La nascita di YouTube ha profondamente cambiato Internet e il modo in cui si crea intrattenimento. Nel corso dei suoi oltre 20 anni di vita, sono nate tantissime web series, che molto spesso sono anche uscite fuori dalla piattaforma di Google, come Hazbin Hotel, Don’t Hug Me I’m Scared e Backrooms, nuovamente sulla bocca di tutti a seguito del recente film nelle sale cinematografiche.
The Amazing Digital Circus è uno dei fenomeni più seguiti tra gli show animati degli ultimi anni. Ideata dalla creator Gooseworx e prodotta dall’australiana Glitch Productions, dal 2023 la serie ha generato oltre 1 miliardo di visualizzazioni su YouTube.
Il successo è talmente grande che il finale, The Amazing Digital Circus: The Last Act, è stato trasmesso dal 4 giugno nei cinema di tutto il mondo, Italia compresa.
Tra letteratura horror e animazione made in YouTube: la genesi di The Amazing Digital Circus
Per comprendere lo spirito della serie, è necessario conoscere la sua principale ispirazione: il racconto Non ho bocca, e devo urlare (I Have No Mouth, and I Must Scream) di Harlan Ellison.
Pubblicato nel 1967, il testo racconta di un mondo dove la quasi totalità del genere umano è scomparsa per mano di AM, un supercomputer che si è ribellato all’umanità stessa. Egli prende coscienza e trova piacere nel torturare un piccolo gruppo di umani rimasti in vita, sul quale ha il pieno controllo.
Il personaggio di AM è diventato nel corso degli anni una delle maggiori figure di ispirazione nel panorama horror. Incarna il rapporto esseri umani-tecnologia e il libero arbitrio dell’intelligenza artificiale. Queste tematiche le possiamo rivedere in TADC nel personaggio di Caine, l’antagonista della serie.

Oltre a tenere un occhio alla letteratura horror e all’aesthetic della computer grafica anni ’90, la creazione di questa serie è portata avanti da alcuni degli animatori che hanno fatto la storia di YouTube. Glitch Productions, la casa di produzione, è frutto della mente dei fratelli Lerdwichagul, i creatori di SMG4, storica web serie nata come parodia di Super Mario. Gooseworx, prima di creare la serie, ha realizzato altri progetti animati presenti sul suo canale, oltre ad aver composto canzoni per Hazbin Hotel e Helluva Boss.
Un episodio pilota da record
Col pilot, pubblicato il 14 ottobre 2023, si gettano le basi di tutta la storia. Una ragazza finisce all’interno di un circo digitale, spaesata e confusa da cosa le sia successo. Diventata un giullare di nome Pomni, la sua ricerca disperata di un’uscita si unisce alla scoperta di questo nuovo ambiente colorato ma inquietante. Il suo destino è uguale a quello di altri cinque umani, il tutto sotto l’occhio vigile di Caine, l’assurda e tiranna IA che gestisce il Digital Circus.
I numeri parlano chiaro. Al momento attuale, l’incipit della surreale serie dark comedy ha totalizzato più di 400 milioni di visual, un fandom attivissimo e una collaborazione con Netflix per distribuire i successivi episodi sulla propria piattaforma. Un progetto rimasto sempre indipendente, sostenuto grazie al supporto dei fan con il merchandising acquistabile sul sito di Glitch.
Raramente nella storia di YouTube uno show ha ottenuto risultati simili.
Una storia tanto geniale quanto confusa
La serie, nei suoi (oramai) 9 episodi, riesce ad essere un prodotto godibile per un pubblico abbastanza giovane, con un suo linguaggio riconoscibile dai fan più accaniti. Ogni personaggio è caratterizzato in maniera dettagliata. Ognuno incarna in sé i suoi problemi, i suoi dubbi, permettendo agli spettatori di affezionarsi in ugual modo a qualsiasi protagonista. La qualità dell’animazione è di pregevole fattura e migliora costantemente di episodio in episodio.
Ma se ci sono pregi, ci sono anche difetti. La serie non si focalizza molto sui personaggi secondari che vengono introdotti. Nonostante il grande potenziale che possono detenere, la loro funzione rimane legata solo per una puntata specifica o per una gag sporadica. Dopotutto è intenzione di Gooseworx fare innamorare il pubblico con i suoi protagonisti piuttosto che con un figurante che appare per poco.
Ma il problema più grande di TADC sta nella sua narrazione. Nella prima metà della serie gli episodi seguono avventure verticali, che non danno l’idea di proseguimento della trama centrale, lasciando tutte le perplessità sull’ambientazione e il destino dei protagonisti verso le ultime puntate. Ciò può dare a chi guarda un senso di noia, nonostante la godibilità dello show.

The Amazing Digital Circus: The Last Act – La perfetta conclusione?
Con tutte le curiosità generate, i fan erano in trepidante attesa di scoprire come si sarebbe conclusa la storia di Pomni e dei suoi amici. Così l’uscita al cinema di The Last Act, film che racchiude l’ottavo e -in anteprima- il nono episodio della serie , è diventato un vero e proprio fenomeno collettivo, atteso dai fan di tutto il mondo. Un evento che accade una volta sola nella vita.
Il finale di TADC, nel bene e nel male, è riuscito a rispettare le aspettative. La nona puntata riesce a concludere tutte le spiegazioni rimaste aperte e a dare un punto finale al destino del circo digitale. Ci sono molti momenti dove non è possibile non commuoversi. È una conclusione dove in alcuni punti risulta essere più psicologica, con molti flussi di coscienza al suo interno. Un approccio molto simile al tanto criticato finale televisivo di Neon Genesis Evangelion.
In conclusione, The Amazing Digital Circus è stata una web serie che di certo non si può definire un capolavoro, ma che nel suo grande terremoto mediatico è riuscita a fare da possibile apripista per l’arrivo di molte nuove produzioni animate indie nel cinema. Uno show che rimarrà di certo nel cuore di molti fan che l’hanno seguito con affetto.
Giacomo De Salvo