Nei giorni scorsi il Ciclone Harry ha messo in ginocchio il Sud Italia, devastando coste e abitazioni. La sfida adesso sarà ricostruire il più in fretta possibile, dovendo fronteggiare danni superiori al miliardo di euro.
Il Sud flagellato dalla tempesta
Quelle circolate in rete sono immagini spaventose, degne di un film apocalittico. Le forti mareggiate hanno inghiottito interi litorali, giungendo sino ai centri abitati. In Calabria, nel quartiere Lido di Catanzaro, escavatori e volontari sono già al lavoro per far defluire l’acqua arrivata a sommergere persino le automobili. Crolli e allagamenti anche sul litorale della Locride, dove onde alte più di sei metri hanno cancellato locali e strutture balneari. Nel versante ionico della Sicilia, un’area gravemente colpita è stata quella del lungomare di Catania. Qui il comune ha già stimato danni per 120 milioni di euro. A Siracusa la furia di Harry ha invece sbriciolato le coste di Ognina e annichilito lo Sbarcadero di Santa Lucia. Il ciclone non ha dato pace nemmeno alla Sardegna: le belle spiagge di Cagliari sono oggi temporaneamente cancellate, mentre la riviera deve fare i conti con detriti e tonnellate di sabbia insinuatisi lungo le strade cittadine.

Il punto sulla provincia di Messina
Se il capoluogo ha subito danni solo in corrispondenza dei villaggi dell’estrema periferia Sud, i comuni della riviera ionica sono stati sicuramente meno fortunati. A Santa Teresa di Riva la situazione più drammatica: qui il lungomare è crollato per 800 metri, compromettendo le tubature di acqua e gas sottostanti. Il Sindaco Lo Giudice ha parlato di «bollettino di guerra», invocando disperatamente l’aiuto delle istituzioni regionali e nazionali. Lo stesso appello è stato lanciato anche dal primo cittadino di Roccalumera, Giuseppe Lombardo, apparso in lacrime mentre denunciava il collasso della sede stradale. Sotto shock gli abitanti della sfigurata Letojanni, testimoni di una violenta mareggiata capace di invadere persino la Via Nazionale. Stesso disastro per Mazzeo e Furci Siculo, dove il lungomare resta solo un lontano ricordo. Nel tratto di Alì-Terme, il mare in tempesta ha disintegrato la massicciata che proteggeva la ferrovia Messina – Siracusa, scavando al di sotto dei binari. Per ripristinare il collegamento ci vorranno all’incirca sei settimane, ma prima di quel tempo il capoluogo peloritano resterà isolato dal versante ionico. Da segnalare gravi danni anche nel lato tirrenico. A Milazzo cumuli di sabbia si sono riversati nella Marina Garibaldi e il porticciolo turistico di Santa Maggiore non ha resistito alle onde della tempesta.


L’impegno delle istituzioni
Nella giornata di oggi, la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha convocato il Consiglio dei Ministri per deliberare la dichiarazione dello stato di emergenza, di modo da garantire i primi aiuti alle popolazioni dei territori colpiti. Questa mossa straordinaria di Palazzo Chigi è dettata dalla necessità di fronteggiare gravissimi danni in termini economici. L’iniziativa era già stata promossa nei giorni scorsi dal Ministro Nello Musumeci, il quale aveva garantito il suo impegno, auspicando inoltre che i progetti di ricostruzione tengano conto che un domani un cataclisma simile possa verificarsi nuovamente. Anche il Governatore Renato Schifani ha voluto ribadire che la Regione non abbandonerà i comuni coinvolti. Il Presidente della Regione Siciliana ha dichiarato che ci sarà un confronto costante con le massime cariche dello Stato, al fine di assicurare un celere rilancio delle province colpite dal Ciclone Harry.
Giovanni Gentile Patti