La seconda guerra mondiale scoppiò in Europa nel 1939 ed in Asia ufficialmente nel 1941, quando il Giappone attaccò Pearl Harbor, sebbene fosse già in corso la guerra sino-giapponese sin dal 1937.
Un ruolo degno di nota durante il conflitto, venne giocato dal Brasile, il quale si ritrovò coinvolto – direttamente o indirettamente – sin dai primi momenti della guerra. Il Paese, all’epoca guidato da Getúlio Vargas, che rimase al potere dal 1930 al 1945, cercò inizialmente di restare neutrale. In quest’ottica, fra il 21 ed il 30 luglio 1940, si svolse a L’Avana il secondo incontro dei ministri degli Esteri delle nazioni americane, al quale il Canada non partecipò in quanto parte del Commonwealth britannico.
La conferenza produsse un documento che divenne noto come “Dichiarazione dell’Avana”, firmato da tutti gli stati americani partecipanti. Tale dichiarazione stabiliva la mutua assistenza tra i paesi americani, in caso di un attacco effettuato da potenze esterne nei confronti di uno di essi. In virtù di questo accordo, a seguito dell’attacco a Pearl Harbor, il Brasile espresse il proprio sostegno al governo statunitense.
Tensioni diplomatiche e situazione navale
Il Brasile, fino a quel momento, viveva una situazione delicata, determinata dalle complesse relazioni diplomatiche precedentemente instaurate con la Germania, le quali erano in fase di ristabilizzazione.
Ulteriori tensioni si ebbero con l’Inghilterra sin dall’inizio della guerra, a causa del blocco navale imposto dalla Royal Navy. Quest’ultimo portò da parte inglese al sequestro, in via cautelativa, di merci sospette ed al fermo di chi era di origine nemica. Tali fermi crearono non pochi attriti fra il governo brasiliano e quello inglese, in quanto avvennero anche nelle acque territoriali brasiliane.
Intanto, nei porti neutrali brasiliani, avevano trovato riparo diverse navi straniere. Fra queste vi erano dei piroscafi italiani che sfruttarono la neutralità del Brasile, riuscendo così a trovare riparo dalle forze navali britanniche e a reperire del materiale essenziale allo sforzo bellico per i paesi dell’Asse. Le navi lasciarono i porti brasiliani singolarmente evitando il blocco navale, per poi giungere alla base italo-tedesca di Bordeaux.
A partire dal 14 febbraio 1942 e fino alla dichiarazione di guerra, vennero affondate dalla flotta sottomarina italo-tedesca 25 navi battenti bandiera brasiliana. Questi avvenimenti portarono l’opinione pubblica a richiedere a gran voce un intervento diretto nel conflitto.
Vargas presentò una formale dichiarazione di guerra alle potenze dell’Asse il 22 agosto dello stesso anno.
La mutevole situazione del teatro bellico portò, a partire dal settembre dello stesso anno, ad una progressiva riduzione dell’attività sottomarina dell’Asse al largo del Brasile. In questo frangente vennero affondate, dai sommergibili dell’Asse, diverse navi brasiliane, otto di queste nel 1943 e una nel 1944.
La situazione militare e la costituzione della F.E.B.
Fra il 1943 ed il 1944, la partecipazione diretta dell’esercito brasiliano al conflitto venne osteggiata dal comando alleato.
Il Generale Dwight D. Eisenhower, comandante delle forze americane in Europa tra il 1942 ed il 1943, reputò del tutto superflua la partecipazione delle truppe brasiliane alle operazioni, posizione condivisa anche il generale Mark Clark che, a partire dal 1943, fu comandante in capo della 5° armata americana in Italia.
L’opinione mutò con il passare del tempo e con la riduzione delle unità presenti sul fronte italiano, a seguito dei preparativi per l’apertura del secondo fronte in Francia.
I preparativi per lo sbarco in Normandia e del futuro sbarco in Provenza dell’agosto 1944, dirottarono molti dei rifornimenti e dei rinforzi dal fronte italiano ritenuto secondario. A seguito del via libera si costituì il corpo di spedizione brasiliano, meglio noto come Força Expedicionária Brasileira (F.E.B.).
Venne scelto il motto “A cobra vai fumar” e il simbolo un serpente che fuma una pipa, in riferimento ad un precedente discorso di Vargas, in cui si affermava che “è più facile che un serpente fumi piuttosto che il Brasile entri in guerra”.
Durante il periodo in patria, i soldati non ricevettero le attrezzature, che dovevano essere fornite dal governo americano. Questo portò il comando brasiliano ad addestrare le truppe solamente a livello fisico in quanto sprovviste di equipaggiamenti.
Il trasferimento in Italia avvenne in più scaglioni. Il primo salpò dal porto di Rio il 2 luglio 1944, a bordo di una nave da trasporto americana, in direzione Napoli. Vi furono altri tre scaglioni che, durante il corso dell’anno, raggiunsero l’Italia via mare portando truppe, che rinforzarono i reparti operativi sul fronte italiano.
Questi reparti, una volta equipaggiati al loro arrivo in Italia, vennero mandati al fronte dove si distinsero particolarmente durante le operazioni, per la loro efficacia e per gli ottimi rapporti instaurati con la popolazione locale.
Fonti:
https://www.lineagoticamontese.eu/feb/il-brasile-in-guerra/29-la-dichiarazione-di-guerra.html
https://www.ocean4future.org/savetheocean/archives/107132
Fabrizio Morabito.