Dal 2 al 20 settembre l’Extended CineCampus trasforma la città in un set vivo, dove giovani autori da tutto il mondo lavorano a fianco di maestri della fotografia e della regia, girando in Super 16 e 35 mm.
Oggi, mercoledì 2 settembre 2026, Siracusa inaugura ufficialmente la quindicesima edizione di Terre di Cinema. Nel Salone Borsellino di Palazzo Vermexio il sindaco Francesco Italia, insieme a Emanuela Sipione (Servizi Turistici e Film Commission comunale) e Nunzio Marino (Servizi Culturali e Università), ha dato il via all’Extended CineCampus: tre settimane intense in cui formazione, preproduzione e riprese reali si intrecciano senza soluzione di continuità.
Il progetto, ideato e diretto da Vincenzo Condorelli (direttore della fotografia internazionale e vicepresidente AIC – IMAGO), conferma e rafforza l’identità che da quindici anni lo distingue: il cinema si impara facendolo. Non esiste una fase teorica separata da quella operativa. Masterclass, casting, sopralluoghi, prove tecniche e riprese in pellicola Super 16 e 35 mm procedono insieme, trasformando Ortigia e i suoi luoghi storici in materia viva del lavoro cinematografico.
Un laboratorio a cielo aperto con maestri internazionali
Al centro della prima settimana c’è il confronto diretto con professionisti di alto livello. Sabato 5 settembre è attesa la masterclass di Mátyás Erdély, tra i direttori della fotografia più apprezzati del cinema contemporaneo (Il figlio di Saul, The Nest, The Iron Claw), membro dell’American Society of Cinematographers e della Hungarian Cinematographers Association. Erdély dialogherà anche in videoconferenza con László Nemes, regista di Il figlio di Saul, con cui condivide un lungo sodalizio artistico.
Accanto a lui, presenza costante per tutto il CineCampus, Vincenzo Condorelli terrà due masterclass e accompagnerà i partecipanti nel passaggio continuo tra formazione e set. Con lui lavoreranno Michael “Mitch” Boxrucker (referente Kodak Motion Picture per l’area DACH), Martin Bethge (camera operator e tutor del reparto macchina), Johannes Kirchlechner (BVK, tutor del reparto fotografia), la regista e sceneggiatrice ungherese Orsi Nagypál e il direttore della fotografia Emilio Costa AIC.
Il programma tecnico prevede anche presentazioni di Kodak e Nanlite-Nanlux, a sottolineare il dialogo tra ricerca artistica, pratica professionale e industria. Gli incontri si alterneranno tra l’Hub di Via Mirabella e San Francesco.
Dalla masterclass al set: nessuno spettatore, tutti protagonisti
La preproduzione inizia dal primo giorno. I partecipanti – giovani cineasti provenienti da Australia, Azerbaigian, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Grecia, India, Iran, Italia, Irlanda, Israele, Libano, Messico, Montenegro, Paesi Bassi, Perù, Regno Unito, Romania, Stati Uniti, Svizzera, Ungheria – non sono semplici studenti. Costruiscono le troupe, scelgono le location, selezionano gli interpreti, preparano tecnicamente e artisticamente i set. A loro si affiancano 21 stagisti siracusani o residenti a Siracusa, a conferma del legame concreto con il territorio.
Dal 12 settembre le riprese in Super 16 e 35 mm occuperanno quasi interamente le giornate finali. I luoghi del lavoro – l’ex Convento del Ritiro di via Mirabella, l’accademia sartoriale Le Tele di Aracne, l’ex convento di San Francesco d’Assisi, l’ex chiesa dei Cavalieri di Malta che ospita l’esposizione “Verso il Museo del cinema” – diventano parte integrante del processo creativo. Siracusa e Ortigia non sono solo cornice: sono materia da osservare, scegliere e trasformare attraverso lo sguardo dei giovani filmmaker.
Il confronto con l’industria e la memoria del progetto
Accanto al lavoro sui set, Terre di Cinema apre il dialogo con la produzione italiana. Giovedì 10 settembre, a Palazzo Francica Nava, sarà ospite Pasquale Scimeca, regista, sceneggiatore e produttore il cui cinema è profondamente radicato nella Sicilia e nella sua storia. Venerdì 11 settembre, nella sede di “Verso il Museo del cinema”, interverrà Nicola Serra di Palomar su sviluppo progetti e rapporto con l’industria cinematografica e televisiva. Nella stessa giornata è prevista la presentazione della rivista indipendente EKI, dedicata alla luce nelle arti, con Claudia Sicuranza ed Eleonora Contessi, e una performance di Lorena D’Ercole in Piazza Santa Lucia.
La sera, al Cinemino Vittorini, una selezione di cortometraggi realizzati nelle precedenti edizioni ripercorrerà i quindici anni del progetto. Tra i momenti centrali della serata, la proiezione di Cattiva Strada, lungometraggio d’esordio di Davide Angiuli (borsista Extended CineCampus 2018), fotografato da Emilio Costa AIC e distribuito da Notorious Pictures. Un esempio concreto di come gli incontri nati a Terre di Cinema possano generare collaborazioni artistiche durature.
Un modello che unisce territorio, formazione e professione
Il sindaco Francesco Italia ha sottolineato come la collaborazione con Terre di Cinema sia “sempre più intensa ed estesa”, legata alla capacità di Siracusa di funzionare come set naturale e al lavoro della Film Commission comunale. Investire sul patrimonio architettonico e ambientale, ha osservato, non significa solo aumentare le presenze turistiche, ma creare opportunità di lavoro per i giovani e ricadute economiche concrete.
Terre di Cinema 2026, progetto di Factory Film Srl e Furore Films LLC con il sostegno del MiC e di SIAE (programma “Per Chi Crea”), patrocinio del Parco Archeologico di Siracusa, in collaborazione con AIC, Fondazione INDA e Siracusa Film Commission, Main Technical Partner Kodak Motion Picture Film e supporto del Comune di Siracusa, continua a costruire la propria identità intorno a un principio chiaro: mettere in relazione generazioni, professionalità, linguaggi e provenienze diverse, trasformando per tre settimane una città in un laboratorio internazionale dedicato alla creazione cinematografica.
In un’epoca in cui la formazione cinematografica rischia spesso di restare astratta o distaccata dalla pratica, Terre di Cinema propone un modello integrato in cui sapere e fare, teoria e set, maestri e nuovi autori convivono nello stesso spazio e nello stesso tempo. Siracusa, con la sua luce, la sua storia e i suoi luoghi, diventa non solo location, ma parte attiva di questo processo.
Gaetano Aspa
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