C’è chi ad Halloween guarda L’esorcista, chi preferisce The Conjuring e chi, per sentirsi davvero vivo, decide di riguardare le storie d’amore finite male. Questione di gusti, certo. Ma anche di quanta voglia si abbia di rovinarsi la serata.
Sui social spopola un trend che ribalta le aspettative cinematografiche, presentando le commedie romantiche come autentici film dell’orrore. E, a pensarci bene, perché limitarsi a guardare una bambina posseduta da Satana quando puoi osservare un uomo adulto perdere completamente la dignità emotiva per una ragazza che gli ha risposto «ahahah»?
Il cinema romantico, d’altronde, è un genere insidioso. Ti attira con una fotografia meravigliosa, una colonna sonora indimenticabile e due protagonisti bellissimi. Poi, senza preavviso, ti presenta il conto della tua ultima relazione.
Ecco cinque pellicole che questo Halloween meritano di essere proiettate con le luci accese, i popcorn sul divano e il numero dello psicologo già salvato in rubrica.
La La Land (2016)
Cominciamo con La La Land, il musical che ha insegnato a un’intera generazione che l’amore è bellissimo, purché non interferisca con il proprio piano quinquennale.
Mia vuole diventare un’attrice, Sebastian sogna di salvare il jazz. Si incontrano a Los Angeles, si innamorano e ballano sotto le stelle, convincendoci che forse anche noi potremmo incontrare l’amore della vita mentre attraversiamo la strada. Poi arriva la realtà. Le ambizioni professionali prendono il sopravvento e i due scoprono che volersi bene non significa necessariamente riuscire a stare insieme. Una rivelazione sconvolgente per chi è cresciuto guardando Disney e pensava che bastasse un bacio per risolvere qualsiasi problema. Il vero trauma, però, arriva nel finale. Una sequenza immaginaria ci mostra la vita che Mia e Sebastian avrebbero potuto condividere, trasformando pochi minuti di cinema in una seduta di terapia non richiesta.
Il vero mostro: il pensiero «e se avessimo fatto scelte diverse?».
Livello di paura: 9/10.
Effetti collaterali: ascoltare City of Stars alle due di notte e convincersi che il destino abbia un problema personale con te.
Chiamami col tuo nome (2017)
Con Chiamami col tuo nome entriamo nel territorio delle estati italiane, quando il sole sembra più bello e anche uno sconosciuto che legge un libro in giardino può sembrare il grande amore della tua vita.
Elio e Oliver vivono una storia intensa nella campagna lombarda degli anni Ottanta. La fotografia è meravigliosa, la colonna sonora è struggente e tutto sembra suggerire che l’amore possa durare per sempre. Naturalmente, è una trappola. Perché Oliver parte, l’estate finisce e la vita continua. Lo spettatore, invece, rimane emotivamente abbandonato in una villa italiana, domandandosi perché il cinema abbia deciso di trasformare agosto in una condanna esistenziale. La scena finale, con Elio davanti al camino, è un capolavoro di crudeltà. Nessun mostro, nessun sangue: soltanto un ragazzo che cerca di convivere con il ricordo di qualcosa che non può più riavere.
Il vero mostro: chi entra nella tua vita per un’estate e poi pretende che tu torni alla normalità a settembre.
Livello di paura: 10/10.
Effetti collaterali: Sconsigliato a chi sostiene di aver superato il primo amore.
Titanic (1997)
In Titanic una ragazza ricca e infelice incontra un artista squattrinato a bordo di una nave che, secondo il reparto marketing dell’epoca, non avrebbe dovuto affondare.
Rose e Jack si innamorano, sfidano le convenzioni sociali e si scambiano sguardi indimenticabili. Nel frattempo, un iceberg si avvicina lentamente. Un dettaglio trascurabile, almeno fino a quando la nave non decide di trasformarsi in un sottomarino. Il film si trasforma così in un horror claustrofobico, tra corridoi allagati, porte bloccate e passeggeri che scoprono quanto poco conti il lusso quando l’Atlantico entra in salotto. Ma il vero trauma collettivo è il finale. Jack muore e, quasi trent’anni dopo, milioni di spettatori continuano a discutere se entrambi potessero stare su quella maledetta porta. James Cameron ha realizzato un film sulla fragilità umana. Noi abbiamo dedicato decenni a un’indagine forense su un pezzo di legno.
Il vero mostro: l’iceberg, ma anche la consapevolezza che puoi trovare Leonardo DiCaprio e perderlo nel giro di tre ore.
Livello di paura: 9/10.
Effetti collaterali: discutere con sconosciuti sulla porta e sviluppare una paura irrazionale delle crociere.
Se mi lasci ti cancello (2004)
Il titolo italiano di Se mi lasci ti cancello sembra quello di una commedia domenicale. In realtà, è un viaggio inquietante nella memoria e nelle macerie di una relazione.
Joel scopre che Clementine ha deciso di cancellarlo dalla propria mente e sceglie di fare altrettanto. Finalmente, la soluzione a ogni delusione sentimentale: una procedura scientifica per dimenticare tutto, comprese le conversazioni imbarazzanti e quel ristorante in cui continui a ordinare sempre lo stesso piatto. Peccato che, mentre i ricordi scompaiono, Joel si renda conto di non voler davvero perdere Clementine. Cerca allora di nasconderla negli angoli più remoti della propria mente, mentre il suo passato si sgretola davanti agli occhi. Freud avrebbe preso appunti. Noi, invece, vorremmo soltanto sapere se esiste una versione della procedura che cancelli il numero di telefono dell’ex senza dover cambiare SIM. Il film ci ricorda che eliminare il dolore significa rischiare di perdere anche ciò che ci ha resi felici.
Il vero mostro: la memoria, che ha la pessima abitudine di ricordarti il momento più bello della tua vita proprio quando cerchi di addormentarti.
Livello di paura: 10/10.
Effetti collaterali: La scienza fa passi da gigante, ma non ha ancora inventato una cura per chi dice «questa volta sarà diverso».
500 giorni insieme (2009)
Concludiamo con 500 giorni insieme, una pellicola che dovrebbe essere mostrata nelle scuole prima che gli studenti scoprano Instagram e comincino a interpretare le visualizzazioni delle storie come dichiarazioni d’amore.
Tom incontra Summer e decide che sia la donna della sua vita. Summer, evidentemente, non ha ricevuto lo stesso documento ufficiale. Il problema è che Tom interpreta ogni gesto come un segnale del destino, ogni coincidenza come una conferma e ogni momento di intimità come la prova che l’universo abbia finalmente deciso di premiarlo. Summer, invece, è una persona con desideri e aspettative proprie. Un dettaglio che Tom sembra considerare secondario. La sequenza che mette a confronto aspettative e realtà è un piccolo capolavoro di crudeltà cinematografica. Da una parte, tutto ciò che Tom spera. Dall’altra, quello che succede davvero. Il film dimostra che puoi costruire un’intera storia d’amore nella tua testa e poi arrabbiarti perché l’altra persona non ha rispettato una sceneggiatura che non ha mai letto.
Il vero mostro: la convinzione che, se una persona ti piace abbastanza, prima o poi dovrà ricambiare.
Livello di paura: 11/10
Effetti collaterali: Il vero jumpscare è scoprire che il suo «vediamo» significava effettivamente «vediamo».
Dolcetto, scherzetto o seduta dallo psicologo?
Cinque film, cinque incubi e un’unica certezza: se Halloween celebra tutto ciò che ci spaventa, il cinema romantico merita una categoria tutta sua.
La La Land ci terrorizza con le vite che avremmo potuto vivere; Chiamami col tuo nome con le estati che finiscono; Titanic con un iceberg e una porta; Se mi lasci ti cancello con la possibilità di dimenticare il passato; 500 giorni insieme con le illusioni che costruiamo sulle persone che amiamo. La verità è che tutti abbiamo almeno una storia che, raccontata agli amici, sembra una commedia romantica, ma vissuta in prima persona assomiglia molto di più a The Conjuring. Con una differenza sostanziale: non puoi chiamare un prete per liberarti del tuo ex. Puoi bloccarlo, certo. Ma poi devi avere la forza di non sbloccarlo alle 2.47 di notte. E questo, signori, è il vero coraggio.
Buon Halloween. E se il vostro ex dovesse ricomparire questa notte, prima di evocare gli spiriti controllate che non stia semplicemente cercando qualcuno con cui trascorrere l’inverno.
Gaetano Aspa