40 Secondi, il film sul caso di Willy Monteiro Duarte, il ragazzo di 21 anni ucciso durante un pestaggio la sera del 6 Settembre 2020 a Colleferro. Il lungometraggio, è diretto da Vincenzo Alfieri ed è tratto dal libro della giornalista Federica Angeli (“40 Secondi” – Willy Monteiro Duarte – La luce del coraggio e il buio della violenza).
Dalla cronaca al cinema
Il 28 luglio 2026 è stato riproposto al cinema Apollo, in occasione del grande ritorno della Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina. Presentato anche alla Festa del cinema di Roma 2025, vincendo il premio speciale della giuria e il miglior cast, e uscito nelle sale il 19 novembre 2025, si concentra esattamente sul 5 e 6 Settembre 2020, la sera del pestaggio di Willy, mostrando la giornata attraverso il punto di vista di tutti i protagonisti della vicenda.
Maurizio (Francesco Gheghi), ragazzo impulsivo, dominato dalla rabbia e dall’incapacità di gestire le proprie emozioni, si fa trasportare facilmente da Cosimo (Enrico Borello), che lo metterà nei guai. Michelle (Beatrice Puccilli), divisa tra il desiderio di normalità e la paura di ciò che sta accadendo, tra l’affetto delle amiche e una storia finita.
Lorenzo (Luca Petrini) e Federico (Lorenzo Giansanti), fratelli gemelli inseparabili, uniti in tutto, che si sentono capobranco in contesti malavitosi. E poi c’è Willy (Justin De Vivo, per la prima volta sullo schermo), un ragazzo semplice, legato alla famiglia e agli amici, con sogni e progetti comuni a tanti suoi coetanei. La sua scelta di intervenire per cercare di calmare una lite nasce da un naturale senso di solidarietà, non dall’eroismo. Ma proprio quella scazzottata sarà fatale. Quella che sembrava l’ennesima scazzottata tra ragazzi si trasforma in pochi istanti in un’aggressione brutale. Una sequenza di appena quaranta secondi sarà sufficiente a spezzare una vita e a segnare per sempre quella di tutti gli altri.
Oltre agli attori e le attrici citate prima, hanno preso parte al film anche personalità importanti del teatro e del cinema italiano come Francesco Di Leva, Maurizio Lombardi e Sergio Rubini.
Un evento visto da occhi diversi
Prodotto da Roberto Proia e la Eagle Pictures, 40 Secondi permette di guardare questo drammatico caso di cronaca da vari punti di vista. Attraverso una struttura narrativa che cambia continuamente punto di vista, lo spettatore è invitato ad osservare gli stessi eventi dagli occhi di tutti i protagonisti, senza rinunciare alla complessità dei loro vissuti e delle loro motivazioni.
Justin De Vivo, al suo esordio sul grande schermo, gli presta il volto con una recitazione misurata e autentica, restituendo l’immagine di un ragazzo normale, lontano da ogni retorica eroica. Willy non cerca lo scontro: interviene per cercare di sedare una lite, convinto che il dialogo possa avere la meglio sulla violenza.
4o Secondi sono pochi ?
40 Secondi possono sembrare nulla, un intervallo insignificante, eppure così non è in realtà. Sono un tempo minimo che può diventare massimo. Un gesto violento può consumarsi in un istante. La morte, a volte, arriva con una rapidità che sfida la nostra capacità di comprenderla.
Per Willy quei 4o secondi hanno rappresentano la fine di tutto, volato via come un soffio. Per chi l’ha ucciso hanno segnato l’inizio di una vita che non sarà mai più la stessa. Per chi è rimasto, sono diventati un tempo destinato a essere ripensato all’infinito, nella ricerca di un momento in cui le cose avrebbero potuto prendere un’altra direzione. La sproporzione tra la brevità dell’azione e la durata delle sue conseguenze è forse l’aspetto più inquietante dell’intera vicenda.
Rosanna Bonfiglio