Tennis, Taylor Fritz torna a vincere: Washington è sua

Il tennis sul cemento nordamericano riparte nel segno di Taylor Fritz. Lo statunitense ha conquistato il Mubadala DC Open di Washington superando in finale Rafael Jodar con il punteggio di 7-6(2), 6-4. Per il ventottenne è il primo titolo del 2026 e l’undicesimo della carriera nel circuito ATP, un successo che gli restituisce fiducia in un momento importante della stagione.

La pioggia ha costretto gli organizzatori a spostare la finale da domenica a lunedì. Nel primo set i due giocatori hanno concesso pochissimo al servizio e l’equilibrio si è spezzato soltanto al tie-break. In quel momento Fritz ha alzato il livello, soprattutto in risposta, chiudendo per sette punti a due.

Nel secondo parziale l’americano è partito subito forte, portandosi sul 3-0. Jodar ha provato a rimanere agganciato all’incontro, ma Fritz ha gestito il vantaggio con esperienza. Il finale è stato più complicato del previsto: ha dovuto annullare una palla break e aspettare il quinto match point prima di chiudere, dopo un’ora e 49 minuti di gioco.

Tennis, il percorso di Fritz verso il titolo

Il successo di Washington acquista ancora più valore anche per il percorso compiuto durante la settimana. Fritz ha superato Zizou Bergs e Kamil Majchrzak, per poi salvare un match point contro Alex Michelsen nei quarti. In semifinale ha battuto Brandon Nakashima in tre set, conquistando così la sua quarta finale stagionale. La continuità mostrata durante il torneo conferma quanto l’americano si trovi a proprio agio sul cemento.

La vittoria arriva dopo l’eliminazione nei quarti di Wimbledon contro Alexander Zverev e rappresenta un segnale positivo in vista dei prossimi appuntamenti. Il grande tennis si sposta ora a Montréal per il Masters 1000 canadese, con lo sguardo già rivolto allo US Open.

Washington lascia quindi una risposta chiara: Fritz è tornato a vincere. . Il titolo non cancella le quattro finali perse in precedenza, ma può diventare la spinta giusta per affrontare la parte più importante dell’estate americana.

Alessandro Samuel Coco