No other choice: il lavoro debilita l’uomo

“No other choice- non c’è altra scelta” è il nuovo film del regista coreano Park Chan-Wook, arrivato in Italia l’1 gennaio, distribuito da Lucky Red. Presentato all’82esima Mostra Internazionale d’arte cinematografica a Venezia, il film è ispirato al romanzo “The Ax” di Donald Westlake. Il libro era già stato adattato nel 2005 da Costa-Gavras, nel film “Cacciatore di teste”. Il cineasta coreano, che ha già abituato il suo pubblico alla violenza, specialmente nella Trilogia della vendetta (Mr. Vendetta, Oldboy, Lady Vendetta), mostra una nuova sfaccettatura di quest’ultima, meno fisica, ma altrettanto disturbante.

Lucky Red- La famiglia di Man-soo

Sinossi

Man-soo (Lee Byung-hun)  è un pluripremiato dipendente dell’azienda cartaria Solar Paper da 25 anni, ma perde il lavoro quando la società viene acquisita da una ditta americana. Per 13 mesi svolge mansioni utili, che non sono sufficienti a mantenere lo stile di vita della famiglia, composta dalla moglie Mi-ri (So Ye-Jin) e due figli, Si-one e Ri-one. Sarà costretto a mettere in vendita la casa di infanzia, far rinunciare  Mi-ri alle attività che frequentava e mandare via i due amati cani. L’unica attività che non viene tagliata dalle spese, sono le lezioni di violoncello della figlia Ri-one , bambina con difficoltà comunicative. Così si insinua un’idea malsana nella mente del protagonista: eliminare fisicamente tutti i concorrenti del settore, per riprendere il suo posto di lavoro.

Umorismo nero e critica alla società: il mix di Park Chan-wook

Il film si avvale di un comparto tecnico eccellente, che arricchisce la narrazione. Il regista alterna momenti di comicità estrema a momenti drammatici, evidenziati da un abile utilizzo di luci e ombre. Nella prima parte la vita di Man-soo sembra un sogno, i colori saturi evidenziano l’atmosfera surreale. Poco dopo il licenziamento però le scene iniziano a diventare più cupe, nonostante rimanga l’atmosfera comica in alcune scene. La sceneggiatura è brillante, mescola commedia nera e ferocia morale per affrontare temi come l’umiliazione sociale ed economica. Il film è accompagnato dalla colonna sonora di Jo Yeong-wook, che alterna melodie struggenti a jazz, rock e metal. Infine, la sublime interpretazione del protagonista, Lee Byung-hun, conosciuto al pubblico come frontman in Squid Game, che ha dato prova delle sue capacità mostrando le varie sfaccettature del personaggio.

No other choice
Man-soo e la sua prima vittima- Lucky Red

No other choice: Il lavoro come unico valore dell’uomo

La pellicola mostra la progressiva perdita di identità di Man-soo. Dopo il licenziamento, non ha più alcun valore per la società. Il motto Non c’è altra scelta si insinua nella sua mente perché riavere il lavoro è l’unico modo per tornare ad avere dignità.

L’unico personaggio che prende in mano la situazione è la moglie Mi-ri, che si impegna a trovare un lavoro, nonostante avesse smesso di lavorare da anni perché il marito voleva mostrarsi capace di mantenere tutta la famiglia. Sicuramente interessante la storia della figlia minore Ri-one, che riesce ad esprimersi solo attraverso la musica del suo violoncello, senza il quale nel futuro non riuscirebbe ad ottenere un’indipendenza economica.

Ed è proprio nel finale che capiamo l’intero significato del film: Man-soo viene assunto di nuovo, ma a che prezzo? Il suo lavoro diventa quasi inutile, perché i capi hanno deciso di affidare le sue mansioni all’intelligenza artificiale riducendo al minimo ciò che deve fare. Mentre lui gioisce, vediamo la figlia che riesce finalmente a suonare davanti ai cani gli unici che hanno davvero ascoltato la sua “voce”. Il film si chiude con la speranza che la creatività umana non potrà mai essere sostituita da alcuna macchina.

No other choice
Uno dei poster promozionali- Lucky Red

Un trionfo globale per No Other Choice

Il film ha già ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui tre nomination ai Golden Globe nelle categorie: Miglior Film Commedia/Musicale, Miglior attore protagonista a Lee Byung-hun e Miglior film straniero. Inoltre la Corea del sud lo ha scelto come suo rappresentante agli Oscar 2026. Nonostante in Italia sia stato oscurato dal successo di “Buen Camino” di Checco Zalone, il film è già tra i migliori del 2026 per la critica nazionale. Una visione imperdibile per uno dei cineasti migliori del 21esimo secolo.

Giulia Rigolizio