Siamo ufficialmente entrati nel Culling Game e, dopo due lunghissimi anni di attesa dalla fine della Stagione 2 (dicembre 2023), Jujutsu Kaisen torna con un doppio episodio di apertura che ha fatto tremare Crunchyroll e i server di mezzo internet.
Ma prima di addentrarci in questa terza stagione, facciamo un breve recap.
Cos’è JJK?
Jujutsu Kaisen è uno di quei titoli che ha ridefinito lo shonen moderno, mescolando azione frenetica, horror sovrannaturale e un sottofondo di dramma esistenziale in un pacchetto che cattura sia i fan casual che quelli hardcore. Creato da Gege Akutami e serializzato su Weekly Shōnen Jump dal 2018, l’opera segue le avventure di Yuji Itadori, un liceale che ingoia un dito maledetto e si ritrova catapultato nel mondo degli stregoni jujutsu, dove spiriti maledetti (cursed spirits) minacciano l’umanità. Akutami ha creato un universo ricco di regole complesse sui “cursed energy” e i “domain expansion”, ispirato a classici come Hunter x Hunter e Bleach, ma con un twist dark imprevedibile, morti improvvise, tradimenti e una critica sottile alla società giapponese.
Dal suo debutto, JJK ha venduto oltre 80 milioni di copie del manga (dati aggiornati al 2025), diventando un fenomeno globale grazie al suo mix di combattimenti, personaggi carismatici e temi profondi come il sacrificio, l’amicizia e il peso delle scelte morali. Non è solo “botte e poteri”: è una storia che ti fa riflettere su quanto costi essere un eroe in un mondo maledetto.
Le stagioni precedenti
Le stagioni precedenti e i film hanno posto le basi per questo successo. La Stagione 1 ha introdotto il mondo con un ritmo incalzante, presentando Yuji, Satoru Gojo (il sensei overpowered e carismatico che è diventato un’icona), Megumi Fushiguro e Nobara Kugisaki. È stata lodata per l’animazione fluida di MAPPA, che ha reso i combattimenti – come lo scontro contro Mahito – visivamente epici, con un uso innovativo di colori e effetti.
Poi è arrivato il film Jujutsu Kaisen 0 (2021), un prequel incentrato su Yuta Okkotsu e la sua maledizione Rika, che ha incassato oltre 200 milioni di dollari al box office e ha ampliato il lore con emozioni crude e azione mozzafiato.
La Stagione 2 (2023, divisa in Hidden Inventory/Premature Death e Shibuya Incident) ha alzato l’asticella: l’arco di Shibuya è stato un capolavoro di caos urbano, con plot twist devastanti, animazione da urlo e una narrazione che ha trasformato la serie da “shonen divertente” a “thriller dark”.
MAPPA ha affrontato critiche per i crunch time dello staff, ma il risultato è stato un anime che ha dominato le classifiche di MyAnimeList e Crunchyroll, vincendo premi come “Miglior Animazione” agli Anime Awards 2024. Questi capitoli precedenti non sono solo setup: sono essenziali per apprezzare la profondità emotiva e le conseguenze che si riversano nella Stagione 3.
Stagione 3: The Culling Game
Ora entriamo nel vivo della Stagione 3, che ha debuttato l’8 gennaio 2026 con un doppio episodio. Siamo nel cuore del Culling Game, l’arco più ambizioso del manga, dove i sopravvissuti all’incidente di Shibuya vengono coinvolti in un torneo mortale orchestrato da Kenjaku. Lo studio MAPPA torna alla grande, con un team potenziato (inclusi nuovi animatori da ex-Progetto Shibuya) e un budget che si vede in ogni frame. La serie è disponibile su Crunchyroll con sub immediati, e il doppiaggio italiano/inglese arriverà entro fine mese. L’arco è previsto in due parti (Part 1 con 12-13 episodi, Part 2 più avanti nel 2026), coprendo capitoli dal 159 in poi del manga.
I primi due episodi
La stagione non si perde in chiacchiere. L’episodio 1 apre con una sequenza muta e opprimente: Yuji Itadori, solo in un bagno fatiscente, cerca di pulirsi le mani dal sangue, un’immagine che simboleggia il suo trauma post-Shibuya. Non una parola per minuti interi, solo il suono dell’acqua e il suo respiro affannoso. È un’apertura magistrale che cattura l’essenza del personaggio: un ragazzo che ha perso tutto (amici, innocenza, forse anche la sua umanità) ma continua a combattere. Poi, il caos, inseguimenti per le strade di una Tokyo in rovina, con spiriti maledetti che spuntano da ogni angolo.
L’episodio 2 accelera ma senza info-dump noiosi, tutto è intrecciato all’azione. Il clou è lo scontro tra Naoya Zenin (il misogino e arrogante erede del clan, con la sua Projection Sorcery velocissima) e Choso (il mezzo-spirito che considera Yuji un fratello). MAPPA qui sfoggia muscoli: animazione fluida a 24 fps, con tagli dinamici che seguono il flusso della “velocità” di Naoya, effetti di sangue realistici (ma non gratuiti) e un sound design che fa sentire ogni pugno. È meglio di molti film d’azione hollywoodiani – e dura solo 10 minuti!
Cosa funziona alla grande (e cosa potrebbe migliorare)
Punti di forza assoluti:
- Animazione e regia: MAPPA è al top. I domain expansion sono resi con effetti CGI integrati perfettamente (niente che stoni come in alcuni anime passati). La palette cromatica – grigi desolati per Tokyo, rossi accesi per il sangue – amplifica l’atmosfera post-apocalittica.
- Sviluppo personaggi: Yuji è più maturo, tormentato; Yuta è il perfetto foil, con la sua calma letale. Akutami eccelle nei dialoghi taglienti e l’adattamento li rende naturali.
- Atmosfera e temi: Il Culling Game non è solo un torneo – è una metafora della società darwiniana, con regole arbitrarie che puniscono i deboli. Si sente l’influenza di Battle Royale, ma con un twist sovrannaturale.
Punti deboli o perplessità (basati sui primi episodi):
- Rischio di overload: Con così tanti personaggi e regole, chi non ha riletto il manga potrebbe confondersi. MAPPA ha velocizzato alcuni spiegoni, il che è buono per il ritmo ma potrebbe alienare i neofiti.
- Durata e produzione: Dopo le controversie del 2023 su crunch, MAPPA ha promesso miglioramenti, ma se il ritmo settimanale inciampa (come in parti della S2), potrebbe deludere.
- Bilanciamento azione/drama: I primi episodi sono 70% action, 30% emotivo. Speriamo non trascurino i momenti introspettivi che hanno reso grande Shibuya.
Verdetto dopo i primi episodi e aspettative future
Questi primi due episodi (che equivalgono a un mini-film) confermano che Jujutsu Kaisen Stagione 3 è partita col piede giusto, potenzialmente superando persino l’hype di Shibuya. È un anime che non solo intrattiene, ma ferisce emotivamente e, in un panorama 2026 pieno di sequel (Frieren S2, Oshi no Ko S3), si distingue per la sua intensità cruda.
Gaetano Aspa
Foto in copertina da https://www.cbr.com/jujutsu-kaisen-culling-arc-guide/