Ogni 15 agosto, i messinesi tirano per le vie della città la Vara. Una macchina votiva, alta quasi quattordici metri e pesante otto tonnellate, che simboleggia l’Assunzione della Madonna in Cielo.
La sua struttura piramidale vede alla base, circondata dagli apostoli, la bara della Madonna morente, da cui il nome Vara. Salendo lungo la macchina, l’ascesa dell’anima di Maria attraverso i sette cieli verso l’Empireo, rappresentata da nuvole che circondano il Sole e la Luna. Più in alto, il globo celeste popolato da stelle, angeli, cherubini e putti, un tempo interpretati dai bambini della città, ma oggi sostituiti da statue. Al vertice la figura di Cristo, che accoglie l’anima della Vergine assunta in Cielo.
La Vara vede tra i sui ideatori importanti messinesi come Francesco Maurolico, probabile progettista dell’apparato scenico-teologico, e il pittore Polidoro Caldara da Caravaggio.

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Fonte: https://normanno.com/cultura/dal-500-al-2023-come-cambiata-nella-storia-la-vara-di-messina/
La Vara e il terremoto del 1908
Una tradizione, quella della Vara, durata fino al 1908, quando il tragico terremoto rase al suolo Messina e, con essa, le sue tradizioni.
Alle ore 5:21 del 28 dicembre, una scossa di magnitudo 7.1, un violento maremoto e devastanti incendi distrussero interamente la città, provocando ottanta mila vittime.
La Vara, travolta dalle macerie all’interno dei magazzini municipali, subì danni tali da rendere inutilizzabili gli ingranaggi meccanici, mentre gli ornamenti in cartapesta e i putti decorativi andarono distrutti o deformati durante le operazioni di sgombero.
Per diciotto anni, Messina visse nel silenzio della tragedia. La ricostruzione richiese diversi anni, durante i quali la popolazione superstite visse in condizioni precarie. Il terremoto aveva cancellato la topografia stessa della città e le vie storiche, che avevano accolto la Vara, non esistevano più sotto metri di macerie.
Con il terremoto erano scomparse le preziose maestranze ed esperti capicorda, essenziali per il funzionamento del carro. E con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, causa di ulteriori morti e impiego di risorse, rimettere in piedi la complessa macchina votiva divenne impossibile e rimase solo un ricordo.

Fonte: https://www.leviedeitesori.com/messina-e-la-vara-cento-anni-di-fede-nel-segno-della-comunita/
La Rinascita
Messina, distrutta dopo il terremoto del 1908, cambiò completamente volto. La ricostruzione impose una nuova pianta urbana basata su criteri antisismici, strade molto più larghe e geometriche rispetto al passato.
Di conseguenza, anche la Vara si trasformò. Con i nuovi edifici più bassi la macchina sembrò molto più imponente, ma il cambiamento più profondo riguardò la sua struttura: dopo la tragedia e la perdita dei vecchi ingranaggi, la piramide votiva abbandonò l’usanza di affidare tutti i ruoli a figure viventi, stabilizzandosi con simulacri artistici, fatta eccezione per i pochi bambini ancora presenti. Tradizione che avrebbe visto ulteriori restrizioni normative a metà del secolo scorso.
Il 1926 segnò il ritorno della Vara tra le nuove vie di Messina, superando quel lungo vuoto che aveva lasciato per anni.
Quel 15 agosto del 1926, quando i fedeli ripresero a tirare con forza le grandi gomene e la piramide tornò a pattinare sull’asfalto tra la folla commossa, la processione non rappresentò soltanto un ritorno alla normalità liturgica, ma un’intera comunità che, dopo aver ricostruito la propria casa, tornò a riappropriarsi della propria anima e della propria identità.

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100 anni dalla rinascita
A un secolo da quella ripartenza, la Vara continua a rappresentare il cuore pulsante di Messina, confermandosi non solo un rito di fede, ma il simbolo della resistenza e rinascita della città.
Nel corso della sua storia, il carro votivo ha dovuto affrontare altre prove durissime. Durante la Seconda Guerra Mondiale, furono soprattutto le donne messinesi a impugnare i canapi e a tirare le grandi funi per voto, sostituendo gli uomini partiti per il fronte. Negli anni, poi, la festa ha saputo stringersi attorno al dolore collettivo nei momenti più bui, affrontando pandemie e la recente tragedia di Pistunina.
Esattamente 100 anni dopo, i messinesi si ritroveranno a Piazza Castronovo e, mossi da ardente devozione, tireranno ancora in migliaia la Vara. Risalendo per la Via Garibaldi, un tempo Via Ferdinandea e dopo l’attesissima Girata in Via Primo Settembre, giungeranno così a Piazza Duomo.
E quel momento, uniti al grido “VIVA MARIA!”, sarà il simbolo di un’intera comunità che, ancora una volta, rinasce attraverso la sua tradizione più profonda.

Fonte: https://discovermessina.it/la-vara-di-messina/
Marta Adamo
Fonti:
https://www.messinaweb.eu/features-2/k2/categories/item/5776-la-vara-di-messina.html
https://it.wikipedia.org/wiki/Vara_di_Messina