Dante: la vita oltre la Commedia

Chiudiamo gli occhi per qualche istante, immaginando di trovarci tra le vie di una Firenze sospesa tra nobili, commercianti e tensioni politiche. Qui, conosciamo colui che fu descritto come “ultimo poeta” medioevale.  Risponde al nome di Durante di Alighiero, ma preferirebbe lo chiamassimo usando l’ipocoristico con cui è noto: Dante.

Chi si cela veramente dietro l’Alighieri, penna che diede vita all’Inferno?

Le radici dell’Alighieri: prima dell’Inferno

Immergendoci nella lettura della sua massiccia opera dobbiamo constatare la scarsità di riferimenti biografici. Un primo sforzo ci conduce tra i palazzi della Firenze antica. Qui, la famiglia Alighieri fa parte dell’élite che governa la Repubblica di Firenze.

Chi ne fu il capostipite?

Durante la sua epopea in Paradiso, l’Omer toscano conosce un intrepido cavaliere. Quest’ultimo, crociato sotto Corrado III, è un suo trisavolo: CacciaguidaVissuto durante l’epoca della Firenze antica, la testimonianza di Dante è l’unico riferimento per tracciare una sua possibile biografia.

Sarà la sua voce, tra le altre, a profetizzare le sventure dell’Alighieri.

Tornando al suo retaggio familiare, Dante nasce nel 1265 da donna Bella e Alighiero.

Entrambi i genitori – scomparsi quando l’Alighieri è ancora giovane – non sono rievocati in nessuna opera. Sappiamo unicamente del suo ottimo rapporto con Tana. Quest’ultima, forse figlia di Lapa – seconda moglie del padre – fu molto legata all’Alighieri. Quest’ultimo, in uno scritto giovanile la dipinge come adorna assai di gentilezze umane.

Il giovane poeta, ormai orfano, si dedica allo studio delle arti liberali. La sua passione per la cultura lo porterà anche ad approfondire lo studio della filosofa.

Dante, inoltre, fu molto vicino agli ambienti della lirica volgare. In particolare, tra i poeti della donna-angelo, si avvicina a Guido Cavalcanti. Quest’ultimo sarà descritto da Dante come “primo de li miei amici”.

L'Alighieri, accompagnato dall'amata Beatrice e dall'avo Cacciaguida. Fonte: https://d0.momapix.com/gilardi/3200001f5d8dc7448d16048cc293ebb98df1025a6bb75fdcc4a803fb0609d3e384171/Image9064.jpg
L’Alighieri, accompagnato dall’amata Beatrice e dall’avo Cacciaguida. Fonte: https://d0.momapix.com/gilardi/3200001f5d8dc7448d16048cc293ebb98df1025a6bb75fdcc4a803fb0609d3e384171/Image9064.jpg

Tra amori, politica e letteratura

Beatrice esistette infinitamente per Dante. Dante, molto poco, forse niente, per Beatrice

Quando il Sommo vide la ragazza per la prima volta, la descriverà ammantata di un rosso acceso, nobilissimo colore, umile e onesto”.

Beatrice – Bice – Portinari fu per Dante un colpo di fulmine. Tuttavia, per il poeta quest’amore si limitò sempre a pochi, fugaci, sguardi. Lei, fu l’unica in grado di portare dolcezza al core”  del tormentato poeta.

Quest’amore, tuttavia, non s’ha da farsi. Entrambi furono promessi in sposi già da giovani. Dante incontrerà la sua amata mentre ella è al fianco di Simone De’ Guidi, banchiere. Sarà uno degli ultimi incontri con la giovane, a causa della sua improvvisa morte.

Nell’immaginario letterario del poeta, invece, non appare la figura che lo accompagnerà sino all’ultimo atto della sua vita: Gemma Donati. Appartenente ad una ricca famiglia fiorentina, il loro fu un matrimonio per scopi politici. Come accennato, la giovane non viene mai menzionata in alcuna sua opera.

Ad apparire nella Commedia sono solamente Piccarda Donati – nel cielo della Luna – e Forese. Quest’ultimo, già citato precedentemente, fu un caro amico di Dante, che incontra per l’ultima volta in Purgatorio. L’infausto destino del poeta continua quando la sua storia diventa una sorta di riflesso dell’esule.

Nel suo viaggio oltre i limiti dello spazio e del tempo, tra Purgatorio, Inferno e Paradiso, risuona un’infausta profezia.

Cacciaguida, Brunetto Latini e persino Corrado Malaspina predicono l’addio dell’Alighieri alla patria fiorentina. Già durante la traversata dell’Inferno, Farinata degli Uberti ricordava come sarebbe stato difficile imparare l’arte” del tornare in patria. Paradossalmente, è proprio durante il periodo da esiliato che il Sommo Poeta si dedica alla sua magnum opus: la Commedia.

A differenza del suo alter ego letterario, Dante aveva già sperimentato la strada dell’esilio. Nel 1301, con la discesa di Carlo di Valois, cambia lo scenario politico della Firenze in cui il poeta ricoprì la carica di priore.

Il cosiddetto Libro dei Chiodi allude alla condanna – tra gli altri – dello stesso Dante, qui accusato di baratteria” contro il Valois e Bonifacio VIII.

"Dante in esilio", di Annibale Gatti. Fonte: https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQ7Y9PIeJxw9c2gx6gYrpSO6cV8OqDbMs563w&s
Dante in esilio, di Annibale Gatti
Fonte: https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQ7Y9PIeJxw9c2gx6gYrpSO6cV8OqDbMs563w&s

Gli ultimi anni del Sommo Poeta

Abbandonata Firenze, dove ricoprì importanti carica politiche, inizia il lungo peregrinare che Brunetto Latini profetizza nella Commedia.

Il poeta non tornerà più in Toscana e accetta di fermarsi prima a Verona, poi nel ravennate.

Cangrande della Scala, che col fratello Bartolomeo I lo accoglie nel veronese, sarà oggetto di elogio in vari passaggi del Paradiso.

Successivamente, il ghibellin fuggiasco, sarà anche ospite di Guido Novello da Polentasalito al potere dopo lo zio Lamberto.

Il soggiorno ravennate trascorse tranquillamente per il poeta. Quest’ultimo fu anche ideatore di un cenacolo con la presenza dei figli Iacopo e Pietro.

Per conto del signore di Ravenna lavorò anche come ambasciatore. Fu, tuttavia, la sua condanna a morte. Durante l’ambascerie, il Sommo Poeta si ammala.

A causa di quella che, anni dopo, sarà identificata come malaria, l’Alighieri soccombe. Senza mai riabbracciare la sua Firenze, il Sommo Poeta viene seppellito a Ravenna.

Il funerale dell'Alighieri, morto durante il soggiorno a Ravenna. Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/05/Carlo_Wostry_-_I_funerali_di_Dante.jpg
Il funerale dell’Alighieri, morto durante il soggiorno a Ravenna
Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/05/Carlo_Wostry_-_I_funerali_di_Dante.jpg