ChatGPT Health, l’assistente artificiale per la salute

“Stiamo introducendo ChatGPT Salute, un’esperienza dedicata che integra in modo sicuro le informazioni sanitarie con l’intelligenza di ChatGPT, per aiutare a sentirsi più informati, preparati e sicuri nella gestione della propria salute”.

Una nuova frontiera digitale si apre nel rapporto tra tecnologia e benessere personale.

OpenAI ha presentato così, lo scorso 7 gennaio, ChatGPT Health, la nuova esperienza dell’intelligenza artificiale.

Oltre alle innumerevoli  domande che quotidianamente rivolgiamo a ChatGPT, centinaia di milioni di persone ogni settimana pongono quesiti anche sulla propria salute. Chiedono consigli per tosse, febbre, dolori muscolari, quali farmaci prendere e anche rimedi per il mal di testa. Prima ancora di chiamare il medico ( o non chiamarlo proprio) si consulta l’algoritmo.

 

Di seguito il link che riporta al video presentazione di ChatGPT Health:

https://openai.com/it-IT/index/introducing-chatgpt-health/?video=1151655050

 

Come funziona ChatGPT Health

Progettato in stretta collaborazione con un’equipe di medici, il nostro assistente medico virtuale svolgerà un ruolo più attivo nella comprensione e nella gestione della salute e del benessere. Il portale OpenAi chiarisce fin da subito come la nuova tecnologia non vada a sostituire il medico, ma implementare il supporto informativo e orientativo del paziente. Inoltre, il bot non effettua diagnosi né prescrive terapie, ma aiuta l’utente a interpretare o prepararsi a visite mediche.

 

Quali sono davvero le novità?

Quindi, cosa cambia rispetto all’intelligenza di ChatGPT?

L’utente potrà collegare in modo sicuro, attraverso controlli di privacy e sicurezza, le proprie cartelle cliniche, così da basare le conversazioni sulle informazioni sanitarie personali e ottenere risposte più mirate e utili.  La novità più evidente riguarda anche il collegamento con le app salute dei nostri dispositivi, come Apple Health o MyFitnessPal, smartwatch e dispositivi fitness.

Quando e come potrà essere utilizzato ChatGPT Health

Al momento, ChatGPT Health è accessibile a un gruppo selezionato di utenti con piani speciali.  Tuttavia, non è disponibile nell’Unione Europea e Regno Unito e , a causa delle normative più stringenti sulla privacy, gli utenti non possono ancora collegare i loro dati sanitari.

La piattaforma segnala che hanno iniziato a raccogliere feedback e continuare a migliorare l’esperienza con un piccolo gruppo di utenti. Per chi volesse ottenere l’accesso non appena ChatGPT Health sarà disponibile, potrà mettersi in lista di attesa. 

 

ChatGPT Health
                           ChatGPT Health

Più fiducia nel medico o in ChatGPT?

Secondo l’analisi anonima delle conversazioni, oltre 230 milioni di persone in tutto il mondo pongono domande su salute e benessere su ChatGPT ogni settimana. Il perché possiamo facilmente dedurlo dalla velocità di Chat rispetto al medico, che  molte volte può non rispondere tempestivamente alle chiamate dei pazienti o alle lunghe attese nei pronto soccorso. Ma la crescente dipendenza tecnologica rischia di disumanizzare una delle relazioni umane più importanti: quella tra medico e paziente. Una relazione fatta di empatia, di sguardi, di domande, di rassicurazioni, di parole. Qualcosa che l’intelligenza artificiale, pur collaborando nel progetto con oltre 260 medici attivi in 60 paesi e in decine di specializzazioni, non potrà mai riprodurre.

 

Il futuro e la relazione medico-paziente

Questa nuova realtà potrebbe, in parte, eliminare il problema del fenomeno di autodiagnosi su Google. Le conseguenze, tuttavia, non sono facilmente prevedibili. Ma è possibile immaginare dei possibili scenari, sia di impatto positivo che negativo.

Può rivelarsi uno strumento importante per permettere ai pazienti di comprendere meglio il linguaggio medico, ma, d’altra parte, potrebbe creare una pandemia di “saccenza” di pazienti convinti di saperne più del medico, portando così alla perdita di quel rapporto unico tra paziente e medico.

La raccomandazione degli esperti rimane sempre la stessa: un invito alla cautela, ricordando che un chatbot non può (e non deve) sostituire una valutazione clinica professionale.

E se nel tempo dell’intelligenza artificiale possiamo delegare tutto a una macchina, che può contare al posto nostro, scrivere al posto nostro, ragionare al posto nostro, non dimentichiamo che la salute del nostro corpo e della nostra mente resta, a questo punto, l’ultima responsabilità profondamente umana.

 

Elisa Guarnera