Delitto di Garlasco: dubbi e contraddizioni

Il delitto di Garlasco, avvenuto nel 2007, continua a far discutere l’opinione pubblica italiana tutt’ora. Dubbi e cambiamenti nelle indagini fanno pensare a un’altra verità. Ma come mai si è arrivati a questo punto?

L’assassinio di Chiara Poggi

Il 13 agosto 2007, a Garlasco, in provincia di Pavia, viene ritrovata morta la 26enne Chiara Poggi nella villetta della sua famiglia e dove si trovava da sola quel giorno. A dare l’allarme è il fidanzato, Alberto Stasi, che ritrova il corpo della ragazza sulle scale che portavano alla cantina della villetta.

Le indagini e i primi processi

I primi sospetti ricaddero su Stasi e, a seguito delle prime indagini, egli venne indagato. Nonostante venne assolto in primo grado nel 2009 e in secondo grado xdue anni dopo, nel 2013 la Corte di cassazione annullò la sentenza di assoluzione. Pur essendo stata rinviata questa sentenza, poiché vennero decisi nuovi esami DNA su elementi che non erano stati valutati prima, la Corte affermò che non era possibile “condannare o assolvere Stasi”

Processi definitivi

Nel processo d’appello di rinvio del 2014 Stasi venne ritenuto colpevole e condannato a 24 anni di reclusione per omicidio volontario, successivamente ridotti a 16 con il rito abbreviato. Nel 2015 a Stasi, con la sentenza-bis, vennero confermati i 16 anni di reclusione per il delitto Poggi. Una prima richiesta di revisione del processo da parte sua venne rigettata nel 2020, esito confermato l’anno seguente. Tra il 2023 e il 2025 la prima sezione della Corte europea per i diritti dell’uomo respinge le richieste di revisione del caso per omicidio.

Le motivazioni e i primi dubbi sulle indagini

Gli indizi che determinarono la colpevolezza di Stasi furono una presunta traccia di sangue sui pedali della sua bicicletta nera, nonché il fatto che l’assassino aveva una taglia di scarpe 42, e le scarpe che indossava Stasi confermavano questa ipotesi. Ma qui iniziarono a sorgere i primi dubbi e vennero fatti degli errori non sottovalutabili. L’alibi di Stasi, che sosteneva che quella mattina stava lavorando sul suo computer alla relazione della sua tesi di laurea, venne all’inizio compromesse da movimenti errati degli inquirenti, poiché cancellarono e alterarono gli accessi alla memoria di archiviazione del computer. Solo con una perizia informatica si scoprì che il suo alibi reggeva.

Incongruenze e false testimonianze

Tra gli altri elementi che portarono dubbi, l’assenza di tracce di sangue sulle scarpe di Stasi fu un elemento importante che condizionò l’avanzamento delle indagini, ma non solo. Una testimone affermò di aver visto una bicicletta nera da donna il giorno del crimine, e a casa Stasi furono trovate due biciclette, tra cui una da donna, ma bordeaux. Nel negozio del padre di Stasi era presente una bicicletta che corrispondeva alla descrizione della testimone, ma il maresciallo Francesco Marchetto non la fotografò ed essa venne scoperta solo sette anni dopo (per questo motivo egli venne dapprima condannato per falsa testimonianza ma non subì condanne per la prescrizione del reato). Nella bici bordeaux venne trovato DNA della Poggi, elemento che portò ancora più dubbi.

Altri stravolgimenti

La lista di stravolgimenti non finisce qui. Già nel corso delle prime indagini vennero commessi degli errori importanti che finirono per modificare la stessa scena del crimine. Le prime persone che entrarono a casa Poggi non avevano alcun elemento protettivo, come calzari protettivi o guanti, e inoltre il gatto lì presente non venne controllato e fu libero di muoversi, creando ulteriore confusione per quella che doveva essere l’indagine per recuperare il DNA della vittima. Quando il corpo di Chiara fu portato in obitorio, non essendovi la bilancia, si dovette andare per dati approssimativi sul suo peso (elemento importante dato che già l’orario della sua morte non è mai stato confermato con chiarezza). Infine, dopo il funerale del 18 agosto, ci si rese conto che non erano state prese le impronte digitali della vittima. Quindi il 20 agosto, il suo corpo venne riesumato.

Le indagini su Sempio

Un altro fattore  ritenuto inaffidabile e scartato oggi è diventato un punto cardine per le indagini odierne: l’impronta di una mano destra. Nonostante questa impronta ad oggi non esiste più, le fotografie e le analisi chimiche hanno portato a un nuovo sospettato, già considerato per via del suo DNA presente sulle unghie della Poggi. Ad oggi il nome di Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi, risuona pesantemente sia sull’opinione pubblica sia sul corso delle indagini. Questo elemento importante ha portato a delle indagini molto approfondite. Oltre agli elementi chiave che portano al suo nome, le perizie tecniche individuerebbero l’orario del delitto in un intervallo di tempo tra le 10:30 e le 12, elemento importante che a va a sostenere l’alibi di Stasi.

Conclusione

Il delitto di Garlasco è stato un caso che ha portato molto dibattito nell’opinione pubblica, a causa dei tanti errori commessi durante le indagini passate. Con le indagini odierne, gli elementi che possono portare a una revisione del processo sono tanti. Se questa dovesse scagionare Stasi, si potrebbe parlare anche di un enorme risarcimento nei suoi confronti. I prossimi giorni saranno importanti per capire se si ha davanti un altro caso importante di errore giudiziario..

 

 

Link fonti:
https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/26_aprile_24/garlasco-stasi-fuori-scena-crimine-0a51225c-8555-4be3-b2f1-526f4e902xlk.shtml?refresh_ce-cp
https://www.ilpost.it/2025/05/21/indagini-omicidio-chiara-poggi-garlasco-storia/
https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2014/06/30/alberto-stasi-e-il-mistero-della-bici_7860cbc2-d595-4c3a-b071-f29912fcd5f9.html
https://www.ilgiorno.it/pavia/cronaca/garlasco-orari-delitto-alibi-egb4qtvp
https://www.open.online/2026/04/25/garlasco-alberto-stasi-verso-revisione-processo-perche/