Nel buio terso scorsi le due gemme,
che co’ la dolcezza e la grazia
a te propri,
mi s’avvicinarono.
Erano gl’occhi tuoi.
Il cuore mio s’innalzò
dalla sua regale sede
e sfiorò le punte del cielo.
Non so dire quanto io provai:
se felicità, malinconia,
stupore o rammarico.
La tua immagine, sì eterea,
sì calorosa, traeva dalle labbra mie,
un bacio, che se possibile,
sarebbe durato in eterno.
Non uno, né due, ma tanti baci
quanti nel cielo puoi contare
gli astri, così che tu sappia,
che il mio amore, per te,
è tanto immenso
quanto impossibile a descriversi.
Enzo Bertuccio