Negli anni duemila Victorious era una delle serie più viste in assoluto, prodotta da Nickelodeon e successivamente cresciuta in Italia su Super, è tornata in una nuova veste.
Hollywood Arts
La nuova serie denominata Hollywood Arts è oggi in streaming su Netflix, catturando l’attenzione della Gen Z e accendendo diversi dibattiti tra i fan. È un sequel che riprende i temi e i luoghi di Victorious, ma è al contempo una storia completamente nuova che si distacca dai vecchi personaggi.
Mentre volti storici, ormai conosciuti a livello internazionale per la propria carriera, come Ariana Grande (Cat Valentine) o Elizabeth Gillies (Jade West), non hanno potuto prendere parte al progetto, solamente tre personaggi fanno un comeback: Trina Vega, interpretata da Daniella Monet, sorella della star di Hollywood Arts Tori Vega, Robbie Shapiro (Matt Bennett), e Sikowitz (interpretato da Eric Lange). A prendere il suo posto oggi è Trina Vega, dal momento che Sikowitz è finalmente in pensione in Giappone e si dedica alla famiglia.
Trina è il nuovo volto della Hollywood Arts
È molto suggestivo e inaspettato il ruolo di Trina. Pur non avendo alcun talento concreto, è un’ottima insegnante che ci mostra che non serve solo essere esperti nel campo. Sprona i suoi studenti a dare il meglio di loro e a non fermarsi di fronte alle nuove opportunità e occasioni. Tutto ciò fa creare tra studenti e insegnante un rapporto d’impatto.
Vi è inoltre un parallelismo tra i nuovi personaggi di Victorious e quelli di Hollywood Arts, in particolare nella figura di Emmy. C’è un’evidente somiglianza tra lei e la protagonista di Victorious, Tori Vega: entrambe sono sorelle minori che all’inizio sembrano destinate a rimanere nell’ombra, ma che invece finiscono per conquistare lo spotlight grazie al loro talento.

La musica al centro
Il parallelismo tra Emmy Ward e Tori Vega non è solo caratteriale, ma anche musicale. Se mettiamo a confronto la prima esibizione di Tori in Victorious (con la canzone Make It Shine) e il brano che Emmy porta all’esibizione alla Hollywood Arts, Here to Stay, notiamo che siano entrambe pop-rock e sono entrambe canzoni che conquistano immediatamente il pubblico. Man mano che gli episodi della serie proseguono, tuttavia, emerge un’interessante evoluzione nei generi musicali proposti. Mentre la colonna sonora di Victorious rimaneva ben ancorata al pop anni Duemila, la musica di Hollywood Arts rispecchia le tendenze odierne, utilizzando sonorità indie-pop, e ritmi più elettronici. Questo dimostra come la serie mira a stare al passo con i gusti della Gen Z, non cancellando però i riferimenti e il tipo di narrazione tipico di Victorious.

Hollywood Arts è cucita addosso alla Gen Z
Questa serie è un’ottima fonte di intrattenimento per giovani, usa un linguaggio moderno e ricco di slang, con riferimenti vicini alle nuove generazioni.
Nel 2010 i social erano molto meno utilizzati, si usava un linguaggio diverso. Adesso nella serie invece notiamo come i social hanno un ruolo fondamentale, attorniano gli studenti nelle loro vite quotidiane e persino nella scuola stessa.
In conclusione questa serie è perfetta per i nostalgici, ed un ottimo spunto per riflettere su come, nonostante l’evoluzione digitale e l’ossessione per i social media, sia fondamentale non dimenticarsi del mondo dell’arte e dello spettacolo, dell’umanità delle emozioni che esso trasmette.
Valeria Puglisi