Introspezione, poesia e misticismo: chi era Franco Battiato?

“E il mio maestro m’insegnò

Com’è difficile trovare l’alba dietro l’imbrunire”
Non c’è alcuna melodia e la musica non è più intrattenimento. Ascoltando Franco Battiato, siamo a metà strada fra introspezione ed ascolto. Sotto i nostri occhi, mosaici di parole ed arabeschi di suoni s’intrecciano armoniosamente. Dervisci senza volto, danzano senza sosta. Rifuggendo la routine mondana, l’artista siciliano sognava quest’immaginario. Lo sguardo sempre rivolto all’Oriente, ma sospeso perennemente tra realtà e misticismo. Chi era questo cantautore tanto colto quanto schivo?
Franco Battiato, poeta fra le noteFonte: https://www.kalporz.com/wp-content/uploads/2015/03/url7.jpeg
Franco Battiato, poeta fra le note Fonte: https://www.kalporz.com/wp-content/uploads/2015/03/url7.jpeg

Battiato, riflessione tra le strofe

Voce, musicista ma anche poeta, parlerebbe di sé definendosi un “provinciale dell’Orsa Minore”. Lungo questo spazio interstellare, il suono è l’unico filo conduttore. Ogni synth strizza l’occhio ad un orizzonte al di là dell’Occidente. A bordo di una vecchia navicella, la nostra bussola è un vecchio sintetizzatore. Fu l’artista a definirlo uno “strumento terapeutico”,  fondamentale mezzo d’introspezione nel suo periodo più sperimentale.
Fetus, uscito in quegli anni, in questo senso fu una svolta fondamentale. Tinte surreali, s’intrecciano con arrangiamenti progressive rock e visioni psichedeliche. La sua musica non ebbe mai una propria etichetta né il timore di dirigersi verso nuovi orizzonti musicali o espressivi. Forse fu proprio questo l’album che, più di altri, racchiuse l’essenza del cantautore-viaggiatore che fu Battiato. La meta? Ovviamente, quei territori interiori mai battuti prima di allora. Solo il microfono fu compagno di mille esplorazioni, anche filosofiche.
Questa sua ricerca di senso, trova spazio lungo quel “centro di gravità permanente” in cui rievocò i messaggi del mistico russo Gurdjieff. Ogni brano della sua discografia diventa un florido terreno di sperimentazione. Un denso citazionismo, – specchio del Battiato intellettuale – viene alternato ad un’intensa meditazione. Si definisce, così, un percorso che va oltre la musica stessa.
Nell'introspezione, gli echi della filosofia. A destra, Georges Gurdjieff, mistico russo che influenzò il cantante col suo pensiero.Fonte: https://www.battiatolacura.it/wp-content/uploads/battiato-gurdjieff3.png
Nell’introspezione, gli echi della filosofia orientale. A destra, Georges Gurdjieff, mistico russo che influenzò il cantante col suo pensiero. Fonte: https://www.battiatolacura.it/wp-content/uploads/battiato-gurdjieff3.png
Così, i suoi pezzi sembrano parti di una vecchia pergamena stratificata. La sua musica restituisce un mosaico complesso di immagini filosofiche e visioni sonore. Synth e bassi lasciano riemergere storie e simboli naufragati nel tempo. La prima tessera è una finestra verso un mondo dai tratti arabeggianti. Battiato fu in grado di coniugare fra versi e ritmi, mondi culturali e sonori apparentemente agli antipodi.
In questa fitta trama fatta di echi e richiami, eccoci ospiti del suo immaginario.  “Vorrei vederti danzare” rievoca le ipnotiche danze vorticose dei dervisci, come se si materializzassero davanti ai nostri occhi. Ogni nota restituisce l’immagine di un artista sulla soglia, oltre un confine in cui la musica non è solo intrattenimento.
Talora, immagini vivide ci riportano a tempi di guerra. “Rombi” e bombe sembrano stridere con le “piante al sole sui balconi“. Quest’immagine, così assurda ma riflessiva, contribuisce a tratteggiare il ritratto del suo autore.
Critica sociale e riverberi orientali riescono ad amalgamarsi su strumentali dolci. Immersi in quest’immaginario, facciamo la conoscenza di figure peculiari. Dal “re del mondo” ad “una signora vende corpi astrali”, incontriamo personaggi che abitano questo spazio sospeso. La sua musica non è un semplice orpello. Con lei, scopriamo lentamente questo “misticismo semplice”, e intuiamo la monotonia della nostra realtà.
In questa dimensione “altra”, osserviamo per la prima volta ciò che circonda da una prospettiva diversa. Indossiamo lenti scure, specchiandoci  nelle parole: siamo noi quei finti intellettuali avvolti da un “sintomatico mistero” di cui parla. Da questa distanza, riusciamo a scorgere un velo che aspetta di essere squarciato. Lo stesso Battiato, a suo tempo, si confrontò con una tensione simile. In un tentativo d’introspezione, provò a capire quell’uomo che appariva così lontano, come un estraneo essere biologico.
La musica si spegne. Non più un suono dalle nostre cuffiette. Come riparare questa frattura? Forse basterà rivolgere un ultimo sguardo al passato.
“Vorrei tornare indietro,  per rivedere il passato,
per comprendere meglio, quello che abbiamo perduto”

Battiato in Sicilia: “il luogo più bello del mondo”

Sospesi fra testi occidentali e richiami d’oriente, il nostro baricentro ha un unico punto di riferimento. Facendo eco alle sue parole, è la Sicilia il vero “centro di gravità permanente”. Non siamo più in bilico ma ogni passo è guidato da note mischiate al profumo di zagare. Il suo lungo viaggio ebbe inizio qui, tra “melograni” e “chiese normanne” come sfondo immobile.
Quanti giardini di aranci e limoni
Balconi traboccanti di gerani
Testa china, cuffiette nelle orecchie e silenzio tutt’intorno. Figli dell’Occidente, ma attratti da melodie che respirano arabo. Ci identifichiamo, parafrasando Gurdjieff, in quell’ emozione che proviamo nel respirare un’aria di gelsomino. Ancora sospesi, siamo guidati dalla stessa musica che sembra dettare queste righe.
Non è più un semplice insieme di suoni che arriva all’orecchio. Con lo sguardo proteso verso mondi astrali e sconosciuti, ci sentiamo Ulisse. Non ci sono Sirene dal canto melodioso né mari in tempesta. Siamo isole, solitarie, al centro del mare. Citando Sgalambro, influenza nei testi del cantautore, aspettiamo “di inabissarci“.
Nell’attesa chiudiamo gli occhi, abbandonandoci all’introspezione. Eccoli. I “pensieri parassiti” stanno già sventolando bandiera bianca.
L'artista, nella sua MiloFonte: https://hips.hearstapps.com/hmg-prod/images/italian-singer-and-musician-franco-battiato-at-home-milo-news-photo-1769127290.pjpeg?resize=980:*
L’artista, nella sua Milo Fonte: https://hips.hearstapps.com/hmg-prod/images/italian-singer-and-musician-franco-battiato-at-home-milo-news-photo-1769127290.pjpeg?resize=980:*