Il 2026 ci sta riservendo tantissime uscite per il panorama musicale: tra nuove scoperte e grandi ritorni, alcuni di questi molto attesi dal grande pubblico. Di certo, non si può negare che il nuovo progetto di Kanye West (o Ye) figuri tra questi ultimi.
Il rapper americano torna il 28 marzo con Bully, il suo 12esimo album in studio, pubblicato dalle etichette YZY e Gamma. Si tratta di un disco che arriva in uno dei periodi più delicati della vita di Ye, costellato da numerose critiche, accuse e lavori di dubbio gusto e qualità, uniti anche ad uno dei punti più bassi della salute mentale dell’artista.
Bully è la perfetta descrizione della direzione che Kanye vuole prendere in questo momento della sua vita: un progetto più minimale, musicalmente e visivamente più semplice, che vuole essere un nuovo inizio in tutto e per tutto.

Le accuse di antisemitismo, la nuova moglie e gli ultimi movimentati anni di Ye
Sin dagli inizi della sua carriera, Kanye West è da sempre stato un artista controverso. Da un lato viene elogiato per aver cambiato radicalmente la scena hip hop degli anni 2000. Dall’altro ha costantemente causato numerose polemiche che hanno generato tanto astio nei suoi confronti.
Non si può dire che gli ultimi anni della vita di Ye siano stati tranquilli. Dal 2022 Ye ha professato in numerose interviste e post su X il suo odio nei confronti degli ebrei e il suo supporto all’ideologia nazista, espresso anche attraverso il suo marchio di moda Yeezy e alcune canzoni poi eliminate.
Altri polveroni sono nati dal suo rapporto con la nuova moglie, Bianca Censori, visto dai media come una relazione problematica, dove il rapper sembra avere un controllo opprimente sulla donna, vista in più occasioni e in vari eventi pubblici sfoggiare abiti che hanno suscitato molto scalpore.

Il tanto atteso ritorno da solista con Bully
Dopo gli album Vultures 1 e 2 (2024), realizzati insieme a Ty Dolla Sign, e la pubblicazione in streaming di Donda 2 (2025, in origine 2022), molti fan erano in attesa del nuovo progetto in solitario di Kanye West, già da molto tempo speculato.
Inizialmente previsto per il 15 giugno 2025, Bully subisce vari rinvii, dovuti a continui perfezionamenti e rimozione di varie strofe con voce AI da parte dell’artista nelle tracce dell’album, facendo uscire due EP di singoli il 20 giugno e il 4 luglio per ingannare l’attesa.
Finalmente, il 28 marzo esce il nuovo progetto di Ye da indipendente, attraverso la sua etichetta YZY, con l’aiuto della piattaforma di distribuzione Gamma.
Il nuovo Ye tra rinascita e innovazione
Bye-bye to my old self, wake up to the new me
È con questa frase tratta da Father, singolo con Travis Scott e videoclip diretto dalla moglie Bianca, che possiamo riassumere il messaggio racchiuso nelle 18 tracce di Bully. Kanye si rinnova in questo progetto, sia musicalmente, che tematicamente.
Le produzioni tornano ad essere più semplici rispetto ai precedenti lavori, questa volta è il sample a dettare il mood di un brano: da atmosfere più industrial e sperimentali vicine a Yeezus e The Life of Pablo, a melodie più soul e intime, che ricordano lavori come ye oppure Donda.
Rinascita è la parola che descrive perfettamente questo disco: dopo anni di eventi spiacevoli e difficoltà relative al suo disturbo bipolare, Kanye torna a mettersi a nudo con i suoi fan, esplorando a 360° il suo status da personaggio pubblico, ma soprattutto da persona.
Un lavoro con molti Highs and Lows
Con la presenza di pochi featuring ma di grande livello, tra nuove e vecchie conoscenze di Ye (Travis Scott, André Troutman, CeeLo Green, Peso Pluma), Bully è un progetto che non è esente da difetti.
Molte delle tracce dell’album, specialmente nella seconda parte, risultano incomplete in alcuni punti. Sembra che il rapper le stia aggiornando piano piano, un esempio è il brano Circles, dal quale è stato rimosso Don Toliver.
Inoltre si trovano ancora strofe con voce IA, una scelta sicuramente discutibile, ma per lo meno la loro presenza è stata ridotta di molto rispetto ai primi singoli usciti.
Siamo di fronte ad un nuovo inizio?
Dopo aver dimostrato la volontà di cambiare e redimersi delle sue scelte attraverso la sua lettera di scuse di fine gennaio sul Wall Street Journal, Kanye West lo sta dimostrando anche con la sua musica.
Non è di certo uno dei suoi migliori dischi di sempre, ma Bully è sicuramente un passo indietro rispetto alla rotta che Ye stava seguendo. Decide così di seguire una nuova via artistica, più consona a ciò che ha dichiarato negli ultimi tempi.
Seppur non sia un album che cancella ciò che ha fatto -si veda la recente cancellazione del Wireless Festival, dopo che al rapper è stato vietato l’ingresso negli UK a causa dei suoi commenti antisemiti- è sicuramente un primo tassello di un nuovo inizio per l’artista di Chicago.
Giacomo De Salvo