Ricordando Liam Payne: 6 brani che ci raccontano la sua verità oltre un decennio di controversie

Cantautore e imprenditore classe 1993, in soli 15 anni complessivi di carriera, si è annoverato tra le figure più rilevanti della pop industry a livello globale. In occasione della ricorrenza di quello che sarebbe stato il suo 33esimo compleanno, abbiamo selezionato 6 canzoni che offrono una chiave di lettura per comprendere meglio la sua storia.

Al di là delle controversie e delle speculazioni, conosciamo tutti – in un modo o nell’altro – la storia degli One Direction. Questo perché, con il loro enorme impatto mediatico, hanno segnato un’intera era del mainstream e ondate di fenomeni sociali (e social) difficili da dimenticare.

Dopo essere stato membro di questa boyband-fenomeno, e per i successivi dieci anni cantautore solista, Payne è oggi il simbolo di un processo di trasformazioni significative all’interno delle dinamiche dello showbiz internazionale.

I One Direction hanno contribuito a delineare il sound degli anni 2010 per poi essere diventati – nei più recenti anni ‘20 – la miccia dell’ondata reattiva di molti giovani artisti contro le trame d’inganno e sfruttamento intessute dalle maggiori label e compagnie di management dell’Occidente. Sono all’origine dello stan twitter e di tutti i fenomeni che ne sono derivati. 

È sulla falsariga dei One Direction, tra l’altro, che si è diffuso un tipo di branding degli artisti ormai universalmente affermato, che ha portato molti nomi all’apice del successo globale.  

credits: Billboard

Payne si racconta attraverso la musica: questa raccolta costituisce un tentativo di cristallizzare nel tempo la sua eredità artistica e umana e di fornire il quadro della realtà di un fandom di portata storica, la cui esistenza sopravvive anche a quella dell’artista stesso.

Cry me a River 

La sua carriera parte da una cover di questo brano nella versione di Michael Bublè. Appena 16enne, la porta all’audizione per X Factor 2010, dopo un precedente tentativo nel 2008. Il suo percorso all’interno del programma avanza fino ai bootcamp, quando il verdetto dei giudici lo elimina dalla gara. Ma poi un ripensamento: i giurati si riuniscono privatamente e intrecciano i fili del suo destino con quelli di altri 4 aspiranti solisti. Cinque fotografie allineate: “The little girls are gonna love them!” la sentenza quasi oracolare di Nicole Scherzinger prima di richiamarli sul palco. 

I One Direction radunano intorno a loro un seguito incredibile, ancor prima di uscire dal programma con un terzo posto. Il resto è storia: i One Direction saranno il monumento della fascia generazionale a cavallo tra i Millennial e la Gen Z.

What a feeling

Nel 2013, dopo già due album e due tour, Liam diventa co-writer della maggior parte della discografia della band insieme a Louis Tomlinson. What a feeling, anch’essa firmata insieme a Tomlinson è, a suo dire, la canzone che preferiva tra quelle del gruppo. 

Fa parte dell’ultimo album, Made in the A.M., pubblicato nel novembre del 2015, quando Zayn Malik aveva già abbandonato il progetto e il loro percorso si colmava di incertezze. 

Quattro tour mondiali, cinque album registrati sopra un tour bus, mesi e mesi tra palchi immensi e notti interminabili dentro camere d’hotel serrate a chiave. Solo un letto e un frigo bar. 

Tra la  pressione dell’ambiente che lo circondava e quella della propria solitudine, inizia il percorso di Liam con le dipendenze. Le combatterà per tutta la vita, tra miglioramenti e ricadute. Ma definire la persona con la sua dipendenza significa lasciare nell’ombra tutto quello che è riuscita a realizzare mentre portava avanti questa lotta. Ne parliamo proprio col prossimo brano.  

Copy of a Copy of a Copy

Brano unreleased di Louis Tomlinson, dipinge con immagini evocative il giogo soffocante della fama, una denuncia velata – o forse, non così tanto – al sistema che opera dietro le quinte. Un messaggio di conforto a tutti gli artisti bloccati nello stesso interminabile loop che per anni aveva assorbito gli One Direction tra Modest! E Syco. 

It’s an old curse, dreamers divin’ head first, broken beaks and dead birds, can’t get through the glass

[…]

I can hear you, howlin’ ’til your lungs hurt, so let this be your comfort, you’re not the only one. In a strange way, we’re all in this together, been this way forever

Una strana forma di conforto.

Liam era una delle 4 persone al mondo che potevano veramente capire quello che ho vissuto”, ha detto Tomlinson per Diary of a CEO parlando del compagno. 

Anche dopo lo scioglimento della boyband, la carriera da solista di Payne non decolla subito. Pubblica LP1 nel 2019. Il sound è dark pop, urban con una cospicua dose di basi trap.  I critici hanno notato come Payne non avesse un’identità distinta tra i vari generi adottati nella tracklist. Questo è l’unico album solista in studio pubblicato da Payne prima della sua morte nel 2024.

Midnight

Nel pieno della pandemia, quando tutto il mondo si era fermato, barricato in una quarantena che era iniziata senza promettere una fine, Liam si rimbocca le maniche.

Cominciano frequenti livestream sui social in cui si presenta – forse per la prima volta in un decennio – come una persona qualunque, un amico che ti telefona da casa e ti racconta cosa sta combinando. Frequenti i riferimenti ai One Direction – del cui ritorno è sempre stato il primo fautore – che gli sono però costati l’etichetta di  attention seeker

In un momento in cui l’industria dell’intrattenimento stava vivendo una crisi terribile per l’impossibilità di organizzare eventi live o mandare avanti tour di promo, l’artista britannico è uno tra i primi a puntare su piattaforme di hosting digitali come Veeps , proponendo vari concerti il cui ricavato sarebbe stato devoluto in beneficenza. In scaletta brani propri e del gruppo insieme ad alcune cover.

Ad aprile l’uscita di Midnight feat. Alesso sembra essere un segno d’esistenza in vita, una forma di rinascita artistica e personale dopo uno dei periodi più bui. Lyrics cariche di speranza: un amore che salva e riporta la luce nell’oscurità. Viene accolto positivamente dal pubblico e si piazza bene nelle charts mondiali. 

Ma l’idillio non durerà molto. Vicende personali lo vedranno affrontare una rottura sentimentale, che in seguito si sarebbe rivelata estremamente controversa, e percorsi di terapia nel periodo in rehab. Anche la carriera arranca e a tutto questo si aggiunge un tour annullato: causa un’operazione d’urgenza al rene. 

Teardrops

Nel 2022 si tocca rock bottom per la prima volta. Dopo la partecipazione al podcast di Logan Paul il nome di Liam Payne viene trascinato in una shitstorm. Gli sforzi e le difficoltà di una mente in bilico si ritrovano preda di quella cancel culture che, come un buco nero, risucchia tutto ciò che riesce a raggiungere, e che ha un raggio d’azione estesissimo. L’accanimento dell’opinione pubblica è segno di un modo di usare i social che è ormai del tutto fuori controllo: reazioni del genere palesano la sfiducia generale verso uno show business nel complesso sempre più marcio. 

Nel 2023 appare alla première del docu-film All of those voices dell’amico Louis.

liam payne
Louis Tomlinson e Liam Payne alla premiere di “All of those voices” (2023) credits: Popsugar

Tomlinson ha in seguito dichiarato che Liam è stato l’unico membro a scegliere di sbilanciarsi e a mostrargli pubblicamente un sincero e grande supporto – anche in un momento in cui la propria carriera versava in uno stato di continua instabilità.

Ma ancora una volta l’etichetta di attention seeker ritorna. E non si estingue neanche nel 2024, quando le accuse aumentano, e si fanno più gravi. Teardrops esce proprio in quell’anno: è forse la sua canzone più introspettiva, quella che ci porta meglio dentro il suo mondo. 

‘Cause I don’t know how to love you when I am broken too. Maybe your words make sense. I could be the problem, I’m so sorry. 

Really wish that I could mend all the little things that make you crazy. Checking all my friends, tryna to see what I did last night. Lately, I’m hating on myself ’cause I hate it when I make you cry

Le ultime settimane dell’artista lo vedono presenziare al concerto di Niall Horan in Argentina. Lì sarebbe tragicamente scomparso pochi giorni dopo. Le critiche si accendono e si aggiungono delle gravissime dichiarazioni – mai effettivamente comprovate –  da parte dell’ex fidanzata, tra accuse di violenza fisica e psicologica. Si tocca rock bottom ancora una volta.

Non è ancora del tutto chiaro cosa sia successo in quell’Hotel di Palermo, Buenos Aires. È preferibile sorvolare sull’accanimento e crudeltà di una parte del popolo del web – piccola quanto subdola – che quella settimana ha dato il peggio di sé, sfociando nell’immoralità più totale (e in numerosi casi anche nell’illegalità). 

È lì che la sua storia avrebbe dovuto concludersi. Ed è lì che si ferma il racconto che ne riportiamo. Tutto il resto è speculazione.

I want to write you a song

I want to write you a song, one to make your heart remember me, so any time I’m gone you can listen to my voice and sing along. I want to write you a song.

Questo il testo della dodicesima traccia di Made in the A.M, ultimo album dei One Direction. Un farewell sincero, una dichiarazione programmatica che riassume in pochissime parole il rapporto tra la band e i directioner. Quel give and take che loro hanno espresso così:

Everything I need I get from you. Givin’ back is all I wanna do”. Messaggio che risulta vero per l’artista verso i suoi fan e viceversa. Questo è il cuore del successo dei One Direction: hanno offerto a milioni di persone un comfort, un calore che sa di casa. Sta nelle loro canzoni, che hanno accompagnato ogni fan nel percorso della propria vita. 

Il giorno della sua scomparsa. l’intero mondo dei media si ferma. Ma ciò che più risalta è la reazione della sua fanbase: il senso di comunità nell’unirsi in ogni parte del mondo per ricordarlo, con raduni e memoriali che vedevano migliaia di fan di tutte le età stringersi cercando conforto l’uno nell’altro. 

Anche a Messina, in un angolo di Villa Mazzini, ha avuto luogo una commemorazione intima e discretissima. 

Chi c’era ricorderà: un momento che aveva in sé, nella sua semplicità, una scintilla di magia tangibile, uno squarcio di futuro e che ha dato un significato a quello che ognuno di noi stava vivendo dentro, quando ormai non c’era più nulla da prendere.

Portare il suo nome e la sua musica fuori dalle nostre camerette, anche a 20 o 25 anni, ha acquisito allora un senso tutto nuovo, in un momento che, erroneamente, ci era sembrato essere la fine di tutto. 

Su Liam Payne è stato detto di tutto. Ora è il momento di fermarsi ad ascoltare: nella memoria collettiva la sua eredità artistica e umana, oggi custodite da un’intera generazione. 

Carla Fiorentino