Milazzo Film Fest 2026: Anna

A concludere la seconda giornata del Milazzo Film Fest 2026 ci ha pensato Anna, un film, scritto, diretto e interpretato da Monica Guerritore, che ripercorre i momenti più importanti della vita di Anna Magnani, una delle attrici italiane che è passata alla storia per aver fatto la differenza all’interno cinema e nel teatro.

Il trionfo e la caduta

La notte del 21 marzo 1956, mentre alla radio si attendono i vincitori e le vincitrici degli Oscar, Anna Magnani (Monica Guerritore), candidata come miglior attrice protagonista per il film La rosa tatuata (1955) di Daniel Mann (in cui riveste i panni di Serafina delle Rose), decide di uscire di casa. Nel percorrere i vicoli della sua città natale, Roma, tra il dare da mangiare ai suoi amati gatti e uno scambio di chiacchere con “La Rossa” (Tania Bambaci), Anna comincia a rivedere alcune tappe fondamentali della sua vita, tra cui il salto internazionale, che secondo il suo produttore Ferruccio Ferrara (Roberto De Francesco) poteva essere fondamentale visto lo scarso successo nelle sale di Bellissima (1951) di Luchino Visconti, e la scoperta della poliomielite di suo figlio Luca (nato dalla relazione con l’attore Massimo Serato, ma registrato all’anagrafe con il cognome della madre). Mentre torna a casa, arriva la notizia della vittoria: il trionfo, la festa e, solo in seguito, la discesa. Comincia proprio lì la discesa di Anna intrecciata nel racconto con altri episodi della sua vita professionale e privata.

Fonte: Cento Pecci
Fonte: Cento Pecci

La donna e l’attrice

Presentato alla Festa del cinema di Roma 2025 nella sezione Grand Public, Anna ripercorre i punti salienti della vita di Anna Magnani, prima e dopo la vittoria del premio Oscar. Come ha raccontato più volte la stessa Monica Guerritore, con questo film ha voluto raccontare la vita incredibile di questa attrice attraverso anche il modo in cui lei è riuscita ad affrontarla. Una vita fatta di sacrifici (come le spese per le cure mediche del figlio Luca, interpretato nel film da Edoardo Purgatori, figlio di Andrea, alla quale è dedicato il film), di dolore (come quello provocatogli da Roberto Rossellini, interpretato nel film da Tommaso Ragno, che dopo il grande successo di Roma città aperta, con la vittoria della Palma d’oro a Cannes nel 1946, pone fine alla loro storia d’amore e fugge con Ingrid Bergman), di fatica, di attesa (come quella lunga dopo la vittoria dell’Oscar aspettando le chiamate di lavoro giuste), di delusioni (come quando per La Ciociara venne scelta alla fine Sophia Loren, moglie del produttore del film Carlo Ponti, e non lei).

La Guerritore, attraverso questi spaccati, racconta una delle figure più potenti e autentiche del cinema italiano, capace di incarnare attraverso i personaggi da lei interpretati una verità emotiva rara. E di come anche il suo volto segnato e intenso e la sua voce inconfondibile siano riusciti a rompere gli schemi della bellezza tradizionale per lasciare spazio a una presenza scenica travolgente, fatta di istinto, passione e vulnerabilità, permettendogli così di farle fare la differenza.

Fonte: Il resto del Carlino
Fonte: Il resto del Carlino

Un film tanto sperato

Monica Guerritore attraverso questo film, non ha solo fatto conoscere meglio dei lati di una delle più grandi attrici di teatro e cinema italiane di tutti i tempi che forse non tutti conoscono, ma ha dimostrato anche, e forse soprattutto, di come non sono necessariamente i mezzi economici a determinare il valore di una storia, ma lo sguardo di chi la racconta. Nel realizzarlo ha messo tutta se stessa e, nel vedere il film, questo elemento traspare.

È un esempio concreto di come il cinema, anche lontano dalle grandi produzioni, possa ancora essere uno strumento potente per raccontare storie che meritano di essere raccontate, proprio come quella della grande Anna Magnani.

Fonte: Sentieri Selvaggi
Fonte: Sentieri Selvaggi

Rosanna Bonfiglio