Il volume Maggiorate. Divismo e celebrità nella nuova Italia (Marsilio Editori, 2024) di Federico Vitella, professore ordinario di Cinema, fotografia, radio, televisione e media digitali dell’Università degli Studi di Messina, ha vinto il Premio Limina 2025 per il miglior libro nel campo degli studi sul cinema e dei media. Un riconoscimento che, oltre a premiare il volume, valorizza in maniera significativa il profilo scientifico del docente e il suo contributo agli studi cinematografici in ambito nazionale.
Il premio è stato conferito dalla Consulta Universitaria del Cinema nel corso dell’Assemblea plenaria svoltasi il 9 febbraio 2026 presso l’Università di Pisa. Poiché il Limina viene attribuito attraverso una votazione tra pari, esso rappresenta una delle più autorevoli attestazioni di stima all’interno della comunità accademica italiana: un riconoscimento che arriva direttamente dagli studiosi e che, proprio per questo, assume un valore ancora più rilevante per il percorso di ricerca del professor Vitella.
Studioso di riferimento nel campo della storia e della cultura dei media, Vitella ha costruito negli anni un solido profilo scientifico, caratterizzato da rigore metodologico, attenzione alle fonti e capacità di intrecciare prospettive differenti. In questo quadro, Maggiorate. Divismo e celebrità nella nuova Italia si inserisce come esito maturo di una riflessione ampia e articolata sul cinema italiano e sulle dinamiche della celebrità.
Il volume analizza infatti la costruzione del divismo femminile nel cinema italiano del secondo dopoguerra, indagando in modo sistematico il ruolo delle attrici, della stampa illustrata e delle pratiche di consumo culturale nella ridefinizione dell’immaginario nazionale. Attraverso un’accurata ricognizione di fonti eterogenee e un impianto teorico solido, il professor Vitella restituisce complessità a un fenomeno spesso semplificato, dimostrando come il divismo sia stato un vero e proprio agente di trasformazione sociale e culturale.
Al centro dell’indagine vi è la celebre espressione “maggiorata”, coniata dallo sceneggiatore Continenza sul set di Altri tempi (1952) di Alessandro Blasetti. Come ricostruisce puntualmente Vitella, il termine uscì rapidamente dai confini del film per legarsi indissolubilmente a Gina Lollobrigida e, successivamente, per estendersi — nel discorso giornalistico e nella riflessione storiografica — a una costellazione di attrici di grande successo, tra cui Silvana Mangano, Silvana Pampanini e Sophia Loren.
Proprio a partire da queste figure, il professore mostra come le “maggiorate” siano state molto più che semplici interpreti cinematografiche. Esse erano contese dai produttori di Cinecittà, riempivano le sale, catalizzavano l’attenzione della stampa, prestavano il proprio volto a marchi del made in Italy, inauguravano festival ed eventi esclusivi, incontravano autorità politiche in Italia e all’estero. In altre parole, erano celebrità a tutto tondo, dive capaci di incarnare forme di vita seducenti e modelli di comportamento ampiamente imitati nella nuova Italia repubblicana.
Attraverso un approccio che intreccia storia culturale, media studies e analisi delle pratiche di ricezione, Vitella attribuisce al divismo delle maggiorate una centralità storiografica piena, dimostrando come esso abbia contribuito a ridefinire prassi lavorative, rappresentazioni di genere e aspirazioni collettive. In tal senso, il volume non si limita a ricostruire un fenomeno del passato, ma ne evidenzia la portata strutturale nella configurazione dell’industria culturale italiana.
L’assegnazione del Premio Limina 2025 conferma dunque non solo l’originalità e la solidità scientifica di Maggiorate. Divismo e celebrità nella nuova Italia, ma anche il ruolo di primo piano del professor Federico Vitella nel panorama degli studi sul cinema e i media. Si tratta di un riconoscimento che testimonia l’autorevolezza del suo lavoro e che, al contempo, rafforza il prestigio della ricerca condotta presso l’Università degli Studi di Messina a livello nazionale.
Gaetano Aspa