornata Mondiale della Natura Selvatica

Il 3 marzo si celebra il World Wildlife Day (Giornata Mondiale della Natura Selvatica), una data istituita nel 2013 dalle Nazioni Unite, per ricordare l’importanza della tutela ambientale. Il giorno scelto non è casuale: il 3 Marzo 1973 183 Paesi si sono riuniti per firmare la Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione, un accordo fondamentale per la protezione della biodiversità.

La celebrazione del patrimonio naturale pone l’attenzione sull’urgenza di sostenere il nostro Pianeta, riconoscendo la natura non come sfondo delle nostre vite, ma come elemento strutturale che incide concretamente sullo sviluppo economico e sul benessere psicofisico degli individui.

World Wildlife Day. <br> Fonte: https://www.grantwatch.com/grantnews/wp-content/uploads/2022/03/World-Wildlife-Day-and-type-copy-2.jpg
World Wildlife Day.
Fonte: https://www.grantwatch.com/grantnews/wp-content/uploads/2022/03/World-Wildlife-Day-and-type-copy-2.jpg

La questione generazionale

Oggi, tuttavia, la salvaguardia del nostro patrimonio naturale diventa anche una questione generazionale ed emotiva.

La Generazione Z si conferma tra le più attente alla questione ambientale, anche in conseguenza al contesto storico in cui è cresciuta, segnato da drammatici scenari che, purtroppo, potevano essere in parte mitigati attraverso la prevenzione. Così, le nuove generazioni si trovano spesso a vivere una duplice condizione: da un lato sono protagoniste attive del cambiamento, dall’altro percepiscono di dover gestire un’eredità ambientale complessa, costruita nel tempo dalle generazioni passate.

Tuttavia, anche all’interno della stessa GenZ, emergono grandi contraddizioni e il divario “tra il dire e il fare” risulta ancora evidente. In tal senso, la tutela della natura talvolta si configura più come identità sociale che come impegno reale e coerente con le scelte quotidiane, assumendo in alcuni casi anche una dimensione performativa volta a comunicare una determinata immagine.

L’Eco-ansia

L’impatto della crisi climatica sta assumendo sempre più una dimensione sociale e, in particolare tra i più giovani, si evidenziano conseguenze anche sulla salute mentale. Si parla di eco-ansia, definita nel 2019 come “la sensazione generalizzata che le basi ecologiche dell’esistenza siano in procinto di crollare”, dunque una profonda preoccupazione relativa al futuro climatico del Pianeta che, inevitabilmente, genera incertezza sul futuro personale dell’individuo.

Questa forma di ansia si inserisce in un contesto già particolarmente incerto che tutti i giovani sono chiamati ad affrontare, composto da crisi economiche, tensioni geopolitiche e precarietà occupazionale. La crisi ambientale non viene percepita come fenomeno isolato, ma come ulteriore motivo di insicurezza.

Secondo un report Unicef, “Circa un miliardo di bambine, bambini e adolescenti vive in contesti resi fragili dalla minaccia del cambiamento climatico.”

In Italia, i dati ISTAT mostrano che oltre il 70% di giovani tra i 14 e i 19 anni è preoccupato per i cambiamenti climatici. Tale dato è allarmante non solo perché evidenzia gli effetti psicologici di questo fenomeno sulle nuove generazioni, ma anche perché riporta conseguenze su molteplici piani: per esempio, una quota significativa degli intervistati afferma che questa incertezza influenza le scelte di vita personale, come la decisione di avere figli.

La maggioranza degli intervistati risulta consapevole del destino già compromesso del nostro Pianeta e sente una profonda responsabilità nell’attuare pratiche sostenibili nella quotidianità. Tuttavia, accanto all’impegno spesso emerge un profondo senso di impotenza.

<em>Eco-ansia</em>. <br>Fonte: https://www.psicoterapiafunzionale.it/wp-content/uploads/2024/05/eco-ansia.jpg
Eco-ansia.
Fonte: https://www.psicoterapiafunzionale.it/wp-content/uploads/2024/05/eco-ansia.jpg

Chi guida la sostenibilità?

Un tema così ampio e complesso è chiaramente legato all’intera società, ma il suo impatto non è distribuito uniformemente fra le generazioni.

L’incontro generazionale risulta alla base di una transizione sostenibile che richiede indubbiamente ingenti risorse e competenze. Allo stesso tempo, è importante che tale dialogo non si fondi esclusivamente sulla paura del futuro, poiché tale narrazione potrebbe generare ulteriori tensioni.

La Giornata Mondiale della Natura Selvatica ci pone davanti una scelta: continuare a vedere la sostenibilità come una tendenza o un obiettivo economico, oppure riconoscerla come elemento centrale della trasformazione culturale della società, capace di generare un significo impatto sulla salute e sulle scelte delle persone.

La domanda giusta da porsi allora sarebbe: Siamo pronti a guidare il cambiamento insieme?

Fonti:

https://ingvambiente.com/3-marzo-giornata-internazionale-della-natura-selvatica/

https://www.onuitalia.it/world-wildlife-day-il-valore-inestimabile-della-natura-selvatica/

https://www.legambiente.it/news-storie/ecoansia-crisi-climatica/

https://www.unicef.it/media/youtrend-ecoansia/

Antonella Sauta.