Se non avessi questo corpo

Se non avessi questo corpo,
potrei correrti incontro
e gridare.
Gridare,
fino a rimanere senza fiato.

Sentirei il mio cuore battere,
forte,
veloce,
rabbioso,
martellare nel petto,
vivo.

Avrei il respiro irregolare,
le labbra
dischiuse
in un sorriso ansante.

Le gambe agili
sosterrebbero il passo,
spedito,
spensierato,
e mi condurrebbero a te.

Se non avessi questo corpo,
potrei chiamare il tuo nome,
riempire i polmoni
e scivolare sull’asfalto.

Piangerei a dirotto
per le ginocchia sbucciate,
e ti lascerei
medicare ogni ferita.

Il mio volto,
fanciullesco,
si piegherebbe da sé
al dolore.
E te lo direi — altroché
se te lo direi! — quanta pena.

Ma io
non ho
un altro corpo.

Se corressi da te —
cuore,
gambe,
polmoni —
tutto cederebbe.

E non verserei lacrima alcuna;
piuttosto, ti rivolgerei un sorriso:
neanche se volessi,
saprei dirti
quanto male ha fatto.

Chissà se saprei vivere il dolore,
se solo avessi
un altro corpo.

Valeria Giorgianni