Basile si dimette, Messina torna alle urne

Le dimissioni del primo cittadino hanno aperto la strada al voto anticipato. E tra comizi e querele la campagna elettorale promette di essere breve ma intensissima.

Dimissioni e Commissariamento

Il dibattito sulle possibili dimissioni di Federico Basile era diventato il leitmotiv degli ultimi mesi, creando non poche tensioni in consiglio comunale. Aldilà delle smentite dettate dalla circostanza, ogni dubbio veniva sciolto la mattina del 7 febbraio scorso: attraverso una conferenza stampa tenutasi a Palazzo Zanca, l’ormai ex sindaco annunciava alla città la scelta di concludere anzi tempo il proprio mandato. Le ragioni? Tornare al voto per rafforzare l’efficienza decisionale del monocolore, indebolita da alcuni consiglieri di maggioranza – passati da 20 a 13 – che a detta di Basile “non comprendono lo spirito della rivoluzione ma sono legati più a logiche personali”. Le forze d’opposizione avevano prontamente criticato la mossa del numero uno dell’amministrazione comunale, definendola irresponsabile e frutto di una mera strategia politica che punta a scorporare le elezioni comunali da quelle regionali e nazionali del 2027. Tutte accuse respinte dal sindaco dimissionario, il quale aveva concluso la conferenza stampa comunicando la propria ricandidatura.

La giunta regionale ha intanto ufficializzato che si voterà il 24 e il 25 maggio, con eventuale ballottaggio il 7 e l’8 giugno. Nel frattempo il vuoto di Palazzo Zanca verrà colmato dal Commissario Straordinario Piero Mattei, che aveva già ricoperto lo stesso incarico nella Città metropolitana di Catania.  Insediatosi lo scorso giovedì, il Dottor Mattei ha ricordato che sotto la sua gestione Messina affronterà due scadenze elettorali – comunali e referendum sulla giustizia -, ma si dichiara certo dell’aiuto che la struttura amministrativa saprà dargli.

Il punto sugli sfidanti

Sud Chiama Nord proporrà ai messinesi il Basile bis, ma dovrà fronteggiare la concorrenza di un agguerrito Centrodestra. Dopo l’iniziale incertezza, la coalizione conservatrice ha scelto Marcello Scurria come proprio candidato. L’esperto avvocato ha ricevuto, tra gli altri, la benedizione del Sottosegretario Matilde Siracusano, che lo ha esortato a liberare la città dopo “anni di dittatura”. Non si è fatta attendere la risposta di Cateno De Luca che, qual ora fosse stato necessario, ha infiammato ulteriormente lo scontro tra le parti. Il risultato è che a pochissimi giorni dall’inizio ufficiale della campagna elettorale, l’Avv. Scurria ha già presentato tre querele ai danni del leader di Sud Chiama Nord. E il numero sembra destinato a salire.

Confusione totale per il Centrosinistra, che conferma inesorabilmente il trend nazionale. Dopo i primissimi colloqui pareva certa l’investitura di Alessandro Russo – consigliere comunale del PD – ma le spaccature interne hanno fatto sì che questa fosse solo la prima di tante candidature bruciate. Un nome di spessore che avrebbe potuto mettere tutti d’accordo era Paolo Todaro, sindacalista navigato. Solo un’illusione però, poiché lo stesso Todaro si era presto tirato indietro con una lettera indirizzata alla coalizione nella quale scriveva che “Vengono meno le condizioni per la mia disponibilità alla candidatura come sindaco di Messina”. A palesare ulteriormente le profonde divisioni anche Davide Faraone – Vicepresidente di Italia Viva – il quale aveva candidato la Senatrice Dafne Musolino, per poi ritirare la proposta deluso dall’attendismo degli alleati. La scelta definitiva sarebbe ricaduta su Antonella Russo, altra consigliera Dem, ma in questo grande caos nulla appare certo.

Va prendendo corpo il progetto Rinascita Messina, movimento capeggiato dall’Ing. Gaetano Sciacca, già protagonista nella lotta all’isola pedonale e alle piste ciclabili. A completare il quadro si aggiunge la lista civica di Lillo Valvieri, barbiere di Via Garibaldi particolarmente attivo sui social.

Sindaco nuovo, problemi vecchi

A prescindere da chi indosserà la fascia tricolore, la nuova guida di Palazzo Zanca dovrà rimboccarsi le maniche ed affrontare sfide non di poco conto. Dalle strade ridotte ad un colabrodo, alla vetusta rete idrica che fa disperdere ancora troppi litri d’acqua. Per poi passare al tema decentramento. È infatti pressoché unanime la richiesta di ampliare, per quanto possibile, le prerogative delle circoscrizioni, oggi aventi una semplice funzione consultiva. E ancora lo spinoso dibattito sugli infiniti cantieri sparsi per la città. Urgono maggiori controlli verso le ditte che iniziano i lavori: qui il pensiero non può non andare al Porto di Tremestieri, vicenda ormai divenuta una tragicomica telenovela. In ultimo, non certamente per importanza, l’imprevedibile questione Ponte. Gli annunci inaugurali si sono sprecati, ciononostante l’erede di Basile dovrà farsi trovare pronto ad ogni evenienza, evitando che Messina subisca decisioni calate dall’alto.

 

Giovanni Gentile Patti