Lamia

Madre matrigna reclama
‘l proprio “poter che, ascoso, a comun danno impera”
e s’avvale di questo oltre misura,
giacché possiede il Canone e la Preghiera.

Ella confonde ‘l comando co la premura,
strilla, espia peccati
sotto la carne degli eredi;
macchie scure senz’ombra alcuna.

Opera al teatro del sogno infranto:
Domina sul fato Narciso;
Nelle acque del Lete
È il doppio a specchiarsi sul vero.

Serpe serrata dalla squama,
Fu il frutto negato:
Dilania il grembo de l’Antica.
Radice sterile al sole

Il male risiede nelle viscere.

Silvia Bruno