Anche quest’anno l’Università degli Studi di Messina ha celebrato il consueto appuntamento per la Giornata Internazionale della Libertà di Informazione.
“Libertà d’informazione e democrazia nell’era digitale: nuove generazioni, nuovi canali, nuove mediazioni e nuovi rischi” è il tema dell’evento che si è tenuto ieri nell’Aula Magna del Rettorato. Il dibattito si è svolto nell’ambito di UniMe Gds Lab, il laboratorio di giornalismo promosso da UniMe e Gazzetta del Sud, accreditato come corso di formazione giornalistica deontologica in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia.
Un giornalismo transizione, ma sempre di qualità
La transizione dal giornalismo tradizionale alle piattaforme digitali non ha cambiato soltanto il modo in cui le notizie vengono prodotte, ma ha ridefinito il concetto stesso di mediazione, rendendo necessario un focus sul giornalismo di qualità e sulle abitudini dei nuovi pubblici. Grazie agli interventi degli esperti presenti all’evento, sono state esplorate e messe in evidenza le sfide poste dalla rivoluzione tecnologica attraverso un approccio multidisciplinare che unisce pratica giornalistica, dottrina giuridica e analisi sociologica.
L’iniziativa si è proposta come momento di riflessione ampia e trasversale sull’informazione responsabile e sulle sue dinamiche contemporanee, un tema che a Messina trova particolare attenzione e occasioni di approfondimento scientifico anche grazie alla sinergia tra l’Ateneo e Gazzetta del Sud. L’obiettivo è stato quello di alimentare il dibattito e coinvolgere non solo la platea giornalistica professionale in momenti formativi, ma anche il pubblico in generale e, in particolare, quello più giovane, con studentesse e studenti Unime e delle scuole cittadine nell’ambito della GDS Academy di Gazzetta del Sud. Presente e coinvolta anche UniVersoMe, la testata multiforme studentesca dell’Ateneo, che partecipa attivamente al percorso di formazione della GDS Academy.
I saluti e gli interventi
Dopo i saluti istituzionali della Rettrice, prof.ssa Giovanna Spatari, del Presidente e Direttore editoriale di Società Editrice Sud, Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia Lino Morgante, del Presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, dott. Concetto Mannisi e del Presidente di AluMnime, prof. Francesco Rende, si è lasciato spazio all’introduzione del direttore responsabile della Gazzetta del Sud, dott. Nino Rizzo Nervo.
Il confronto, coordinato dalla dott.ssa Natalia La Rosa, Responsabile della GDS Academy di Gazzetta del Sud.
Ne hanno discusso il prof. Giovanni Moschella, Ordinario di Diritto Costituzionale UniMe; la dott.ssa Maria Pia Rossignaud, Vicepresidente dell’Osservatorio TuttiMedia; il prof. Marco Centorrino, Associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi UniMe; il dott. Giorgio Romeo, Direttore del Sicilian Post e Presidente della Fondazione Giornalismo Mediterraneo, e il dott. Pasquale Ancona, Head of social Class Editori.
Un ospite illustre: il prof. Derrick de Kerchove
Un ospite illustre ha preso parte all’evento: il prof. Derrick de Kerchove, Direttore scientifico dell’Osservatorio TuttiMedia, tra le voci più autorevoli a livello internazionale nello studio della cultura digitale. Allievo e collaboratore di Marshall McLuhan, ha diretto dal 1983 al 2008 il “McLuhan Program in Culture & Technology” dell’Università di Toronto.
Con il suo approfondimento su “Come sfruttare il capitale cognitivo digitale del giornalista e del giornale” ha indagato l’impatto delle tecnologie della comunicazione sui processi cognitivi, sociali e culturali, contribuendo alla riflessione sul rapporto tra media, informazione, intelligenza connessa e democrazia nell’era digitale.
Nel campo dell’informazione libera e veritiera, il giornalismo è definito come una forma di lavoro cognitivo indispensabile per la vita democratica. Non viviamo più in un ambiente disintermediato ma reintermediato
Il confronto è incentrato sul rapporto tra l’eredità del giornalismo classico e i nuovi ecosistemi digitali, affrontando temi quali la disintermediazione e libertà nell’era dell’IA generativa e delle fake news, della capacità del quadro normativo di rispondere alle nuove tecnologie dell’informazione, dei “nuovi pubblici” e dei canali d’informazione dei più giovani, oltre alla necessità di parlare il linguaggio dei “nativi digitali” senza rinunciare alla qualità dell’informazione verificata.
Elisa Guarnera