Arte e AI: chi è l’autore dell’opera?

La nuova creatività digitale

In pochi anni, l’Intelligenza Artificiale ha conosciuto una crescita esponenziale, insediandosi nella vita di milioni di persone che ne utilizzano le molteplici funzioni. L’AI è senza dubbio uno strumento rivoluzionario, in grado di offrire supporto concreto agli utenti in numerosi ambiti. Non c’è da stupirsi, dunque, se unicamente la piattaforma di ChatGPT raggiunge oltre 800 milioni di utenti settimanali.

Tra le possibilità più discusse che questa tecnologia offre, c’è la generazione di contenuti visivi: non solo semplici immagini, ma anche fotografie o vere e proprie opere che seguono – o imitano – i più celebri stili pittorici.

L’AI si inserisce in un settore già profondamente caratterizzato da contraddizioni e spesso basato sulle percezioni individuali più che su dati reali: quello artistico. Questo settore si ritrova stravolto da una nuova domanda: “Chi è l’artista oggi?”. In effetti, con l’utilizzo dell’AI chiunque può creare un’opera d’arte, rendendo l’accesso alla produzione visiva più democratico, ma anche più ambiguo.

Ma come fa l’AI a generare un’opera d’arte? L’Intelligenza Artificiale consente la creazione di contenuti tramite la ricezione di un prompt scritto dall’utente che, partendo da un’idea e con indicazioni più o meno dettagliate, guida la macchina nella realizzazione.

Molto spesso, la prima immagine generata necessita di correzioni, così, prompt dopo prompt, il sistema elabora soluzioni visive sempre più coerenti con le richieste dell’utente.

È però necessaria una distinzione tra AI-Assisted e AI-Genereted: AI-assisted si riferisce all’utilizzo dell’AI come strumento di supporto all’attività umana. In questo caso l’artista mantiene un ruolo centrale, perché immagina, progetta, seleziona e guida la tecnologia verso il risultato finale, senza farsi sostituire da essa. Quando parliamo di AI-generated, il contributo umano può essere minimo, perché l’utente può inviare solamente l’input iniziale, in questo modo la macchina non svolge solo funzione di supporto, ma diventa il principale mezzo di produzione dell’opera.

Arte e artista: nuove interpretazioni

L’arte, per sua natura, muta nel tempo perché riflette la società che la produce. La storia mostra un’evoluzione del concetto di opera d’arte: un passaggio progressivo dalla centralità dell’oggetto, alla centralità dell’artista, fino ad arrivare alla centralità del “concept”.

Dalla tradizione classica fino ai primi del Novecento, l’arte coincideva con l’opera materiale, derivante dalle abilità tecniche dell’artista e caratterizzata da bellezza estetica e valori.

Poi, con le avanguardie e l’avvento dell’età contemporanea, il concetto di opera si è fatto più intrinseco: l’arte non è solo il risultato finale, ma il gesto, il simbolo e le emozioni che con esso l’artista intende trasmettere.

Nell’arte del futuro, se la concreta produzione dell’opera può essere delegata a una macchina, allora il valore artistico si sposta inevitabilmente su un altro livello: l’idea che la guida.

Siamo di fronte a una rivoluzione culturale che apre nuovi quesiti: non solo cosa può essere definita arte, ma anche chi può essere definito artista.

Quindi, chi è l’artista?

Possiamo ipotizzare che l’artista sia chi scrive il prompt: l’arte risiede nell’idea dell’ utente e diventa pratica grazie alla sua capacità di tradurla in istruzioni efficaci fornite alla macchina. Oppure, possiamo dire che l’artista sia lo sviluppatore che ha creato il modello, ovvero colui che rende fruibile lo strumento. In un’altra interpretazione, l’artista è la stessa Intelligenza Artificiale, un’ipotesi estrema e problematica, perché implica il riconoscimento di una forma di soggettività a un sistema tecnologico.

Forse, allora, sarebbe più corretto chiederci  non più “chi” sia l’artista ma “che cosa” sia l’artista, aprendo rilevanti questioni di regolazione e legislazione.

Implicazioni culturali, sociali e economiche

Da un punto di vista culturale, si assiste a un vero mutamento della figura dell’artista: da creatore dell’opera materiale a regista di un processo creativo più complesso, in cui viene incluso un nuovo strumento tecnologico.

Ma non solo, si sviluppa soprattutto un dilemma etico: quanto del risultato finale è attribuibile a una persona e quanto a una macchina? Tale quesito pone l’attenzione sul tema centrale della responsabilità: se un’opera AI è controversa, offensiva o problematica, chi ne risponde? L’utente che l’ha richiesta, la piattaforma che l’ha generata, o chi ha progettato il modello?

Inoltre, si aggiunge l’elemento critico che riguarda la natura “cumulativa” della tecnologia. L’AI si auto-migliora nel tempo grazie alle interazioni, agli esempi e alle attività degli utenti. Di conseguenza, si presenta il rischio che l’AI possa creare immagini influenzate – direttamente o indirettamente – da correzioni precedenti di altri utenti. Questo conduce non solo al dilemma “artista o macchina?” ,ma introduce anche un nuovo quesito: “artista 1 o artista 2?”. In altre parole, dove finisce l’originalità e dove inizia la derivazione da altri contenuti visivi già esistenti?

Infine, tale confusione generale impatta inevitabilmente sull’economia del settore artistico e sulla percezione del suo mercato. Quanto valore si può attribuire a un’opera se non si ha la certezze di “chi” o “cosa” l’ha creata, su quali basi – o copie – si fondi, e in un contesto in cui risulta ancora assente una regolamentazione adeguata del fenomeno?

L’AI non cancella l’arte, ma obbliga la cultura a ridefinire chi ha diritto di chiamarsi artista, riscrivendo nuovamente le regole dell’intero sistema di valore.

Se l’opera può essere generata in pochi secondi e la sua origine diventa difficile da tracciare, il centro del dibattito si sposta inevitabilmente sulla vera essenza dell’arte che, ancora una volta, si trasforma insieme alla società che riflette.

Fonti:

https://www.copyright.gov/ai/ai_policy_guidance.pdf

https://zupo.co/ai-assisted-vs-ai-generated-content

/https://www.osservatori.net/blog/artificial-intelligence/etica-intelligenza-artificiale-sfide-rischi-normative

Antonella Sauta.