Si concluderanno domani le Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026. Quando l’Italia ha acceso il braciere olimpico il 6 febbraio, non si è trattato solo dell’inizio di una manifestazione come le altre, quanto piuttosto un ritorno; il ritorno degli sport invernali al centro della vita del Paese.
I giochi hanno fin da subito creato alte aspettative, tutt’ora rivelatesi all’altezza. Si registra infatti un’edizione di grande successo: competizioni distribuite tra città e montagne, nuovi sport e un pubblico globale enorme. Oltre due italiani su tre hanno seguito i giochi in tv o tramite le piattaforme dedicate, rendendoli tra i più visti di sempre.
L’evento Milano Cortina 2026 è stata l’occasione per portare nelle case degli italiani discipline meno conosciute, capaci di sorprendere per la loro complessità. Tra questi il curling, il biathlon e lo skeleton.
Una curiosa disciplina: il curling
Uno sport sconosciuto ai molti. Per anni il curling in Italia è stato una curiosità olimpica. La svolta è arrivata nel 2022 a Pechino, con il doppio misto di Stefania Costantini e Amos Mosaner, che a Milano Cortina riprendono un cammino speciale.
Partite commentate, regole comprese dal grande pubblico, palazzetti colmi e i social impazziti.
Il bronzo nel doppio misto ha consolidato un fenomeno culturale più che sportivo , quello di una disciplina lenta, tattica e televisivamente perfetta per il pubblico contemporaneo.

Per la prima volta, molti italiani hanno imparato termini come hammer e end esattamente come in passato avevano imparato “fuorigioco”.
Cosa è e come funziona
Fa il suo ingresso per la prima volta alle Olimpiadi Invernali di Chamonix nel 1924. A differenza di altre discipline olimpiche, il curling nasce da una raffinata combinazione di fattori quasi mentali: strategia, precisione e lavoro di squadra. Stones, scope e scarpe tecniche sono le attrezzature che caratterizzano il curling. Il gioco si svolge su una pista di ghiaccio rettangolare, con due squadre che si alternano nel far scivolare (attraverso un martello chiamato hammer) le stones verso un bersaglio circolare chiamato “house”. Ogni partita è divisa in “end”, simili ai set, e l’obiettivo è posizionare le proprie pietre il più vicino possibile al centro del bersaglio. I compagni di squadra spazzano il ghiaccio davanti alla stone per influire sulla traiettoria e sulla velocità. Al termine di ogni end, si assegnano punti in base al numero di stones meglio piazzate rispetto a quelle avversarie. Vince la squadra che, alla fine della partita, ha totalizzato il punteggio più alto.
Il Biathlon
Disciplina complessa delle olimpiadi, unisce resistenza fisica e un controllo mentale molto potenti. Ed è proprio l’atleta Lisa Vittozzi a dominare la 10km di inseguimento femminile conquistando l’oro olimpico
Attraverso la tensione del tiro e l’immediatezza dello sci di fondo, è uno sport che chiede al corpo uno sforzo fisico tale da spingerei al limite, rimanendo sempre lucidi.
Come funziona
Il biathlon alternano tratti di sci di fondo a sessioni di tiro al bersaglio. A ogni errore corrisponde una penalità, come un giro supplementare da percorrere sugli sci. Lo scopo è quello di mantenere un equilibrio perfetto tra velocità e precisione tecnica.
Lo skeleton
La storia olimpica inizia a St. Moritz in Svizzera, quando fece la sua prima apparizione ai Giochi Olimpici Invernali del 1928 e successivamente nel 1948. In entrambe le edizioni le gare si svolsero solo nella specialità singolo maschile. Dopo queste apparizioni iniziali, lo skeleton scomparve dal programma olimpico per oltre cinquant’anni a causa della sua pericolosità e per la mancanza di piste adeguate. Fu reinserito stabilmente a partire dai Giochi di Salt Lake City 2002, con l’aggiunta anche delle gare femminili. Infatti, a Milano Cortina ha debuttato l’evento delle squadre miste. Ha un impatto visivo estremo e impressionante, in cui l’atleta scende da solo, sdraiato a pancia in giù su una slitta con la testa rivolta in avanti e il viso a pochi centimetri dal ghiaccio. Insomma, non proprio uno sport rilassante e rassicurante. Ma l’adrenalina e la carica che trasmette, mostrano velocità, controllo e una relazione diretta, quasi spaventosa, tra corpo, slitta e ghiaccio.
A Milano Cortina l’oro dello skeleton va all’austriaca Janine Flock, mentre le due italiane Alessandra Fumagalli e Valentina Margaglio non vanno oltre, rispettivamente, il 14° e il 16° posto.
Cerimonia di chiusura Milano Cortina 2026
Eventi storici e prestazioni straordinarie, con nuovi record mondiali, olimpici e di pista che hanno caratterizzato queste due settimane di competizioni, soprattutto per gli azzurri. Giorno dopo giorno, podio dopo podio, il tricolore ha iniziato a comparire con una frequenza difficile da nascondere.
A pochi passi dalla chiusura dei Giochi Olimpici invernali Milano Cortina 2026, l’Italia conquista ben 9 medaglie d’oro, 5 d’argento e 12 di bronzo, trionfando con un totale di 26 medaglie. Gli azzurri guadagnano il secondo posto nel medagliere per il numero di ori. L’appuntamento per il gran finale nell’Arena di Verona, che nella notte di domani si trasformerà in Verona Olympic Arena.
Dopo la sfilata congiunta degli atleti, la consegna della bandiera olimpica alla Francia (che ospiterà i giochi invernali 2030) seguirà l’emozionante spegnimento del braciere olimpico.
La bellezza in movimento (Beauty in Action) sarà il tema della cerimonia, che racconterà l’armonia di un movimento, come quello dello sport, che si identifica nell’arte e nelle relazioni tra persone. Il motto di questi Giochi, IT’s Your Vibe, ha accompagnato tutta l’Olimpiade e trova proprio nella chiusura il suo significato più evidente: non un singolo sport, non una sola vittoria, ma la percezione collettiva di aver partecipato a qualcosa di comune.
Fonti:
https://www.rainews.it/speciali/olimpiadiinvernali2026milanocortina/
Elisa Guarnera