Ogni Paese è abituato a ospitare matrimoni religiosi o civili, ma la Francia è protagonista di un rito particolarmente insolito. Si tratta della Cérémonie des non-demandes en mariage, delle vere e proprie cerimonie in cui gli sposi promettono che il loro amore sarà per sempre libero dai vincoli matrimoniali.
Questo evento si svolge nel diciottesimo arrondissement di Parigi, nello specifico nella Place des Abbesses in occasione della Fête des Vendanges che si tiene a Montmartre.
Una cerimonia al contrario

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La cerimonia è un’iniziativa volutamente satirica e caricaturale nata nel 2007, che reinterpreta le classiche feste nuziali. Con modi irriverenti e sarcastici, alcune coppie si susseguono per scambiarsi pubblicamente una promessa al contrario rispetto a quelle a cui gli spettatori sono abituati ad assistere. Chi fa la non-domanda afferma «ho l’onore di non chiederti la mano», giurando così di non scrivere i propri nomi su una pergamena che sancisce il vincolo matrimoniale.
La pseudo-unione è solitamente officiata da una figura istituzionale del diciottesimo arrondissement, che dichiara i membri della coppia fidanzati per la vita. La cerimonia si conclude in piazza Jehan Rictus, nello specifico di fronte al Mur des Je t’aime (muro dei Ti Amo).
Sono promesse effimere sancite in un ambiente caratterizzato da elementi kitsch, proprio per rendere esagerato ogni singolo elemento che contraddistingue i riti di nozze. Dettagli degni di nota sono le acconciature e i look: delle vere e proprie opere d’arte uniche, realizzate per l’occasione affinché il non-matrimonio diventi, comunque, un evento memorabile.
Quest’anno le cerimonie si sono svolte durante la mattinata dell’11 ottobre, alla presenza del sindaco del diciottesimo arrondissement Éric Lejoindre, durante la consueta Fête des Vendanges, giunta alla sua 93ª edizione. La festa dura ben cinque giorni e ha come location un suggestivo vigneto di Parigi.
Collocare i non-matrimoni in quest’occasione non è certo una scelta casuale, in quanto queste date danno spazio a eventi folkloristici unici che riescono ad attirare un’ingente quantità di partecipanti.
Le origini del non chiedersi la mano

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Le origini dell’iniziativa sono riconducibili a una canzone del 1966: Le Non-Demande en mariage di Georges Brassens. Il titolo, infatti, è anche l’abbreviazione che viene spesso utilizzata per indicare l’evento. Il verso più emblematico del testo del brano è anche diventato il già citato motto iconico dell’evento:
J’ai l’honneur de ne pas te demander ta main
In italiano significa, appunto, ho l’onore di non chiederti la mano.
Con le parole di questo testo irriverente, Brassens evidenzia quanto siano importanti la libertà e la spontaneità nella vita di coppia. Inoltre, per il cantautore, la pergamena di matrimonio testimonia un vincolo che affievolisce la passione e incatena i sentimenti.
Il tono sarcastico utilizzato per la canzone ha l’obiettivo di offuscare il romanticismo per accendere le contraddizioni che il matrimonio comporta. Da come si può facilmente evincere, il testo racchiude un significato fortemente autobiografico, in quanto Brassens e la sua compagna Joha scelsero di non sposarsi per oltre trent’anni. L’intento della coppia era preservare la libertà e la leggerezza che contraddistinguevano il loro rapporto, senza sottostare alla monotonia della quotidianità. L’idea era quella di fondare il proprio feeling sul rispetto della parola data, piuttosto che sugli obblighi legalmente e socialmente imposti.
La stessa canzone è stata reinterpretata in Italia da due artisti: Ninni Svapa e Beppe Chierici. Entrambi hanno rispettivamente reso la figura di Georges Brassens centrale nella loro arte con il brano La non domanda di matrimonio.
Una profonda satira sociale
La satira che caratterizza l’evento maschera, in realtà, un profondo cambiamento che la società sta attraversando. Uno dei messaggi che traspare dai non-matrimoni è sicuramente quello di preservare le libertà dell’individuo e del suo partner, ma anche la paura dei vincoli socialmente imposti. Che si tratti di un rito civile o religioso, il matrimonio impone dei doveri che la coppia deve rispettare. Questa condizione, a volte, rafforza i legami, ma altrettante – come afferma Brassens nella sua canzone – può anche allontanare gradualmente i partner.
Questo concetto è alla base della celebre teoria dell’amore liquido, elaborata da Zygmunt Bauman, ed è applicabile a tutte le relazioni interpersonali. In una società che l’autore definisce modernità liquida, caratterizzata da un rilevante quantitativo di media, i rapporti vengono percepiti come prodotti di consumo.
Il sociologo, a tal proposito, distingue le relazioni dalle connessioni. Le prime richiedono tempo, responsabilità e volontà di affrontare gli ostacoli in cui ci si può imbattere nel corso della vita. Le seconde, invece, tipiche degli spazi digitali, sono più superficiali e facili da interrompere.
Secondo Bauman, l’uomo liquido vive in un conflitto, perché vorrebbe avere un legame per non sentirsi solo, ma ha anche timore degli impegni che il rapporto impone. Per questo motivo, nascono legami usa e getta, di cui l’individuo può usufruire quando gli è più congeniale.
In questo contesto, l’uomo liquido si ritrova sempre davanti a un bivio: tra relazioni e connessioni, tra coraggio e paure. La scelta più facile è, quindi, scegliere di non impegnarsi, per paura che i legami si deteriorino e intrappolino chi ne fa parte.
Al tempo stesso, però, i non-matrimoni dimostrano una contraddizione. Nonostante la volontà di non impegnarsi, l’individuo contrappone a questa la necessità di conferire durevolezza al rapporto attraverso il rito.
Émile Durkheim sottolinea come il rituale spezzi la fragilità dei rapporti: li rinsalda e stabilisce un ordine riconoscibile dalla società. Qualsiasi rito, matrimoniale o meno, attribuisce validità ai legami.
Quindi, le cerimonie di non-matrimonio possono essere interpretate come un grande ossimoro tipico della società odierna. Da una parte c’è la voglia di intraprendere legami che non siano eccessivamente impegnativi, ma dall’altra c’è quella di renderli stabili attraverso una sorta di promessa tra le parti. La paura lascia spazio al desiderio di non sentirsi soli, attraverso un rito che impone, comunque, il rispetto e l’amore per l’altro.
Alda Sgroi
Fonti:
https://fetedesvendangesdemontmartre.com/en/evenement/the-ceremony-of-non-marriage-proposals
https://adaptationmagazine.com/gouter/reservez-votre-place-pour-votre-non-mariage/
https://www.vivaparigi.com/la-festa-della-vendemmia-di-montmartre/
Amore Liquido – Z. Bauman
La divisione del lavoro sociale – É. Durkheim