Terremoto in Colombia: il più forte dell’ultimo decennio

La terra trema ancora. Sono stati 94 i secondi di puro terrore vissuto dai cittadini che, nella zona nord-ovest della Colombia, hanno visto nella giornata del 10 agosto, la propria città distruggersi rapidamente davanti ai loro occhi. Le scosse si sono propagate per tutto il paese: gli esperti del Servizio Geologico Colombiano sostengono che sia stato il terremoto più forte dell’ultimo decennio.

L’epicentro del terremoto ,di magnitudo 7.4, ha origine a San Josè del Palmar, ma non sono state risparmiate altre regioni: colpite anche Bogotà, Cali, Manizales e Armenia, con una profondità di 107 chilometri. La scossa ha raggiunto anche l’Equador e Panama, facendo dilagare il panico: il Chocò risulta essere una delle zone della Colombia più esposte al rischio sismico, sorgendo sopra una significativa attività tettonica.

Il nuovo Presidente colombiano Abelardo de la Espriella, dopo un sopralluogo della città, così parla:

Il Chocò occupa un posto speciale nel mio cuore. Per molti anni è stata commessa un’ingiustizia ai danni del Chocò ed è giunto il momento che tale ingiustizia abbia fine.” (…) “La priorità è localizzare le 188 persone colpite”

Non solo città, ma il terremoto ha colpito anche gli aeroporti, preventivamente bloccati per motivi di sicurezza. Moltissimi sono stati infatti i voli sospesi, le strade distrutte e le frane che hanno provocato visibili rallentamenti.

Le zone a rischio: è Calì la città più colpita

Sono ore di terrore a Calì: l’impeto del terremoto ha distrutto anche parte di un ospedale universitario, intrappolando diversi bambini al suo interno. Il direttore dell’Ospedale, Irne Torres, parla di “dramma nel dramma“, informando del primo paziente deceduto e della possibilità che ce ne possano essere altri.

Questo l’appello struggente di un chirurgo della clinica Valle Salud, una delle principali strutture sanitarie private di Cali, che in pochissimo tempo ha fatto il giro sui principali social media:

Tutte le persone che possano venire ad aiutare che vengano alla clinica Valle Salud. Ho molti pazienti della terapia intensiva intrappolati, abbiamo bisogno di estrarli, l’ospedale è crollato”

Le vittime, oltre 150 morti

Il bilancio delle vittime è ora a 156, tra cui molti bambini. E mentre il numero dei dispersi sale sempre più velocemente, aggirandosi intorno ai 2.700, porta speranza la storia di un neonato estratto dalle macerie ancora vivo: la madre lo aveva protetto con il suo stesso corpo.
La Farnesina conferma che al momento non sono presenti italiani tra i caduti.

Il Presidente: dichiarato stato di emergenza

Così il Presidente Abelardo de la Espriella parla:

“Ho richiesto un rapporto dettagliato sulla situazione e sulle necessità più urgenti. Mi recherò personalmente a Pereira per stare vicino alle persone colpite e verificare la risposta del Governo. Non siete soli. Lo Stato è presente e sta intervenendo”

Dopo il terremoto, ha decretato lo stato di emergenza per calamità naturali.

 

Elisa Dragotto