Something very bad is going to happen: il matrimonio come maledizione

Pubblicizzata come “la nuova serie prodotta dai fratelli Duffer”, per richiamare i fan di Stranger Things, “Something very bad is going to happen” si è rivelata un prodotto molto diverso da quanto ci si aspettava. Scritta e diretta da Haley Z. Boston, una regista che l’horror lo ama e si vede nei riferimenti presenti nelle puntate, la serie mischia thriller psicologico, soprannaturale, curse horror e horror femminista. Uscita lo scorso 26 marzo su Netflix, la serie è subito entrata in Top 10 globale al terzo posto. Tuttavia, la miniserie non è riuscita a penetrare al grande pubblico, un po’ per il genere che solitamente non si presta tanto al prodotto seriale di qualità, un po’ per il tema che sembra star invadendo i media: il matrimonio. Nonostante questo, la serie ha ricevuto un 89% di gradimento su Rotten Tomatoes, con recensioni molto positive dalla critica.

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Poster della serie- Netflix Italia

Something very bad is going to happen: la trama

Nicky (Adam DiMarco) e Rachel (Camila Morrone) sono una giovane coppia innamorata, che si dirige nella baita in montagna della famiglia di Nicky per celebrare le loro nozze. Durante il viaggio in macchina però, Rachel inizia ad avvertire una strana ansia, quella che ti suggerisce “che qualcosa di brutto sta per accadere”. Sentimento tipico di chi va all’altare e non sa come la sua vita cambierà. Durante il tragitto però, degli strani eventi iniziano ad accadere e non fanno che aumentare una volta arrivati alla baita, dove la protagonista incontra la famiglia di Nicky. I dubbi si insinuano nella mente di Rachel, che adesso non è più certa di volersi sposare. Ogni episodio segue un giorno della settimana delle nozze, fino all’epilogo che non resta da scoprire guardando la serie.

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Rachel in abito da sposa- La Repubblica

La gen Z e il matrimonio

Il matrimonio sembrava un’istituzione sociale superata, eppure la serie è uscita in concomitanza con altri due prodotti che ne parlano “The Drama” e “Finché morte non ci separi 2”, per non parlare del tanto chiacchierato “Material Love” di Celine Song uscito qualche mese prima. In realtà l’unione tra due persone si sta semplicemente evolvendo e con essa il rapporto che abbiamo con l’amore stesso.

Il 93% dei giovani della generazione Z ha dichiarato di essere interessato all’idea del matrimonio, secondo una ricerca di Her Campus Media. Un dato molto diverso da quello dei millenial che si rivelano disillusi verso l’istituzione, in quanto hanno vissuto i più alti tassi di divorzio. In realtà questo rinnovato interesse non è un ritorno al passato. Spesso il matrimonio era un obbligo dettato dalle pressioni della società o una necessità, oggi c’è una rinnovata speranza nell’impegnarsi con un partner. Non a caso i dati sono stati presi dopo la pandemia di Covid 19, un momento di estrema incertezza, che ha ridefinito i ruoli della società. La ricerca di una persona accanto, che possa essere presente nei momenti di crisi si è rivelata necessaria per i giovani.

Rachel e il trauma generazionale in Something very bad is going to happen

Rachel è la protagonista assoluta di questa miniserie. Inizialmente sente che l’ostacolo al suo matrimonio sia la famiglia di Nicky, che appare alquanto bizzarra, ma in realtà ha paura di ammettere che non vuole sposarsi. Sua madre è morta il giorno stesso delle nozze e il padre paranoico l’ha isolata per tutta la vita.

Lo stilema della maledizione viene usato magistralmente per spiegare le colpe dei padri che ricadono sui figli. Rachel pensa di aver trovato in Nicky una certezza, solo per scoprire che non lo conosce così bene come pensa. Nicky si rivela infantile e non realmente innamorato di Rachel. L’arrivo al matrimonio dei due si rivela come un momento quasi tragico, in quanto nessuno dei due sta avendo ciò che desidera veramente. Lo sconvolgente finale porta a interrogarsi sul concetto di “anima gemella”. Questa in realtà non ha una connotazione soprannaturale, ma viene costruita da noi stessi con comunicazione e fiducia reciproca.

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Rachel e Nicky alla cena prima delle nozze- Cinematografo

Il comparto tecnico: una parte integrante della storia

La serie è arricchita da un cast eccellente. Camila Morrone per molti si è rivelata una scoperta, ma aveva già fatto una parte nella serie Prime Video “Daisy Jones and the Six”, tratta dall’omonimo romanzo. Adam DiMarco, invece, è stato protagonista del successo HBO “White Lotus”. A loro si uniscono Jennifer Jason Leigh (Mrs. Parker e il circolo vizioso) e Ted Levine (Il silenzio degli innocenti), due attori con carriera decennale, che interpretano i genitori di Nicky.

Un elemento che colpisce nella serie è indubbiamente la fotografia: luci basse, mix di colori freddi e caldi e ombre molto dense. Quattro episodi sono diretti da Weronika Tofilska, già apprezzata per “Baby Reindeer“. Il suo stile punta su un horror psicologico più che spettacolare. Il sonoro è curato da Colin Stetson, tra i suoi lavori “The Menu” e “Hereditary”. La musica è minimale, ci si concentra più sui silenzi alternati a rumori atmosferici amplificati. L’unica canzone che si sente più volte è “You are my destiny” di Paul Anka, brano del 1957,che invece di essere rassicurante diventa il motivo del destino inevitabile tra Rachel e Nicky.

Una miniserie godibile e ricca di tensioni, perfetta per gli amanti di horror come “Scappa- Get out” e “Hereditary”, ma anche chi l’horror non lo ama ne resterà fascinato.