Trovare casa da studente in Italia è ormai una corsa a ostacoli: per chi studia fuori sede l’affitto è la spesa più pesante del mese. Vediamo come è cambiato il mercato, perché i prezzi salgono e cosa dicono i dati del 2026.
Dal 2019 a oggi: affitti alle stelle, stipendi fermi
Tra il 2019 e il 2025 i canoni nei capoluoghi sono cresciuti dal 19% di Potenza a quasi il 50%, mentre le retribuzioni nette hanno guadagnato solo tra il 7% e il 15%. In testa Milano e Firenze (+49%), seguite da Bologna, Padova, Venezia e Napoli, oltre il 40%. A Milano l’affitto assorbe il 73% dello stipendio netto, a Firenze il 62%.
La corsa più veloce è stata all’inizio del 2024, con rincari annui del 10,1%. Oggi il ritmo è sceso a circa il 2% l’anno.
Perché gli affitti aumentano
Non c’è una causa sola:
- Domanda alta, offerta scarsa: le case in affitto restano poche e circa il 51% della domanda abitativa punta ormai sulla locazione, soprattutto nei grandi centri universitari.
- Mutui più cari: molti rinunciano ad acquistare e cercano in affitto.
- Affitti brevi turistici: sottraggono appartamenti ai residenti, come a Firenze. Il settore sostiene però che pesino di più la scarsità di case e gli immobili inutilizzati.
- Inflazione e costi dei proprietari: a settembre l’inflazione è salita al 4,2%, il massimo da settembre 2023. Crescono anche le spese dei proprietari, che hanno più spinta a rivedere i canoni al rialzo. Molti contratti prevedono poi l’adeguamento Istat (+2,8% da agosto), escluso per chi sceglie la cedolare secca.
- Tasse e rischi: i proprietari segnalano il peso di Imu e imposte e i rischi di morosità.
- Salari fermi: nell’area euro crescono intorno al 2,6%, quindi l’affitto pesa sempre di più.
Quanto costa oggi
A maggio il canone medio nazionale ha toccato 15 euro al metro quadro, record storico per idealista. Nel terzo trimestre la corsa ha rallentato: +0,5% sul trimestre, media di 14,6 euro e +1,8% annuo. Per le stanze, tra marzo 2020 e marzo 2026 i rincari hanno superato l’inflazione, in alcuni casi fino al 50%.
Le città più care
A luglio Milano è la più cara con 22,4 euro al metro quadro, alla pari con Firenze, poi Venezia (21) e Roma (19,6). Per una singola a Milano servono in media circa 729 euro al mese.
Regione per regione
Nel terzo trimestre la più cara è la Valle d’Aosta (25,6 euro al metro quadro), poi la Toscana (20). Tra le più care anche Lombardia (18,9) e Lazio (16,4). Le più accessibili sono Molise (6,3), Basilicata (6,6) e Calabria (6,9).
In Sicilia gli affitti hanno toccato 8,8 euro al metro quadro, il massimo dal 2012, con un +5,5% in un anno. Palermo è la più cara (9,6), poi Siracusa, Messina (9,2) e Catania. A luglio Messina è comparsa tra i rialzi provinciali più marcati (+5,4%).
Il costo della vita da Nord a Sud
L’affitto non è l’unica spesa, e la mappa del carovita non è quella che ci si aspetta. In valore assoluto il conto più salato si concentra nel Nord-Est: ad aprile Bolzano guidava la classifica dei rincari, con oltre 1.100 euro in più all’anno per famiglia. Nel Centro-Sud, invece, i prezzi crescono più in fretta in percentuale.
All’estremo opposto c’è Brindisi, dove a giugno il costo della vita è cresciuto meno: 459 euro in più all’anno. In Toscana Pistoia e Massa-Carrara salgono al +3,4%, mentre Firenze, pur carissima negli affitti, è tra le più virtuose (+2%).
Pesa soprattutto su chi ha meno: le famiglie con spese più basse hanno un’inflazione del 3,7%, contro il 2,6% di quelle più agiate. Per uno studente fuori sede, quindi, conta quanto cresce il costo della vita nella città di studio, oltre all’affitto. Questi dati misurano gli aumenti, non il livello assoluto dei prezzi.
Le proteste degli studenti
Dal 12 ottobre gli universitari dell’Udu sono tornati in tenda a Montecitorio. Denunciano che una singola privata costa circa 700 euro al mese, mentre alcuni posti in studentato arrivano a 1.300 euro. Contestano i numeri del governo: il ministero rivendica 60 mila posti letto, ma quelli già realizzati sono circa 33 mila.
Cosa è stato fatto
- Housing Pnrr: 63.220 posti attivati, altri circa 30 mila nel 2027; almeno il 30% riservato a studenti meritevoli privi di mezzi.
- Piano Casa 2026: via libera della Camera e 8,5 milioni per i fuorisede con Isee fino a 20 mila euro.
- Contratti flessibili: crescono concordati e transitori; solo il 35% sceglie il 4+4.
Cosa si potrebbe fare
L’Udu chiede investimenti strutturali al posto di misure spot. Tra le proposte studentesche ci sono un fondo permanente per gli studentati pubblici, il recupero degli edifici sfitti e più canone concordato studentesco.
Consigli e sintesi
Chiedi un contratto transitorio o concordato, controlla se c’è la clausola di adeguamento Istat e non perdere i bandi per il diritto allo studio. L’aumento rallenta, ma i prezzi restano ai massimi e l’inflazione che torna a salire rende la situazione più difficile per gli studenti.
E all’estero, in Europa, gli studenti stanno meglio?
Marco Prestipino