Sono giunte al termine le proiezioni serali della seconda edizione del festival Scriptopìa. A concludere l’ultima nottata di quest’anno alla Chiesa di Santa Maria Alemanna è stato il film Beata Te, uscito nel 2022 su Sky.
La regia della pellicola è di Paola Randi e a curare la sceneggiatura sono state Carlotta Corradi e Lisa Nur Sultan. Quest’ultima ha partecipato a un incontro svoltosi durante la terza giornata del festival, alla vigilia della visione del suo lavoro.
La trama
La protagonista della vicenda è Marta, una regista teatrale single che sta lavorando al vicino debutto della propria versione di Amleto. Durante il giorno del suo quarantesimo compleanno bussa alla sua porta un ospite inatteso che le cambierà la vita: l’Arcangelo Gabriele. Proprio lui, dopo averla seguita a lungo dal paradiso, le annuncerà l’arrivo imminente di un figlio. La donna, ancora incerta sulla scelta di diventare madre, chiede di usufruire del tempo disponibile per riflettere su questa decisione. Da quel momento, avrà 14 giorni di tempo per pensare a una scelta definitiva.
Nel corso delle due settimane, l’Arcangelo si trasferisce a casa di Marta e la accompagna nella sua quotidianità per aiutarla a schiarirsi le idee. Insieme vivranno avventure inaspettate, ma anche momenti di riflessione che faranno capire alla protagonista quale sia la strada più adatta per il suo futuro.
Tra colori e cast italiani

Un film colorato dalle sfumature tipiche della commedia italiana moderna, al tempo stesso corredato da alcuni effetti speciali che riconducono ai tratti fantastici intrinsechi nella vicenda. Anche durante i momenti di maggiore intensità emotiva, le scene non risultano mai appesantite, ma sempre semplici e chiare.
La protagonista è interpretata da un volto noto del cinema nazionale: Serena Rossi. Le sue espressioni teatrali e la sua solarità l’hanno resa la Marta perfetta, commistione tra spontaneità e intensità. A vestire i panni dell’Arcangelo Gabriele è, invece, Fabio Balsamo. Il celebre membro dei The Jackal ha un aspetto visibilmente contrastante con la tradizionale raffigurazione religiosa del personaggio. Questa scelta ha contribuito a rendere la vicenda ancor più surreale, agevolata dall’ironia che contraddistingue l’attore.
La realizzazione femminile

Beata te è una commedia leggera che, però, nasconde la profondità di un dilemma che riguarda da vicino le donne. Il sorriso di Marta è, infatti, adombrato da una domanda cruciale, nucleo centrale della trama: quale scelta rappresenta la piena realizzazione femminile? La protagonista è una donna quarantenne che fa i conti con il tempo che scorre e, quindi, con la pressione sociale. In un mondo che ha sempre fretta, Marta rappresenta l’adulta in ritardo: la tipica donna nubile, senza figli e che, adesso – come afferma lei stessa – «deve raccogliere ciò che ha seminato».
La protagonista è attorniata da amici e parenti sposati che gestiscono – in modo diverso fra loro – la quotidianità familiare. Alcuni sono felici della frenetica vita da genitori, ma altri si sentono oppressi e privi di energie. Marta affronta, quindi, la crisi di una donna che non riesce a capire quale scelta possa farla sentire pienamente realizzata. Lei stessa, a un tratto, diventa artefice di una discriminazione nei confronti di una giovane madre, poiché quest’ultima non è completamente libera da impegni. Da quell’incontro, la protagonista vivrà una crisi sempre più profonda.
Un tema attuale e divisivo che la parte femminile della società affronta costantemente. Spesso ci si trova di fronte a un bivio e bisogna decidere fra due strade: la piena indipendenza oppure la scelta di dedicare gran parte della propria vita a qualcuno. Marta ci rivela che non c’è una risposta netta, perché la realizzazione femminile non è uno standard uguale per tutte, ma frutto di scelte che sono indipendenti dalla volontà della società circostante. Alcune trovano la propria strada nel successo derivato dalla propria carriera e altrettante nel prendersi cura di qualcuno. Si tratta, semplicemente, di amori diversi.
Questo è ciò che comprende anche Marta e che la condurrà alla sua scelta finale: quella di affidarsi al destino. Il futuro di ognuno non può essere condizionato da fattori esterni alla propria volontà, ma è frutto di scelte consapevoli e di incontri che ci rendono capaci di costruirlo giorno per giorno.
Alda Sgroi