Spider-Man: Brand New Day – Peter Parker non è mai stato così solo

Spider-Man: Brand New Day – Peter Parker non è mai stato così solo

Il continuo di Spider-Man: No Way Home stupisce per una storia dai toni più intimistici e maturi, forte dell’interpretazione di Tom Holland e di un Peter Parker profondamente trasformato da ciò che ha vissuto. Spider-Man: Brand New Day non racconta soltanto una nuova avventura dell’Uomo Ragno: racconta soprattutto cosa rimane dell’uomo dietro la maschera quando gli vengono sottratti gli affetti che definivano la sua vita. Un’introspezione euripidea nel cinecomic.

Un Peter Parker diverso

I traumi possono trasformare gli individui. Ed è esattamente ciò che sembra essere accaduto al giovane Spider-Man.

Alla fine di No Way Home, Peter Parker aveva compiuto probabilmente il sacrificio più doloroso della sua vita: permettere che le persone care si dimenticassero completamente la sua esistenza. Non soltanto Spider-Man ha perso zia May, ma ha rinunciato anche alle due persone che rappresentavano la sua famiglia: MJ e Ned.

Brand New Day parte dalle conseguenze emotive di quella scelta.

Peter non è più l’adolescente entusiasta che avevamo conosciuto in Homecoming, circondato dagli amici e desideroso di dimostrare il proprio valore agli Avengers. È diventato un giovane adulto più malinconico, introverso e segnato dalle proprie esperienze.

La solitudine non è quindi semplicemente lo sfondo della storia. È parte fondamentale del personaggio.

Peter continua a essere Spider-Man, continua a salvare persone e ad affrontare criminali, ma quando la maschera viene tolta non c’è quasi più nessuno ad aspettarlo.

MJ, quella lettera e un amore che non può ricordare

È soprattutto il rapporto con MJ a rendere crudele la nuova condizione di Peter.

Uno dei momenti emotivamente più forti riguarda proprio la lettera e la reazione di MJ. Quando scopre ciò che Peter ha scritto, MJ piange. Quelle parole provocano in lei una reazione emotiva,  che non riesce però a trasformarsi nel riconoscimento dell’uomo che ha davanti.

E arrivano il paradosso, la brutale realtà più dolorosa: MJ dichiara di non amare Peter perché, semplicemente, non sa chi sia.

Per Peter, invece, nulla è stato cancellato.

Lui ricorda tutto.

Ricorda il loro amore, i momenti trascorsi insieme, le promesse, Ned, le loro avventure e ciò che i tre hanno affrontato fianco a fianco.

Ed è forse questa la forma più particolare di lutto vissuta da Peter Parker: MJ e Ned sono ancora vivi, ma la relazione che aveva con loro è morta.

Peter può guardarli, può parlare con loro, può trovarsi a pochi metri di distanza. Ma per loro non è altro che uno sconosciuto.

Il trauma cambia Spider-Man in Brand New Day

È qui che Brand New Day sembra trovare la propria identità.

La sceneggiatura utilizza i poteri, i combattimenti e i nemici dell’Uomo Ragno per tessere una tela di molto più umano: cosa accade a una persona quando continua ad accumulare perdite senza avere realmente il tempo di elaborarle?

Peter ha perso i genitori. Ha perso Tony Stark, figura quasi paterna nella sua adolescenza. Ha perso zia May. Infine ha perso, in maniera completamente diversa, MJ e Ned. Eppure continua la usa missione, non può fermarsi, non può cessare di essere Spider Man.

Ma continuare non significa stare bene.

Persino il rapporto conflittuale con i propri poteri assume così un significato differente: il problema non riguarda soltanto Spider-Man, ma Peter Parker e il rapporto con se stesso. Il ragazzo che un tempo cercava disperatamente di diventare un Avenger adesso sembra dover imparare qualcosa di molto più difficile: come diventare adulto quando una parte della propria vita è rimasta sepolta nel passato.

Un nuovo, improbabile amico: Frank Castle

Eppure Peter non è completamente solo.

In una fase della sua vita nella quale Ned non può più essere il suo migliore amico e MJ non può più essere la persona amata, Brand New Day gli affianca una figura che difficilmente avremmo immaginato in questo ruolo: Frank Castle, il Punisher.

È quasi ironico. Tra tutti gli eroi che Peter avrebbe potuto avere accanto, uno dei pochi con cui riesce a costruire un vero rapporto è probabilmente quello più distante dalla sua filosofia.

Spider-Man cerca di salvare le persone. Frank Castle è disposto a ucciderle.

Peter conserva, nonostante tutto, una fiducia nell’essere umano. Castle è invece un uomo indurito dalla perdita e dalla violenza.

E proprio qui il loro rapporto diventa interessante: entrambi sono sopravvissuti al trauma, ma hanno reagito in maniera completamente diversa. Frank rappresenta quasi una possibile deriva di Peter: un uomo che ha perso le persone amate e ha trasformato il proprio dolore in rabbia.

Il loro rapporto può quindi andare oltre i siparietti e l’azione. Castle è uno dei pochi personaggi che può realmente comprendere cosa significhi continuare a vivere dopo che il proprio mondo personale è stato distrutto.

Peter ritrova così almeno una forma di amicizia. Non quella spensierata che aveva con Ned, certamente, ma il legame più ruvido tra due uomini segnati dalle rispettive perdite.

Un Uomo Ragno finalmente adulto

È probabilmente questo il cambiamento più importante di Brand New Day: Peter Parker sta diventando adulto.

Non semplicemente perché è più grande, vive da solo o affronta problemi differenti. Sta diventando adulto perché deve imparare che alcune cose non possono essere aggiustate con i superpoteri.
Non può colpire abbastanza forte da costringere Ned a ricordarlo.
Non può arrampicarsi su un grattacielo per riavere Mj.
Non può utilizzare il senso di ragno per evitare il dolore.
E non può riportare indietro zia May.

Può soltanto decidere cosa fare dell’uomo che quelle perdite hanno lasciato dietro di sé.
Ed è proprio per questo che Spider-Man: Brand New Day sembra allontanarsi dal classico cinecomic per avvicinarsi a un racconto più intimo su crescita, lutto e solitudine. Molto più simile alle storie a fumetti dei supereroi del mondo Marvel. La resa della sofferenza di Peter è molto diversa dalla resa del lutto di Thor: raccontato in chiave comica e piuttosto superficiale.
Sotto il costume, dietro i volteggi tra i grattacieli di New York e oltre i grandi combattimenti, questa volta la battaglia più difficile di
Spider-Man potrebbe essere molto più semplice da descrivere:

Peter Parker deve reimparare a vivere.