La Prova di Ninni Bruschetta alla Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina

La Prova (2016) di Ninni Bruschetta, proiettato durante la masterclass tenuta dallo stesso in occasione della Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina, è un documentario-teatrale di 81 minuti che nasce da una messa in scena dell’Amleto di Shakespeare (nella traduzione contemporanea di Alessandro Serpieri) e ne fa qualcosa di più ambizioso e radicale di una semplice registrazione di spettacolo.

Cos’è davvero questo film?

Bruschetta (attore, regista teatrale e scrittore messinese) non si limita a filmare le prove o lo spettacolo. Parte da 400 ore di girato realizzate con due telecamere e 16 microfoni e, attraverso il montaggio “liquido” di Nello Grieco e le musiche di Tony Canto, costruisce un’opera ibrida: un documentario sulla potenza linguistica e narrativa del testo shakespeariano. Come dichiara lo stesso regista, “Shakespeare è già cinema: a raccontarlo con immagini e suoni vengono fuori modernità ed eternità”. Solo parole, sguardi, corpi. Il risultato è una via di mezzo tra una danza rituale e una sommossa emotiva.

Il protagonista è Angelo Campolo nel ruolo di Amleto; con lui Emmanuele Aita, Celeste Gugliandolo e, in un piccolo ruolo, Marco Mainini. La produzione è del Teatro di Messina (EAR Teatro). Il film ha avuto un’anteprima al MAXXI di Roma nel 2017 (rassegna curata da Mario Sesti), è stato finalista ai Nastri d’Argento Doc e ha avuto diverse proiezioni pubbliche (tra cui a Messina nel 2019).

Punti di forza

Il cuore del film è l’idea (ripresa anche da riflessioni di Pavel Florenskij) che l’Amleto sia “un unico immenso monologo”. Bruschetta e Grieco costruiscono il ritmo cinematografico proprio sui monologhi, dialoghi e scambi emotivi dei personaggi, sostituendo lo sguardo del pubblico con quello della macchina da presa. Amleto non parla più a un teatro, parla a noi, qui e ora. Questo genera un effetto di modernità sorprendente. Il testo non viene “attualizzato” con costumi o ambientazioni forzate; resta asciutto, non patinato, semplice e chiaro, e proprio per questo parla con forza al presente.

Il montaggio è l’elemento più cinematografico e riuscito: fluido, non illustrativo, capace di trasformare le prove e le scene in un flusso emotivo e ritmico. Non è videoteatro, non è un making-of convenzionale. È un film sul linguaggio, sul corpo dell’attore come strumento di pensiero, sulla prova come spazio di scoperta e rischio. Campolo regge bene il peso del personaggio, soprattutto nei monologhi, con una presenza fisica e vocale che evita sia l’enfasi retorica sia il naturalismo banale.

C’è anche una dimensione quasi documentaristica del lavoro teatrale: si percepisce il processo, la passione che cela la fatica, la concentrazione, al punto che il confine tra la prova e la messa in scena è talmente sottile da fondersi. La Sicilia (e il Teatro Vittorio Emanuele di Messina in particolare) resta sullo sfondo come radice produttiva e culturale.

Contesto e valore

La Prova si inserisce nel percorso di Bruschetta come regista teatrale attento ai classici e ai temi di responsabilità, linguaggio e presenza. Non è un prodotto mainstream né un esercizio di stile fine a se stesso: è un atto di fiducia nella parola shakespeariana e nella capacità del cinema di restituirne la modernità senza tradirla. In un panorama in cui spesso Shakespeare viene “aggiornato” con operazioni più o meno fortuite, qui l’operazione è inversa e più coraggiosa: si lascia parlare il testo e si cerca la forma cinematografica più adatta a far emergere la sua eternità.

In sintesi, è un film per chi ama il teatro, il linguaggio, i confini tra le arti e le prove come spazio di verità. Non è perfetto né destinato a un pubblico vastissimo, ma è autentico, rigoroso e, nei suoi momenti migliori, sorprendente.

Se avete la possibilità di vederlo (festival, rassegne, proiezioni speciali o eventuali uscite successive), merita l’attenzione, è uno di quei rari casi in cui il cinema non “adatta” il teatro, ma ne diventa il prolungamento naturale e illuminante.

Gaetano Aspa