Venezia 83: la fase finale della Mostra

La 83° Mostra del Cinema di Venezia è arrivata alla sua fase decisiva. Dal 7 al 10 Settembre il Concorso ha continuato a proporre film molto diversi tra loro, passando dal cinema d’autore al dramma familiare, dalla satira alle opere più direttamente legate all’attualità. Sono stati quattro giorni intensi al Venezia 83, nei quali non sono mancate conferme, sorprese e qualche titolo destinato a far discutere.

Venezia 83: il 7 Settembre è il giorno di Kore-eda, di Lee Chang-dong e di Strippoli

Il 7 Settembre ha portato in Concorso Possible Love di Lee Chang-dong, Woman Unknown di May el-Toukhy, Look Back di Hirokazu Kore-eda e L’Estranea di Paolo Strippoli.

Tra i titoli più attesi c’era sicuramente Look Back. Kore-eda parte dal manga di Tatsuki Fujimoto per raccontare l’amicizia tra due ragazze unite dalla passione per il disegno. Un film delicato, visivamente curato e capace di muoversi tra creatività e sentimenti, che ha però diviso la critica.

Più controllato è apparso Woman Unknown, dramma psicologico ambientato nella Danimarca del dopoguerra. Un film elegante, costruito con attenzione, che trova la sua forza soprattutto nell’atmosfera e nei personaggi.

L’Estranea di Paolo Strippoli rappresenta invece uno dei cinque titoli italiani in Concorso e porta al Lido un racconto dalle atmosfere più cupe, confermando ancora una volta la varietà di questa edizione.

Venezia 83: l’8 Settembre Bunker e Company, due pellicole che dividono

L’8 Settembre è stato il giorno di Bunker di Florian Zeller e Company di Casey Affleck.

Bunker, film che vede come coppia di protagonisti (e coppia anche nella vita reale) Javier Bardem e Penélope Cruz, parte dalla costruzione di un rifugio per un potente magnate della tecnologia. Un incarico professionale che finisce per mettere in discussione anche il rapporto tra i due protagonisti. Il film prova a parlare di paura, ricchezza e potere attraverso la crisi di coppia, ma non sempre riesce a mantenere lo stesso equilibrio tra la dimensione privata e quella più politica.

Company è invece un’opera più complessa e meno immediata, un noir che ha scelto una strada narrativa particolare. Un film ambizioso, ma che non ha convinto tutti allo stesso modo.

9 Settembre: tra DAU e il cinema italiano

Il 9 Settembre è stato uno dei più interessanti dell’83° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

In Concorso è arrivato DAU di Ilya Khrzhanovsky, progetto cinematografico sviluppato per quasi vent’anni e dedicato alla figura del fisico sovietico Lev Landau. Un’opera di quasi tre ore e venti minuti che affronta totalitarismo, libertà e rapporto tra individuo e sistema. Un film radicale, difficile e destinato inevitabilmente a dividere.

Nella stessa giornata è arrivato Il Fuoco Che Ti Porti Dentro di Edoardo De Angelis, tratto dal romanzo di Antonio Franchini e interpretato da Vanessa Scalera. Al centro c’è una famiglia riunita per Natale e, soprattutto, il rapporto complicato tra un figlio e una madre ingombrante.

Completa la giornata Un Bon Petit Soldat di Stéphane Brizé, una satira sul mondo del lavoro e sui rapporti di potere. Un film che guarda alla realtà contemporanea con ironia, senza rinunciare a una componente più amara.

10 Settembre: NAZA porta la realtà al centro

Il 10 Settembre il Festival ha cambiato nuovamente registro con NAZA, il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor, già gli autori di No Other Land. In Concorso è arrivato anche Un Peu Avant Minuit di Nicolas Pariser.

NAZA è probabilmente uno dei film più difficili di questo Festival. Attraverso testimonianze anonime raccolte sui tetti di Tel Aviv, il documentario affronta i meccanismi della guerra a Gaza e le responsabilità legate alle operazioni militari. La sua forza sta soprattutto nella scelta di lasciare spazio alle testimonianze, senza trasformare il conflitto in semplice spettacolo. E’ un’opera inevitabilmente politica e divisiva, ma proprio per questo capace di riportare il cinema al centro del dibattito contemporaneo.

Un Peu Avant Minuit sceglie invece una dimensione più intima. Nicolas Pariser racconta un uomo di 49 anni che, dopo la morte del padre biologico mai conosciuto, si trova costretto a fermarsi e a fare i conti con la propria vita. Un film sul passato, sulle relazioni e su ciò che resta quando alcune persone tornano improvvisamente a far parte della nostra storia.

Una Mostra sempre più vicina alla conclusione. Cosa succederà l’11 e il 12 Settembre?

Dopo questi quattro giorni, il quadro della Mostra appare ormai molto più definito. Alcuni film hanno trovato un consenso maggiore, altri hanno diviso pubblico e critica, mentre altri ancora hanno lasciato il segno soprattutto per la forza dei temi affrontati. Ed è forse proprio questa la caratteristica di Venezia 83: una selezione che non ha cercato sempre la strada più semplice, alternando cinema più accessibile a opere decisamente più radicali.

L’11 Settembre sarà l’ultima giornata di Concorso. Tra gli appuntamenti principali ci sarà Ritorno A Buenos Aires di Marco Bechis, ultimo titolo italiano in gara.

il 12 Settembre arriverà invece il momento della premiazione. La Mostra si concluderà con Dio Ride di Giovanni Veronesi e con protagonista Pierfrancesco Favino, presentato in prima mondiale Fuori Concorso, a seguire la premiazione.

A quel punto non resterà che aspettare il verdetto. Perché, dopo dieci giorni di cinema, discussioni, applausi e qualche inevitabile delusione, sarà la giuria ad avere l’ultima parola.

Giorgio Maria Aloi