Moira Orfei

La donna che trasformò il circo in un’icona pop italiana

Chi è Moira Orfei?

Nata il 21 dicembre 1931 a Codroipo, Friuli Venezia Giulia, Miranda – poi Mora, poi Moira – è figlia di Violetta Arata, funambola, e Riccardo, celebre come clown Bigolon. Di origini sinti, la sua famiglia è legata al circo da alcune generazioni.

La carriera di Moira ha inizio nel circo dello zio Orlando, come cavallerizza, virtuosa del trapezio e acrobata. Con le cugine Liana e Graziella, è una delle maggiori attrazioni: una canta, mentre le altre volteggiano al trapezio. E quando il circo si insedia in una nuova piazza, sono proprio loro a darne notizia girando per il paese.

Una personalità eccentrica

Trucco da bambola, occhi cerchiati dall’eyeliner, rossetto rosa-fucsia, cipria e quell’inseparabile turbante… A volte invadente, arrogante e urlante, lontana dai suoi elefanti Moira cerca sempre di rimanere dominatrice della scena.

Cavallerizza, trapezista e acrobata, nel cuore ha sempre conservato anche un altro amore, quello per il cinema. Un cinema che le ha permesso di interpretare, in fondo, se stessa.

Da dominatrice di elefanti, a dominatrice di uomini e pubblico. Moira ama definirsi una zingara di successo, sempre tra tigri e animali feroci, e non perde occasione per fare battute e parlare male di qualche politico in vista o meno in vista, magari in qualche salotto televisivo.

L’ascesa di Moira nella cinematografia

Moira ha girato quarantasette film e ha cominciato a recitare per puro caso. A scoprirla è stato Dino De Laurentiis, che le consiglia di rinnovare il look: raccogliere i capelli in un turbante e chiamarsi Moira. Il suo vero nome era, infatti, Miranda.

È qui che arrivano, in effetti, una serie di belle esperienze e importanti film. Uno su tutti sicuramente Signore & signori, di Pietro Germi, che le dice:

«Moira se tu studiassi recitazione, saresti brava come la Loren.»

Poi, tutti la ricordiamo nei panni della moglie di Christian De Sica, che sbraitava e urlava contro un inetto marito nel film Vacanze di Natale ’90.

Di tanti film ricordiamo anche Casanova ’70, con Mastroianni, e i due con TotòTotò e Cleopatra e Il Monaco di Monza.

Il circo Orfei

Nel 1961, sposa Walter Nones, con cui fonda due anni dopo il Circo di Moira Orfei. Riconosciuto nel mondo quale esempio di qualità artistica ed efficienza organizzativa, resterà a lungo l’apice dello spettacolo popolare italiano.

La coppia segna alcune tappe fondamentali nel settore.

Dall’estetica della grande attrazione dei primi anni Settanta alle produzioni kolossal, tra le quali spicca il Circo sul Ghiaccio, show su due piste ispirato alle sfarzose riviste americane e considerato dalla critica una delle migliori produzioni italiane del Dopoguerra. Dallo spettacolo a rivista con Alighiero Noschese (Follie sul Ghiaccio, 1974) alla proposta di artisti dell’Est, fino ad allora sconosciuti in Occidente. Per arrivare, infine, alla forma dell’ultimo periodo, particolarmente attenta al ritmo, all’eleganza e all’organicità dello spettacolo. Quello di Moira è stato il primo complesso italiano a conquistare, nel 1987, un Clown d’Oro al Festival Internazionale del Circo di Monte Carlo, la più importante manifestazione del settore, con un numero di dodici tigri.

Cosa ha lasciato Moira nel bagaglio culturale collettivo

Moira Orfei è riuscita in qualcosa di unico: travalicare i confini della pista circense per radicarsi nell’immaginario collettivo italiano, nella cultura popolare, nel cinema e nella televisione, affermandosi come una vera icona.

Moira e suo marito Walter Nones, con il loro Circo di Moira Orfei, sono stati un simbolo della profonda evoluzione della società italiana. Qui, hanno trasformato il circo da impresa familiare a una struttura organizzata, e un’eccellenza artistica ammirata globalmente, capace di viaggiare quasi ininterrottamente per oltre cinquant’anni, accogliendo milioni di spettatori nel corso della sua storia.

Dall’esordio come modella per la celebre fotografia, Moira Orfei è diventata parte dell’immaginario collettivo, soprattutto per il suo aspetto riconoscibile, replicato in migliaia di manifesti affissi in ogni parte di Italia.

Grazie ai suoi inconfondibili tratti esteriori e al suo carattere genuino, inoltre, ha rappresentato un simbolo di libertà, inclusività e valorizzazione della diversità. Emblema della forza femminile e della stravaganza, l’artista è stata, a tutti gli effetti, una madrina LGBTQ+ ante litteram.

Perché Moira continua a parlare ai giovani? E in che modo?

Moira Orfei continua a parlare ai giovani perché è diventata un’icona pop senza tempo, capace di incarnare la totale libertà di espressione, l’inclusività e l’eccentricità estetica ben oltre la sua scomparsa, avvenuta nel 2015.
Il suo messaggio universale di autenticità e la sua estetica esagerata continuano a esercitare un forte magnetismo sulle nuove generazioni, attraverso canali culturali e formati moderni.
Inoltre, Moira ha sempre rifiutato il conformismo, facendo del proprio corpo e del proprio viso un’opera d’arte personale, anticipando la rivendicazione moderna di unicità.

Moira Orfei come simbolo di un’Italia che sognava in grande

Moira Orfei rappresenta il simbolo perfetto di un’Italia del Dopoguerra e del boom economico che ricominciava a sognare in grande, incarnando un’epoca di ottimismo, ascesa sociale e ambizione internazionale.
Tra gli anni ’50 e ’70, il Paese si trasformava da società rurale a potenza industriale, e Moira ha saputo cavalcare questo vento di rinascita, diventando un fenomeno culturale di massa.
Inoltre, ha tappezzato le città italiane con manifesti giganti del suo volto, diventando così il primo vero marchio umano del Paese, un simbolo visivo di abbondanza, colore e notorietà.

Fonti:

https://www.enciclopediadelledonne.it/edd.nsf/biografie/moira-orfei-miranda-orfei

https://mediasetinfinity.mediaset.it/news/playcult/il-21-dicembre-moira-orfei-avrebbe-compiuto-88-anni_SE000000000641_tn7980

https://www.mymovies.it/persone/moira-orfei/5084/

https://affide.it/c/blog-106/moira-orfei-il-gioiello-del-circo/