Il 22 maggio 2026 segna un nuovo capitolo per La Stanza della Nonna, uno dei progetti più autentici e radicati del panorama indipendente italiano. La band siciliana torna con l’EP “Supernormali”, un lavoro di cinque tracce che rappresenta un momento di chiara maturazione artistica dopo anni di ricerca sonora e testuale.
Un disco essenziale e consapevole per La Stanza della Nonna
“Supernormali” si compone di tre brani inediti — Dimmi come fai, Milano e la title track Supernormali — a cui si aggiungono la versione live di Teresa (registrata al Dalek Studio) e la bonus track La Stanza della Nonna (Il racconto di Inuzza).
Il suono si è fatto più diretto ed essenziale rispetto al passato, senza perdere la calda profondità emotiva che ha sempre caratterizzato il gruppo. L’ingresso stabile di Luca Risitano (Basiliscus P) ha contribuito in modo significativo a questo processo di definizione stilistica. Tra lui e i membri storici si è creato negli anni un legame profondo, sia umano che artistico, basato su una visione condivisa della musica come strumento di elaborazione della realtà.
Essere fragili in un mondo che lo vieta
Il filo conduttore dell’intero EP è il diritto alla fragilità. In un’epoca ossessionata dalla performance, dal successo visibile e dall’ottimismo obbligatorio, La Stanza della Nonna sceglie di cantare il contrario, ovvero la fatica di restare umani.
«È un lavoro duro essere fragili»
canta la band in Dimmi come fai, probabilmente il cuore emotivo del progetto. Le canzoni esplorano senso di inadeguatezza, irrequietezza, desiderio di riscatto e la scelta quotidiana di cercare la felicità anche quando sembra irraggiungibile. Temi che parlano direttamente alla generazione dei trenta/trentacinquenni di oggi: persone spesso schiacciate tra aspettative sociali, precarietà lavorativa e il peso di dover “sembrare” sempre a posto.

L’identità siciliana e il conflitto tra restare e partire
Un altro nucleo tematico forte è il rapporto con le radici siciliane. Milano è il brano che meglio incarna questo conflitto generazionale, raccontando la necessità di lasciare la propria terra per cercare opportunità altrove, contrapposta alla nostalgia profonda per gli affetti e i luoghi d’origine. Milano diventa metafora della “terra promessa” ma anche del senso di spaesamento di chi si sente strappato dal proprio contesto.
La title track Supernormali sposta invece lo sguardo su una dimensione più ampia e quasi esistenziale, l’impotenza di fronte a un mondo sempre più complesso, dove l’immobilismo e l’indifferenza sembrano ostacoli insormontabili al cambiamento. Il verso «Senza super poteri, che fatica essere buoni» riassume con disarmante semplicità questa sensazione diffusa.
Memoria e radici
A chiudere l’EP ci sono due pezzi particolarmente significativi. La versione live di Teresa cattura l’energia del gruppo sul palco, mentre La Stanza della Nonna (Il racconto di Inuzza) è un brano profondamente intimo. Attraverso la voce di Nonna Inuzza (la nonna di Dario e Mirko Giuffrida, figura centrale nella storia della band) si racconta il quartiere degli anni ’70 in cui tutto è nato. La memoria familiare si intreccia con l’identità collettiva del gruppo.
Per questa traccia è stata utilizzata la zampogna registrata da Giancarlo Parisi nel 2013 per il loro primo disco un elemento che chiude idealmente un cerchio, legando passato e presente del progetto.

Produzione e crediti
L’EP è stato registrato e mixato al Dalek Studio da Claudio La Rosa, storico collaboratore della band dal 2013. L’artwork porta la firma di Giuseppe Ventura, le fotografie sono di Francesco Algeri, mentre la distribuzione è curata da Tuma Records.
Formazione e musicisti:
- Claudio D’Iglio (chitarra elettrica)
- Gianluca Fontanaro (voce, chitarra acustica)
- Luca Risitano (chitarra elettrica, basso, batteria)
- Claudio La Rosa (cembalo e timpano in Milano e Supernormali)
- Giuseppe Ruggeri (basso in Supernormali)
- Giancarlo Parisi (zampogna)
Testi di Claudio D’Iglio e Gianluca Fontanaro.
Perché “Supernormali” di La Stanza della Nonna è importante
In un panorama musicale spesso dominato da pose o da un’introspezione fine a se stessa, La Stanza della Nonna sceglie una strada più difficile e più onesta, raccontare la fragilità senza autocompiacimento, la nostalgia senza retorica, la resistenza senza eroismo.
“Supernormali” non promette superpoteri. Al contrario, celebra il coraggio ordinario di chi continua a provare a essere buono, a restare connesso, a cercare un senso anche quando il mondo sembra spingere nella direzione opposta.
Un disco per chi non si sente abbastanza, ma continua a provarci lo stesso. Proprio come tutti noi.
Gaetano Aspa
*Immagine in evidenza a cura di ©Francesco Algeri
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