Il prossimo 25 settembre si rinnoverà l’appuntamento con il MEDNIGHT – la Notte Mediterranea delle Ricercatrici. Si tratta di un evento che, ogni anno, coinvolge simultaneamente ricercatori appartenenti a diversi Paesi del Mediterraneo con l’obiettivo di avvicinare la scienza ai cittadini. L’iniziativa è nata nel 2020 sotto il controllo tecnico di El Caleidoscopio e, progressivamente nel corso del tempo, ha accolto sempre più università, centri di ricerca, scuole, ricercatori e organizzazioni impegnate nella divulgazione scientifica all’interno delle zone del Mediterraneo. La Prof.ssa Gülsün Sağlamer, Presidente della European Women Rectors Association (EWORA), ha affermato quanto sia importante questo evento:
MEDNIGHT mostra cosa diventa possibile quando guardiamo al Mediterraneo non come a un confine tra paesi, ma come a uno spazio di cooperazione, conoscenza e sfide condivise.
Un elemento che contraddistingue il MEDNIGHT è la promozione della parità di genere nella scienza. Attraverso l’accrescimento della visibilità delle ricercatrici e l’offerta di modelli di riferimento alle giovani generazioni, l’intento è di incentivare una maggiore partecipazione femminile nelle carriere STEM. Di recente, inoltre, l’evento è stato integrato come progetto dell’UNESCO International Decade of Sciences for Sustainable Development (2024-2033). Fulcro di quest’ultimo programma è il rafforzamento del contributo della scienza al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e il consolidamento del legame tra ricerca, politiche pubbliche e società. Si tratta di un riconoscimento che non solo garantisce l’ingresso del MEDNIGHT in una comunità internazionale, ma conferma anche il suo impegno come portavoce di una scienza inclusiva e aperta a tutti.
Sette città per una scienza inclusiva
Quest’anno sono in programma eventi in ben sette città collocate in sei Paesi: Valencia, Montpellier, Tolosa, Sarajevo, Xanthi, Instabul e Messina. Si prevede, inoltre, la partecipazione di quasi mille ricercatori che si cimenteranno in attività stimolanti, quali esperimenti, workshop, dimostrazioni, conferenze e mostre per ogni fascia d’età. L’idea è quella di far conoscere la ricerca al di fuori di laboratori e università.
Non si tratta solo di una notte incentrata sulla scienza in senso stretto, ma di un’esplorazione di temi attuali e sempre più centrali, come sfide sanitarie e ambientali, tecnologie digitali, patrimonio culturale e innovazione. Aspetto fondamentale dei diversi programmi è, infatti, evidenziare la varietà delle ricerche condotte nel Mediterraneo, ma sottolineando anche sfide e opportunità condivise dai Paesi che ne fanno parte. Proprio per questo motivo, ogni città coinvolta nell’iniziativa apporterà un’impronta differente e caratteristica alla propria Notte, interagendo attivamente con gli spettatori. A prescindere dallo sviluppo di programmi differenti, le sette città partecipanti non vogliono solo presentare la scienza, ma costruire legami che coinvolgano ricercatori e cittadini oltre i confini nazionali e disciplinari. In questa prospettiva si collocheranno, infatti, iniziative MEDNIGHT ideate e condivise all’interno della rete. Queste si affiancheranno a quelle organizzate a livello locale: format che leghino scienza e scuole, storytelling, contenuti audiovisivi e incontri diretti.
A Messina, in particolare, il MEDNIGHT si svolgerà negli spazi del Rettorato a partire dalle 18:00 fino a mezzanotte. I ricercatori li animeranno attraverso esposizioni, quiz e giochi, esplorando argomenti trasversali come la salute, l’ambiente, la tecnologia, il patrimonio culturale e lo spazio.
Alda Sgroi