Sorto al ciel, i raggi di quel lume
ch’accalorava la rena al pelago,
ond’io stava, supino sulla rocca,
tutto assorto nei pensieri miei.
La vita solinga ch’i menava fu
sì scossa, come terra che tremò
nel regno del Catone, da un’alma,
ch’a lento passo, giungeva alla vista.
Portavan lo dolce profumo suo, i
candidi capëi che rimestavan.
Venne a me, con così rara beltà.
Soffocai qualsiasi tentazione,
finché alcun bacio potesse esserci,
perché l’occhi tuoi ancor mi spauran.
Enzo Bertuccio