“Una storia”: Il brillante esordio alla regia di Anna Foglietta

Il 24 ottobre 2026 è arrivato nelle sale Una storia, l’esordio alla regia di Anna Foglietta, con protagonisti Alba Rorhwacher e Guido Caprino. Il film, presentato all’83esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti, in questi giorni è accompagnato proprio dalla regista in giro per le sale di alcuni tra i cinema più importanti delle varie città italiane.

Una storia (come tante)

Distribuito da Indigo Film, Rai Cinema e BiM Distribuzione (oltre che dalla regista e il marito Paolo Sopranzetti), il film vede il soggetto e la sceneggiatura oltre che di Anna Foglietta anche di Tania Pedroni e Matteo Ferri.

Erika (Alba Rohrwacher) e Mauro (Guido Caprino) sono una coppia sposata: lei cassiera in un supermercato e nel frattempo bada alla madre (interpretata da Caterina Casini), lui carpentiere nell’azienda del padre (interpretato da Elio De Capitani) e allenatore di calcio di bambini. Hanno una figlia, Irene (Ksenia Borzak), che lascia casa per andare a vivere da sola per frequentare l’università. A quel punto i due rimangono da soli, a fare i conti con al vita di tutti i giorni (monotomia quotidiana, comunicare apertamente i propri sentimenti, il rapporto travagliato con i propri genitori), trovandosi costretti a confrontarsi con sé stessi e con una relazione che sembra aver perso la propria vitalità.

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Fonte: Filmitalia

Le stagioni dell’amore

Il racconto è diviso come un indice di un libro. Ogni capitolo (in tutto quattro) ha il titolo di una stagione (tranne l’ultimo) che attraversa un momento dell’anno dei protagonisti: Autunno, Inverno, Estate e Poi. La primavera non è presente per una scelta di Foglietta: per lei questa stagione rappresenta la rinascita, mentre in questo film la parola chiave è ricostruzione. La primavera è sostituita appunto dal poi, che come ha affermato la regista, può essere interpretato da ognuno di noi in maniera diversa (perché tutt* possono riconoscersi in qualche frammento di questa storia).

Erika, sentendosi smarrita, comincia a interrogarsi sul senso della propria vita, cercando di capire chi vuole veramente essere. Mauro definendosi difensore centrale (inteso come lui che deve sopportare tutto) sbaglia perché l’uomo perfetto non esiste (ed è per questo che incontra una serie di bivi).

Ciò che rende la loro relazione interessante è la sua autenticità: Foglietta non ci racconta un amore perfetto (perché semplicemente non esiste), ma una relazione fatta di abitudini, di silenzi, di incomprensioni e di sentimenti che non sempre trovano le parole giuste per esprimersi.

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Fonte: Artribune

Parlare come strumento di ricostruzione

Quello che Anna Foglietta vuole farci presente con questa sua brillante opera prima è si può intraprendere un viaggio senza avere certi strumenti (che poi possono anche essere presi), ma ce ne sono alcuni indispensabili. Nel caso di una relazione sana ci vogliono due elementi fondamentali: il partire da sé e il parlare (il dialogo). Attraverso le esperienze dei protagonisti emerge una riflessione sulla coppia: amore, crisi e necessità di riscoprirsi anche dopo molto tempo che si sta insieme. La rappresentazione di due persone che devono imparare a conoscersi perché una relazione non si può mantenere viva solamente con il tempo che passa, ma anche attraverso il dialogo, l’ascolto e la volontà da parte di entrambi di guardarsi dentro.

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Fonte: MYmovies

 

Rosanna Bonfiglio