25 Aprile: la storia della Liberazione

Per molti, il 25 aprile è semplicemente un giorno di festa: un’occasione per stare all’aria aperta, organizzare una grigliata e godersi una pausa dalla routine. Ma dietro questa apparente leggerezza si nasconde una delle pagine più decisive della storia italiana, fatta di scelte difficili, conflitti e coraggio.

La Festa della Liberazione nasce ufficialmente il 25 aprile 1945, giorno in cui il  Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) proclamò l’insurrezione generale contro l’occupazione nazi-fascista. Questa data simboleggia la liberazione definitiva di città chiave come Milano e Torino, segnando la fine del regime e l’inizio della ricostruzione democratica.

Nota anche come anniversario della Resistenza, la festività onora il valore dei partigiani di ogni fronte che, a partire dal 1943 contribuirono alla liberazione del Paese.

L’organizzazione della Resistenza

L’azione fu coordinata dai Comitati di Liberazione Nazionali (CLN), il primo dei quali sorse a Roma il 9 settembre 1943, mentre il re e Badoglio fuggirono lasciando il Paese in una situazione di grave incertezza.

Nei CLN erano rappresentati i partiti sorti e ricostruiti durante quell’anno. Le formazioni partigiane si distinguevano, infatti, per orientamento politico: le brigate Garibaldi (comuniste), le Matteotti (socialiste) e le formazioni di Giustizia e Libertà (Partito d’azione).

Nel giugno 1944 si costituì il CLN Alta Italia e, grazie all’attività di questi gruppi, unita alla partecipazione della popolazione civile, molte zone furono liberate dai partigiani ancor prima dell’arrivo degli Alleati. 

Le formazioni operavano preferibilmente lontano dai centri abitati sfruttando i vantaggi della natura montagnosa del Paese, lanciando attacchi improvvisi a reparti nemici o strutture militari.

Tuttavia, la Resistenza visse anche nelle città e nelle fabbriche: nel marzo del 1944, un grande sciopero generale, tra i più significativi nell’Europa occupata dai nazisti, bloccò la produzione nel triangolo industriale. La risposta tedesca fu feroce, caratterizzata da rappresaglie sistematiche come i 335 civili massacrati alle Fosse Ardeatine a Roma e la strage di Marzabotto, nella quale furono uccisi oltre 700 civili.

Il ruolo delle donne

Un contributo fondamentale, spesso trascurato, fu quello delle donne. Non solo furono attive sul fronte domestico, ma operarono come combattenti, staffette responsabili delle comunicazioni e supporto logistico. Le donne facevano propaganda antifascista, recuperavano beni di prima necessità e, all’interno delle fabbriche dove avevano sostituito gli uomini al fronte, organizzavano scioperi.

Molte militarono nel GAP (Gruppi di Azione Patriottica), nel SAP (Squadre di Azione Patriottica) e nei Gruppi a difesa della donna. Tra loro spiccano nomi come Carla Capponi, Irma Bandiera e Nilde Iotti.

Gruppi di difesa della donna. Fonte: https://unionefemminile.it/wp-content/uploads/2020/01/gruppi-di-difesa-della-donna-25-aprile-1945.jpg
Gruppi di difesa della donna.
Fonte: https://unionefemminile.it/wp-content/uploads/2020/01/gruppi-di-difesa-della-donna-25-aprile-1945.jpg

Il crollo del regime fascista

Nella primavera del 1945, le truppe anglo-americane sfondarono la linea Gotica, il sistema difensivo tedesco tra La Spezia e Rimini, avanzando rapidamente nella Pianura Padana.

La Resistenza, che contava ormai più di 200.000 uomini, proclamò l’insurrezione nazionale il 25 aprile. Proprio da Milano, sede del comando partigiano, partì l’appello alla rivolta armata.

Mentre i partigiani dell’intero Paese confluivano verso la città lombarda, Benito Mussolini tentò la fuga verso la Svizzera unendosi a una colonna tedesca, ma fu catturato a Dongo e giustiziato il 28 aprile insieme a Claretta Petacci e ad altri gerarchi.

I loro corpi, appesi per i piedi, furono esposti a Piazzale Loreto a Milano, in un gesto che segnò in modo evidente la fine di un’epoca.

Quando il 30 aprile le truppe alleate entrarono in città, la trovarono già liberata dai suoi stessi cittadini.

Il 25 aprile resta, dunque, il simbolo di un popolo che ha saputo riprendersi il proprio destino, trasformando una lotta armata nel primo passo verso la libertà civile di cui godiamo oggi.  

Ilaria Basile

Fonti:

https://www.studenti.it/25-aprile-resistenza-partigiana.html