il 6 Maggio 2026 si è svolta la 71esima edizione dei David di Donatello, condotta da Flavio Insinna e Bianca Balti, organizzata dalla Fondazione Accademia del cinema italiano in collaborazione con Rai e Cinecittà S.p.A, andata in onda in prima serata su Rai 1. Una serata ricca di emozioni, belle presenze e grandi ospiti. Se vi siete persi la serata, siete nel posto giusto! Facciamo insieme un recap di quest’edizione, con tutti i premiati e le premiate
I Protagonisti di David 71
I film premiati in quest’edizione sono stati: Fuori di Mario Martone (Miglior attrice non protagonista a Matilda de Angelis), Le assaggiatrici di Silvio Soldini (Miglior sceneggiatura non originale a Doriana Leondeff, Silvio Soldini, Lucio Ricca, Cristina Comencini, Giulia Calenda e Ilaria Macchia; David Giovani; Miglior Trucco a Esmé Sciaroni), La città proibita di Gabriele Mainetti (Miglior scenografia a Andrea Castorina e Marco Martucci; Miglior autore della fotografia a Paolo Carnera; Migliori effetti visivi VFX a Stefano Leoni e Andrea Lo Priore), Nonostante di Valerio Mastrandrea (Miglior attore non protagonista a Lino Musella), Gioia Mia di Margherita Spampinato (Miglior esordio alla regia; Miglior attrice protagonista a Aurora Quattrocchi), Primavera di Damiano Micheletto (Miglior compositore a Fabio Massimo Capogrosso; Miglior acconciatura a Marta Iacoponi; Migliori costumi a Maria Rita Barbera e Gaia Calderone; Miglior suono a Gianluca Scarlata, Daniele Quadroli, Davide Favargiotti e Nadia Paone).

Il vero trionfatore di questa 71esima edizione è stato il film Le città di Pianura di Francesco Sossai con Miglior sceneggiatura originale a Francesco Sossai e Adriano Candiago, Miglior canzone originale (“Ti”, musica e testi di Marco Spigariol, interpretata da Krano), Miglior regia, Miglior attore protagonista a Sergio Romano, Miglior montaggio a Paolo Cottignola, Miglior casting a Adriano Candiago, Miglior produttore e Miglior Film.
Nessun premio invece per 40 Secondi di Vincenzo Alfieri, Ammazzare stanca – autobiografia di un assassino di Daniele Vicari, Duse di Pietro Marcello, Breve Storia d’amore di Ludovica Rampoldi, Cinque secondi di Paolo Virzì, Diva Futura di Giulia Louise Steigerwalt, La grazia di Paolo Sorrentino, Tre ciotole di Isabel Coixet, Il nibbio di Alessandro Tonda, Elisa di Leonardo di Costanzo, La vita da grandi di Greta Scarano, Paternal Leave di Alissa Jung, Tienimi presente di Alberto Palmiero, Arrivederci tristezza di Giovanni Virgilio, Follemente di Paolo Genovese, Queer di Luca Guadagnino, Il maestro di Andrea di Stefano, Itaca – il ritorno di Umberto Pasolini, La valle dei sorrisi di Paolo Strippoli.
Premi speciali
Come ogni anno non sono mancati i premi speciali: David di Donatello 2025 a Ornella Muti (premiazione mancata l’anno scorso a causa di un disguido); David speciale al disegnatore, animatore e regista Bruno Bozzetto; David alla carriera al regista Gianni Amelio; Premio Cinecittà al maestro Vittorio Storaro, premiato dall’attrice Stefania Sandrelli.
Premiazione speciale anche per Buen Camino di Gennaro Nunziante, con protagonista Checco Zalone, il David dello spettatore e Miglior Film internazionale per Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson. Ultimi, ma non per importanza, i premi Miglior film documentario premio Cecilia Mangini a Ilaria De Laurentiis, Andrea Paolo Massara e Raffaele Brunetti per Roberto Rossellini – Più di una vita e Miglior Cortometraggio a Omar Rammal per Everyday in Gaza.
Inoltre tra le premiazioni previste con i David di Donatello vi è anche la sezione David rivelazioni italiane – Italia rising stars (giunto alla terza edizione) vinto dagli attori e dalle attrici Giulia Maenza, Vincenzo Crea, Gianmarco Franchini, Ludovica Nasti, Alma Noce ed Emanuele Maria di Stefano.

Contenuti extra
La 71esima edizione dei David di Donatello, condotta da Flavio Insinna e Bianca Balti, si è dimostrata essere una cerimonia deliziata dalla presenza di cantanti affermanti del panorama musicale italiano degli ultimi anni come Annalisa, Tommaso Paradiso, Francesca Michelin e Arisa e dalle gag, forse un pò stonate e forzate di Nino Frassica. Un edizione letta come affermazione di una nuova generazione di autori e film d’autore. Nonostante alcuni acciacchi dal punto di vista della conduzione, si sono affrontati temi importanti, nazionali e internazionali come la precarietà del lavoro nello spettacolo e/o libertà artistica e responsabilità civile oppure ancora della crisi del cinema italiano, dei finanziamenti pubblici, della precarietà dei lavoratori e della necessità di investire nella produzione culturale.
Rosanna Bonfiglio