Vi raccontiamo Pelorias Sea Sound 2026

Il Pelorias Sea Sound 2026  ha riunito diverse realtà artistiche sullo Stretto di Messina,nella suggestiva cornice della Fondazione Horcynus Orca
L’evento si è distinto fin da subito per la sua natura poliedrica, capace di dar voce a differenti forme d’arte: dalla danza araba allo yoga, dal canottaggio fino alla musica, scandagliata e valorizzata in ogni sua sfaccettatura.

I Talk e gli Ospiti al Pelorias Sea Sound 2026

A inaugurare la sessione degli speech è stato Francesco Bonaccorso, ideatore e presidente del Messina Vinyl Fest, che ha trascinato il pubblico nell’affascinante storia del vinile, illustrandone l’evoluzione e il rapporto con il consumatore nel tempo. È seguito l’intervento di Christian Perrotta, musicista, produttore e fondatore dell’etichetta discografica indipendente Maninalto, con un approfondimento sul management e sull’importanza della figura del manager per un artista. La parola è poi passata a Carmela Senfet — CEO di Ludwig Sound, tour manager e organizzatrice del festival Strassenmusiktage di Heidelberg —, che ha riflettuto sul valore del fare rete, sulla costruzione di connessioni internazionali e sulla musica intesa come ponte tra culture e veicolo di pace. A chiudere la sezione dei talk è stato Prince Board, artista a tutto tondo, cantautore, produttore, polistrumentista e creatore di contenuti televisivi e cinematografici, che ha condiviso la propria esperienza sul processo creativo all’interno dell’industria musicale americana.

Un momento d’emozione: l’anteprima del videoclip

Uno dei momenti più intimi ed emozionanti della giornata si è tenuto alle 19:00, con la presentazione in anteprima del videoclip di “Guarda Maria come fa il mare“.
A raccontare la genesi e il significato del progetto sono stati la regista Gilda Fontana e l’autore del brano, Novo — artista già legato alla Fondazione Horcynus Orca per aver vinto nel 2023 il Premio del Pubblico al contest “Vedere la Musica”. La proiezione del video ha offerto un’intensa sintesi visiva e sonora sul tema dell’attraversamento e del legame profondo con il mare.

I Live e la Notte sullo Stretto

Al tramonto, lo Stretto ha iniziato a vibrare con la musica dal vivo. Ad accendere l’atmosfera è stato il DJ set d’apertura di Turki Stan, che ha preparato il terreno per un susseguirsi travolgente di esibizioni: I Sordi: duo vicentino formato dai fratelli Matteo e Riccardo Nicolin. Noti per i loro live pirotecnici, hanno proposto una coinvolgente fusione tra sonorità electro-funk, strumenti etnici acustici e ritmiche sperimentali, completamente prive di basi pre-registrate;  Zebra Tso: progetto fiorentino nato dall’incontro tra due produttori caratterizzati da maschere a forma di zebra e il frontman Ivan Schiavina. Una realtà eclettica della scena indipendente che unisce rock, rap e un’attitudine teatrale ed energica; Ngasa Ngasa: ensemble multiculturale che incarna lo spirito del festival; le loro percussioni travolgenti, l’afrobeat e i groove mediterranei hanno trasformato il palco in un rituale collettivo di ritmo e danza; Butter Funk Family: collettivo animato dal groove, capace di coinvolgere la platea con una potente combinazione di funk classico, nu-disco, soul e forte impatto ritmico.

Il segno di Pelorias Sea Sound 2026

A chiudere la serata, guidando il pubblico fino a notte fonda, è stato il set travolgente di Nava, cantautrice e producer milanese d’origine iraniana. L’artista si è distinta per un’identità visiva ipnotica e una cifra sonora unica che fonde electro-pop moderno, bass music e fascinazioni mediorientali.
Il successo di questa edizione conferma la forza di un format capace di unire la comunità locale con grandi realtà internazionali. Il Pelorias Sea Sound si chiude lasciando il segno, con la promessa di continuare a far risuonare la voce dello Stretto anche nelle edizioni a venire.

Federica Grasso