Dieci anni dopo la sua scomparsa, la voce di Jolanda Insana continua a interrogare la poesia contemporanea. Lo fa attraverso una lingua inquieta, capace di mettere in discussione le convenzioni letterarie, attraversare il corpo e trasformare la parola in uno spazio di conflitto, ricerca e sperimentazione. È attorno a questa eredità che si svilupperà il convegno nazionale La voce e il corpo della poesia. Convegno nazionale su Jolanda Insana nel decennale della sua scomparsa, in programma il 27 e 28 ottobre 2026 all’Università degli Studi di Messina.
L’iniziativa si inserisce nel calendario delle celebrazioni dedicate alla poetessa e traduttrice messinese, promosse dal Comitato per il decennale Jolanda Insana (2016-2026), in collaborazione con l’Ateneo, il Comune di Messina e l’Accademia Peloritana dei Pericolanti. Il convegno gode inoltre del patrocinio della Società italiana per lo studio della modernità letteraria (MOD) e della sua sezione didattica MOD-Scuola.
A coordinare la dimensione scientifica e organizzativa dell’appuntamento è Novella Primo, docente di Letteratura italiana contemporanea presso il Dipartimento di Civiltà antiche e moderne (DiCAM). Numerosi studiosi provenienti da università italiane e straniere si confronteranno sull’opera di Insana, mettendone in luce le molteplici sfaccettature e la persistente attualità.
Una poesia che mette in discussione la lingua
Il titolo del convegno individua due elementi centrali per avvicinarsi alla scrittura di Jolanda Insana: la voce e il corpo. La sua ricerca poetica, infatti, non si esaurisce nella parola scritta, ma coinvolge il suono, il ritmo, la fisicità del linguaggio e il rapporto tra espressione individuale e realtà collettiva.
La lingua diventa così uno strumento di esplorazione, capace di rompere gli equilibri tradizionali e di dare forma a esperienze che difficilmente potrebbero essere ricondotte a un ordine rassicurante. Il corpo, a sua volta, emerge come luogo di tensioni, sofferenze e contraddizioni, ma anche come spazio attraverso cui la poesia può interrogare il mondo.
È proprio questa complessità a rendere l’opera di Insana un terreno di ricerca particolarmente fertile. La sua produzione attraversa questioni linguistiche, letterarie e culturali che il convegno affronterà da prospettive differenti, restituendo un’immagine articolata di una delle voci più originali della poesia italiana contemporanea.
Tre sessioni per attraversarne l’opera
27 ottobre
I lavori si apriranno martedì 27 ottobre alle 14.45, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Civiltà antiche e moderne.
Dopo i saluti istituzionali di Giuseppe Ucciardello, direttore del DiCAM, Vincenzo Caruso, assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Messina, Antonio Le Donne, per il Comitato per il decennale di Jolanda Insana, e Andrea Brazzoduro, dell’Università L’Orientale di Napoli, prenderà il via la prima sessione, moderata dalla Prof.ssa Alessandra Tramontana dell’Università di Messina.
Gli interventi esploreranno diversi aspetti della produzione insaniana. Giancarlo Alfano, dell’Università Federico II di Napoli, affronterà il rapporto tra poesia e temporalità; Giuseppe Lo Castro, dell’Università della Calabria, si concentrerà sulle armi della poesia e sulla voce dell’autrice. Mauro Geraci, dell’Università di Messina, approfondirà le relazioni tra poesia popolare e cantastorie, mentre Anna Mauceri, della John Cabot University di Roma, proporrà una riflessione sulla figura di San Rossore attraverso il tema della vertigine e del disancoramento.
28 ottobre
Mercoledì 28 ottobre, alle 9.00, il convegno proseguirà nell’Aula Magna del Rettorato, in Piazza Salvatore Pugliatti, con i saluti istituzionali della rettrice Giovanna Spatari e del sindaco di Messina Federico Basile.
La seconda sessione, moderata da Giuseppe Lo Castro, riunirà contributi dedicati alla dimensione femminile della scrittura, alla rappresentazione dell’identità e al rapporto tra poesia e traduzione. Emanuele Broccio, dell’Università di Messina, rifletterà sulle figure delle madri e delle donne nei versi di Insana; Marilina Ciaco, dell’Università di Bologna, analizzerà il rapporto tra identità personale e immagine poetica; Monica Venturini, dell’Università Roma Tre, si concentrerà sulla voce dell’autrice oltre la pagina.
Dopo la pausa, Elvira M. Ghirlanda approfondirà il dialogo tra le voci di Eschilo e Jolanda Insana, mentre Rosy Santoro si occuperà della traduzione alla messinese, con particolare attenzione a Jolanda Insana e la Casina di Plauto. Chiuderà la sessione Alba Castello, dell’Università di Palermo, con un intervento sulla dimensione lunare e sulle figurazioni presenti nei versi della poetessa.
Il pomeriggio del 28 ottobre, alle 14.30, i lavori si sposteranno nella Sala dell’Accademia Peloritana dei Pericolanti, sempre in Piazza Salvatore Pugliatti, per la terza e ultima sessione, moderata da Vincenzo Fera, dell’Università di Messina.
Francesca Rodolico presenterà una riflessione sull’ideologia linguistica e sulla pratica poetica nel Lessicorio di Jolanda Insana, mentre Eliana Vitale approfondirà il tema del rapporto tra Abele e Caino come testimonianza vitale nella cosiddetta «tagliola del disamore». La Prof.ssa Novella Primo si concentrerà sul sobbollimento di terra e mare, mettendo in relazione Jolanda Insana, Messina e i Frammenti di un oratorio. Infine, Gianfranco Ferraro, dell’Università Aberta di Lisbona, proporrà una lettura della poesia come esercizio spirituale e pratica terapeutica dell’anima. La giornata si concluderà con la discussione e le conclusioni.
Un’eredità che parla ancora al presente
Il convegno rappresenta un’occasione per tornare a interrogare un’opera che sfugge alle classificazioni più immediate e che trova nella sperimentazione linguistica uno dei suoi tratti distintivi. I contributi in programma delineano un percorso attraverso temi diversi, dalla dimensione sonora e corporea della parola alla riflessione sull’identità, dalla traduzione al dialogo con la tradizione classica.
Il ricordo di Jolanda Insana si trasforma così in un momento di confronto critico, nel quale la celebrazione della sua figura si accompagna alla rilettura della sua produzione e alla ricerca di nuove prospettive interpretative.
L’iniziativa si rivolge anche al mondo della formazione: il convegno è riconosciuto come attività valida per la formazione e l’aggiornamento dei docenti delle scuole secondarie, mentre per gli studenti universitari è previsto il riconoscimento di crediti formativi.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’organizzazione all’indirizzo jolandainsana_convegno@unime.it.
A dieci anni dalla scomparsa, la poesia di Jolanda Insana torna dunque a farsi ascoltare nella città in cui è nata, affidando alla ricerca e al confronto il compito di mantenerne viva la complessità. Perché alcune voci non appartengono soltanto al tempo in cui sono state pronunciate, ma continuano a risuonare ogni volta che qualcuno torna ad ascoltarle.