Sovranità digitale e governo della cybersicurezza: a Messina un convegno per lo spazio virtuale

Giovedì 8 e venerdì 9 ottobre 2026 l’Università degli Studi di Messina ospita il convegno di studi Sovranità digitale e governo della cybersicurezza: fonti, istituzioni e regolazione. L’iniziativa, organizzata dal Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche, non è un semplice appuntamento accademico, ma è un tentativo di mettere ordine in uno dei terreni più scivolosi della contemporaneità, quello in cui la potenza pubblica cerca di riaffermare il proprio controllo su un cyberspazio che, per definizione, sfugge ai confini territoriali tradizionali.

Perché questo tema adesso

La trasformazione digitale ha cambiato le regole del gioco. Gli Stati non decidono più soltanto con leggi e eserciti: devono confrontarsi con infrastrutture tecnologiche globali, con attori privati che controllano piattaforme e dati, con minacce cibernetiche che possono colpire ospedali, banche, elezioni o porti in pochi minuti. La “sovranità digitale” non è più uno slogan, è la capacità concreta di un ordinamento di stabilire chi può fare cosa nello spazio virtuale, con quali limiti e con quali responsabilità.

Il convegno nasce all’interno del progetto PRIN “Public order and Cyber security” (CUP J53C24003410006), finanziato dal PNRR (Missione 4, Componente 2, Investimento 1.1). Il coordinamento nazionale è affidato al professor Riccardo Ursi dell’Università di Palermo; l’unità locale messinese è diretta dal professor Alessandro Morelli, direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche. L’obiettivo dichiarato è mettere a confronto prospettive giuridiche, istituzionali e tecniche su un tema ormai centrale per la tutela dei diritti, la sicurezza nazionale e il funzionamento stesso delle democrazie.

Il programma in tre sessioni

I lavori si aprono giovedì 8 ottobre alle 15.00 nell’Aula Cannizzaro del Rettorato con la prima sessione, dedicata alla sovranità digitale nel governo della cybersicurezza. Presiede Alessandro Morelli. Interverranno, tra gli altri:

  • Alessandro De Pedys (Direttore Generale per le Questioni Cibernetiche, l’Informatica e l’Innovazione Tecnologica del MAECI) su sovranità digitale, sicurezza internazionale e interesse nazionale;
  • l’ambasciatore Francesco Maria Talò (già Coordinatore per la cybersecurity del MAECI e Inviato Speciale per l’IMEC) sulle sfide internazionali dell’innovazione e i loro effetti sugli equilibri politici ed economici globali;
  • Antonio Iannuzzi (Università Roma Tre) sulle fonti della cybersicurezza tra esercizio della sovranità e poteri tecnici;
  • Lara Trucco (Università di Genova) sul rapporto tra sovranità elettorale e cybersicurezza.

È previsto un intervento programmato di Luca Buscema e un dibattito finale.

Venerdì 9 ottobre alle 9.00, nell’Aula Campagna del Dipartimento SCIPOG, si apre la seconda sessione sulle istituzioni e la governance della cybersicurezza, presieduta da Francesco Martines. Gli interventi affrontano il modello organizzativo del governo nazionale della cybersicurezza (Andrea Cardone, Università di Firenze), le istituzioni di fronte alla complessità (Marco Macchia, Università di Roma “Tor Vergata”), le sfide per le autorità del settore finanziario (Gino Giambelluca, Banca d’Italia) e il controllo parlamentare sulla governance cibernetica del sistema bancario e assicurativo (Francesco Carrozza). Dopo il coffee break e gli interventi programmati, la sessione si chiude con dibattito e light lunch.

Nel pomeriggio dello stesso giorno, sempre alle 15.00 nell’Aula Campagna, la terza sessione scende nei dettagli della regolazione della cybersicurezza nei settori strategici. Presiede Francesco Ciraolo. Gli interventi coprono ambiti concreti e di grande impatto:

  • cybersicurezza sanitaria, protezione dei dati e responsabilità civile (Ivan Libero Nocera, Università di Bergamo);
  • cybersicurezza, intelligenza artificiale e difesa (Daniela Irrera, Centro Alti Studi Difesa);
  • servizi di pagamento digitali (Roberto Caratozzolo, Università di Messina);
  • digitalizzazione del trasporto marittimo e relativi rischi (Adele Marino, Università di Messina);
  • blockchain e sicurezza informatica (Antonina Astone, Università di Messina).

Dopo l’intervento programmato di Cosimo Lotta e il dibattito, le conclusioni sono affidate a Riccardo Ursi.

Chi organizza e a chi è rivolto

La direzione scientifica e organizzativa è collegiale: Alessandro Morelli, Antonina Astone, Luca Buscema, Francesco Carrozza, Francesco Ciraolo, Giuseppe Donato, Francesco Martines e Valentina Prudente. L’evento non è riservato solo agli specialisti. Per gli studenti del Dipartimento SCIPOG è previsto il riconoscimento di 0,25 CFU per ogni sessione a cui partecipano. È stato inoltre richiesto l’accreditamento al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Messina, in modo da consentire la formazione continua degli avvocati.

Cosa resta in sospeso

Il convegno non pretende di risolvere tutte le tensioni. La sovranità digitale solleva domande ancora aperte: quanto potere pubblico è legittimo esercitare su reti e dati senza soffocare l’innovazione? Come si bilanciano sicurezza nazionale e diritti fondamentali? Quale ruolo devono avere le autorità indipendenti, i parlamenti e i privati? La scelta di affrontare questi temi in tre sessioni distinte – concettuale, istituzionale e settoriale – è già di per sé un segnale, poiché non basta una sola disciplina o un solo punto di vista.

In un momento in cui gli attacchi cibernetici, la dipendenza tecnologica e la regolazione europea (dal Digital Services Act al Cyber Resilience Act) ridefiniscono continuamente i confini del possibile, l’appuntamento messinese offre uno spazio di confronto concreto. Non è solo un’occasione per ascoltare esperti, ma è un tentativo di capire, in termini giuridici e politici, chi decide e con quali strumenti quando lo spazio digitale diventa terreno di conflitto e di potere.

Gaetano Aspa