L’impegno globale per la salute: il 07 aprile nasce l’Organizzazione Mondiale della Sanità

“La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non meramente l’assenza di malattia o infermità”. Questa è la definizione olistica elaborata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per offrire una visione completa del concetto di salute, spesso sminuito alla mera assenza di malattia.

Ma partiamo dall’inizio.

Dalle iniziative sanitarie alla fondazione

L’Organizzazione Mondiale della Sanità si riunisce per la prima volta a metà del XIX secolo, dopo la morte di migliaia di persone, a causa di malattie sconosciute come la peste, il colera o la febbre gialla.

A partire da quel periodo storico critico e difficile, gli operatori sanitari e l’Agenzia sanitaria delle Nazioni Unite hanno capito che fosse arrivato il momento di dedicarsi alla salute, non più come battaglia alla malattia, ma come garanzia dello stato di benessere inteso sia come prevenzione sia come cura costante nel tempo.

La prima conferenza sanitaria internazionale fu esposta nel 1851 a cui parteciparono dodici paesi: Austria, Francia, Gran Bretagna, Grecia, Impero Ottomano, Portogallo, Regno delle due Sicilie, Russia, Sardegna, Spagna, Stato Pontificio, Toscana.

Nel 1892, dopo le scoperte scientifiche di Pasteur sulle malattie infettive, con l’avvento della settima conferenza a Venezia si adottò la Convenzione Sanitaria internazionale per il controllo del colera.

Nel 1902 nelle Americhe fu istituita l’International Sanitary Bureau, ente chiamato a preservare la salute pubblica e monitorare le condizioni igienico-sanitarie della popolazione, soprattutto per combattere i focolai determinati dalle malattie veicolate dalle zanzare.

In Europa nel 1907 nacque il primo ufficio internazionale dell’igiene pubblica.

Subito dopo la Seconda guerra mondiale, politici e diplomatici si riunirono per avviare una rete organizzativa e di partnership che si occupasse di salute a livello globale.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità nasce ufficialmente il 07 aprile 1948 e oggi compie 78 anni di impegno costante nella sanità.

In Italia

La fondazione dell’Organizzazione coincide con l’anno dell’entrata in vigore della Costituzione italiana, la quale garantisce a tutti i cittadini il diritto alla salute. Difatti, l’art. 32 Costituzione disciplina: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

L’Italia è uno dei 194 Paesi Membri dell’OMS, la cui guida è affidata a Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale di origine etiope.

L’Italia, membro dell’Organizzazione dall’ 11 aprile del 1948, demanda le attività normative, di prevenzione, di coordinamento e risposta alle emergenze sanitarie nazionali ed internazionali al Ministero della Salute con a capo l’On. Orazio Schillaci.

Direttore generale dell’OMS: Tedros Adhanom Ghebreyesus. Fonte: https://images2.corriereobjects.it/methode_image/Video/2020/05/10/Interni/Foto%20Interni%20-%20Trattate/Tedros%20Adhanom%20Ghebreyesus-kiKE-U31801900054621gkB-593×443@Corriere-Web-Nazionale.jpg?v=202005102327

Prevenzione, ricerca e cooperazione internazionale

In questo periodo, di fronte al conflitto mondiale che sta vedendo coinvolti i Paesi del Medio Oriente, l’OMS è chiamata a garantire l’arrivo degli aiuti umanitari e sanitari, che possano garantire l’aumento, anche in piccola percentuale, delle aspettative di vita.

Spesso si sente parlare delle Nazioni Unite come il nemico del mondo, l’artefice di ogni conflitto. Invero, l’Agenzia Sanitaria delle Nazioni Unite è il fornitore primario di farmaci, apparecchiature mediche di prima qualità e si trova spesso in prima linea per consentire lo sgombero di focolai con pazienti feriti o ammalati.

In particolare, nell’anno 2024, gli Stati membri dell’OMS hanno raggiunto sette paesi tropicali, tra cui Brasile e Vietnam, per combattere ed eliminare malattie tipicamente localizzate come la lebbra e il tracoma.

Oggi quest’azione sanitaria è diventata una vera e propria sfida, considerando gli eventi naturali, meteorologici e le implicazioni legate al digitale e all’artificiale.

Le condizioni climatiche diversificate nei vari Paesi mondiali, le condizioni meteorologiche e l’inquinamento atmosferico hanno causato la morte di innumerevoli cittadini dei Paesi maggiormente colpiti. Non bisogna andare molto lontano e addentrarsi nei paesi del “terzo mondo” basti pensare agli uragani ed alluvioni che hanno raggiunto la costa occidentale degli Stati Uniti.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità si sta impegnando a sviluppare interventi mirati di protezione della salute umana impattata dai cambiamenti climatici.

In particolare, l’OMS sta adattando i propri interventi all’avvento delle nuove tecnologie emergenti, ormai parte integrante della quotidianità di ogni essere vivente: l’Intelligenza Artificiale (IA). Da ultimo, l’Agenzia Sanitaria si è impegnata a stilare e pubblicare una guida in merito all’utilizzo dell’intelligenza artificiale impegnata spesso anche per consulti medici sino al trattamento delle patologie attraverso consigli medico-sanitari offerte da un algoritmo mancante di competenze mediche.

L’obiettivo, quindi, è fornire indicazioni su come ridurre ed eliminare le continue minacce per la sicurezza e la salute umana.

Fonte:https://iapb.it/wp-content/uploads/2019/04/oms-assistenza_primaria-infografica-who-7_aprile_2019.jpg

Le principali sfide sanitarie globali del presente

La strategia adottata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è di affrontare le grandi sfide mondiali tra cui migliorare la salute e il benessere delle persone per l’intero corso di vita, rafforzare i sistemi sanitari mondiali e prevenire le minacce sanitarie e pandemiche.

Per attuare questa strategia, l’UE, traendo insegnamento dalla pandemia Covid-19 che ha coinvolto molti paesi europei, sostiene l’Organizzazione Mondiale della Sanità con fondi economici, piani strategici e personale medico sanitario da coinvolgere sul campo.

Già nel 2025 i risultati raggiunti sono stati importanti: impegno costante della ricerca in risposta al vaiolo, un approccio comunicativo internazionale per gestire il rischio sanitario, più ore in laboratorio per sperimentare e aumentare le capacità di risposta alle malattie che ancora oggi non hanno una cura mirata, crescere a livello mondiale e prepararsi alle possibili minacce chimiche e radiologiche.

Tornando alla citazione di apertura di questo articolo, e alla luce di quanto detto, possiamo confermare che l’obiettivo primario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sia permettere a tutte le persone del mondo, caratterizzate da trascorsi sanitari diversi, di raggiungere un livello di benessere fisico, mentale e sociale più equilibrato possibile che aumenti ogni giorno di più le aspettative di vita ambite.

Prospettive future

Guardando al futuro, ogni cittadino del mondo si ancora all’Organizzazione Mondiale della Sanità, quale punto di riferimento nella ricerca scientifica aggiornata, resilente e accessibile.

Quello a cui si ambisce è una realtà globale unitaria che non sottometta la sanità della popolazione alle condizioni economiche e geografiche ma, attraverso la ricerca continua, si possa arrivare ad uniformare tutti i Paesi ad una normativa universale e garantista del concetto di salute.

Elena Zappia

 

FONTI:

https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-i/titolo-ii/articolo-32

https://unric.org/it/oms-cose-e-perche-e-importante/

https://health.ec.europa.eu/internationalcooperation/global-health_it

https://unipd-centrodirittiumani.it/it/pagine/lorganizzazione-mondiale-della-sanita-oms

https://www.salute.gov.it/new/it/tema/politiche-sanitarie-internazionali/organizzazione-mondiale-sanita/

https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/non-solo-cancro/storia-della-medicina/breve-storia-dell-organizzazione-mondiale-della-sanita