A concludere la quarta serata della 72esima edizione del Taormina Film Fest, diretto per il secondo anno di fila da Tiziana Rocca, Bear Country, diretto da Derrick Borte, con protagonista Russell Crowe. Presentato in anteprima mondiale al teatro antico, il film arriverà nelle sale italiane il 26 agosto 2026.
La vendetta perfetta a Taormina
Sabato 13 giugno, al teatro antico di Taormina, in chiusura della quarta serata La vendetta perfetta – Bear Country – regia di Derrick Borte – che vede protagonista uno dei veri ospiti di punta di quest’edizione del festival, Russell Crowe. Distribuito in Italia da 01 Distribution e Rai Cinema in collaborazione con Minerva Pictures, non è la prima collaborazione tra i due: infatti tornano insieme dopo ben 6 anni da Un giorno sbagliato (2020).
Ad accompagnare il regista tedesco e l’attore neozelandese per l’anteprima mondiale a Taormina sono stati Aaron Paul (conosciuto per serie come Breaking Bad e BoJack Horseman), Nina Dobrev (conosciuta per i suoi ruoli in The Vampire Daires e Noi siamo infinito), Daniel Zovatto (presente in Lady Bird ed arrivato alla sua seconda collaborazione con Russell Crowe, dopo tre anni da L’esorcista del papa diretto da Julius Avery) e i produttori cinematografici Mark Fasano e Jeffrey Greenstein.
Sinossi
Manko Kapac (Russell Crowe), albanese trapiantato a Los Angeles, è il proprietario di un nightclub disposto a lasciarsi alle spalle il suo passato per andare i pensione con la sua fidanzata (interpretata da Teresa Palmer). Ma le cose si complicano nel momento in cui Jeff e Carrie (Aaron Paul e Nina Dobrev), mascherati ed armati, lo derubano. Poco dopo spunta qualcuno interessato ad acquistare la proprietà, ovvero Joe Carver (interpretato da Luke Evans), ed è qui che la gestione sembra per mettersi in salvo in mani sicure. Con il pericolo che si avvicina da tutte le parti, Manko si ritrova a navigare in una rete mortale di inganno, potere e sopravvivenza, dove la fuga potrebbe non più essere un opzione.

Letteratura contemporanea e metacinema
The Get Out (titolo originale della pellicola), ispirato al romanzo Strip di Thomas Perry uscito nel 2010, rappresenta un passaggio: dall’ispirazione letteraria alle citazioni cinematografiche, dalla letteratura al metacinema. Questo è dettato in primis dal personaggio di Manko: infatti, il ruolo interpretato da Crowe, sia per i tratti estetici e vestiari che per le movenze ricorda molto Drugo, il Grande Lebowski dei fratelli Coen. Altra citazione fatta attraverso i costumi è quella di Kill Bill di Quentin Tarantino insieme alla location di un locale. Per non parlare poi della citazione a Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan nelle spettacolari scene pirotecniche.
Nel complesso le citazioni cinematografiche presenti in Bear Country non si limitano a essere semplici omaggi, ma provano ad aiutare nel connubio tra noir e trhiller, generi alla quale il film aspira, contribuendo a definirne lo stile di lettura attraverso un rimendo alla memoria cinematografica.
Quando l’omaggio non basta
Pur mostrando spunti interessanti e una buona cura estetica, Bear Country non riesce mai davvero a spiccare il volo. Le numerose citazioni e i richiami al cinema di genere finiscono per pesare in quanto il noir, il thriller e l’azione fanno fatica ad esprimersi a pieno. Il risultato è un film che intrattiene a tratti, e anche con difficoltà, e che manca di quel guizzo che può fare davvero la differenza
Rosanna Bonfiglio